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Ce n'è anche per Cecco a cena

Per quanto tempo ancora Stazzema sarà solo la città della strage nazifascista?

domenica, 16 luglio 2017, 19:55

di aldo grandi

Noi non conosciamo e lo abbiamo già più volte detto, il sindaco di Stazzema Maurizio Verona e, quindi, non possiamo dare un giudizio sulla persona. Leggiamo, però, le sue dichiarazioni o, se meglio vogliamo dire, esternazioni ed esse, sovente, ci lasciano non solo interdetti, ma basiti. Nemmeno conosciamo, a dire il vero, la sua cultura storica, ma se essa è pari a quella che manifesta con le sue opinioni, allora, realmente, c'è di che domandarsi quale sia il senso di ciò che dice, ma, soprattutto, di ciò che pensa. Maurizio Verona non è il sindaco di una strage, ma il sindaco di una città che ha il diritto e lo hanno, in primis, le nuove generazioni e anche quelle che le hanno precedute, di guardare avanti e di farlo senza, ogni volta, dover ripercorrere il suo tragico passato. La strage di Sant'Anna di Stazzema opera dei nazisti e dei loro servi sciocchi saloini, è lì a dimostrare non soltanto le atrocità di un regime, ma anche l'impossibilità di un suo rigurgito. La memoria storica, se tale deve essere, non ha bisogno, a ogni piè sospinto e sull'onda di strumentalizzazioni politiche, di essere rammentata. Essa è, quasi, per definizione e non dovrebbero esserci né se né ma in proposito. Anche perché, se così fosse, la Germania della signora Merkel dovrebbe essere ancora ferma alla caduta di Berlino.

Già. Forse caro Verona dovrebbe prendere esempio dai tedeschi - che paradosso! - che hanno relegato, forse anche troppo facilmente, il loro passato, quello sì, indimenticabile e orribile, in un armadio dove permangono, a nostro avviso, ancora molti, troppi scheletri. Ma qui in Italia non si può assistere a questo massacro quotidiano dove, a distanza di ottant'anni o quasi, c'è ancora chi, come Laura Boldrini, la persona più odiata d'Italia e la presidente della camera più insulsa e inutile della storia, se ne esce fuori con l'idea di abbattere tutto ciò che sa di fascismo. O come l'onorevole - di onorevoli, in Transatlantico e a Palazzo Madama, ce ne sono davvero pochi - Fiano al quale perdoniamo la sua crociata antifascista per ciò che hanno vissuto i suoi parenti, ma che non può pretendere di trasformare l'Italia in un paese comunista dove la libertà di pensiero sia solo quella della Sinistra che ogniqualvolta si imbatte in difficoltà o opposizioni, grida al fascismo ritornante per salvarsi il culo e, soprattutto, la poltrona.

Ma al di là di tutto, anche delle considerazioni di carattere politico e strumentale, ciò che ci fa specie del sindaco Verona è il suo non porsi una domanda: che cosa resterà, fra 100 anni, quando sia il sottoscritto sia la sua figura saranno solo e soltanto polvere sepolte sotto un metro di terra, della strage di Sant'Anna di Stazzema? Nel senso che, forse, lei vorrebbe che fra un secolo ci fosse ancora chi si appella all'antifascismo e celebra la strage come se fosse avvenuta il giorno prima? Ma pur senza dimenticare, ci sarà un modo per tornare a vivere e a liberarsi dei fardelli di un passato che non può essere dimenticato, ma che non può costituire una catena cui restare costantemente legati solamente per motivi di opportunismo politico? E inoltre, caro sindaco che solo ad averla primo cittadino a chi scrive verrebbe l'itterizia non per la sua più o meno esistente simpatia, quanto per la povertà del suo spessore culturale e della sua capacità di analisi storica e umana, ma lei si è mai posto un'altra domanda: se, cioè, primo compito e dovere di ogni rappresentante delle istituzioni e non solo, dovrebbe essere quello di riavvicinare, di riappacificare, di superare gli odi, di stemperare gli animi, di superare le divisioni, di cercare di trovare una memoria comune che serva a ridurre le distanze e a restituire l'unità ad un popolo che vive perennemente diviso grazie, in particolare, ad una classe politica di farabutti e di bastardi che la governa da sempre?

Volete distruggere i simboli del fascismo, vi danno fastidio le magliette che raffigurano Mussolini, i gadgets che si trovano a Predappio, adesso anche quel povero disgraziato che gestisce una spiaggia a Chioggia. Ma vi accorgete che fate non solo pena, ma anche schifo? Che vi accanite contro degli oggetti che non hanno alcun significato, che, soprattutto, avete paura di nulla ed è proprio quando si ha paura di tutto che a quel tutto, alla fine, si restituisce un respiro ormai morto da tempo. Come si può essere fascisti nel 2017? Come si può pensare che il fascismo, storico, ideologico o politico non importa, possa riemergere quando abbiamo di fronte un mondo lontano milioni di galassie da quello dove Mussolini prosperò? Ma li avete visti i filmati dell'epoca? Ma avete sentito il duce al balcone di Palazzo Venezia? Ma li avete visti gli italiani di allora? 

Io, come cittadino, come italiano, come persona che si è spaccata il fondoschiena nello scrivere, studiare, leggere decine di migliaia di pagine per provare a comprendere e a conoscere la storia di quegli anni e la successiva, si sente anche un po' incazzato per quello che dite e che fate, per questo pretendere di farci sembrare tutti dei beoti pronti ad applaudire al Mussolini che non c'è più da quasi un secolo.

Perché, al contrario, non provate a domandarvi che siete proprio voi, con il vostro atteggiamento persecutorio, con la vostra paura ridicola, con le vostre insicurezze e la pretesa di modificare chi la pensa diversamente a colpi di carta bollata, a ricompattare tutti coloro che vi disprezzano non perché fascisti, ma perché italiani dotati di quel buonsenso che voi, il Pd e la Sinistra, l'Anpi e tutti coloro che hanno ancora bisogno di resuscitare fantasmi per sentirsi vivi, avete ormai smarrito?

Caro sindaco Verona, se il sottoscritto fosse un abitante di Stazzema, verrebbe sotto casa sua e le chiederebbe se non fosse venuto il momento di ricominciare a guardare avanti senza doversi per forza voltare indietro. I morti non devono essere dimenticati, la memoria deve essere coltivata, ma non possono rappresentare un ostacolo e, soprattutto, una strumentalizzazione costante.

Infine, stia tranquillo, che con la vostra apertura indiscriminata delle frontiere a cani e porci, fra venti anni o poco più, della strage di S. Anna di Stazzema fotterà poco a tutti visto che a partire dalle classi elementari, la maggioranza degli alunni sarà formata da extracomunitari di religione musulmana. Questo sì sarebbe un motivo per mobilitarsi, per rivendicare tutti, a dispetto e nonostante il passato, una comune provenienza, una comune identità, un sentimento nazionale che non è né vuole essere nazionalismo esasperato, ma la volontà di essere fedeli alla nostra storia con tutto ciò che ha comportato. 

Con disistima.


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Franco Mare


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