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venerdì, 22 settembre 2017 - Recte agere nihil timere

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Ce n'è anche per Cecco a cena

Una presa per il culo

venerdì, 12 maggio 2017, 02:17

di aldo grandi

A noi, lo diciamo senza alcuna volontà diffamatoria né denigratoria, questa storia tutta interna al Partito democratico ci sembra una grande presa per il culo e non tanto nei nostri confronti, operatori disorientati di una informazione che, ormai, fa fatica a raccapezzarsi in mezzo a un casino simile. Ma verso i simpatizzanti e gli iscritti di un partito, appunto il Pd, che oggi è lontano anni luce da quel Pci che, decenni fa, aveva nella trasparenza, nell'onestà intellettuale, nella difesa del buonsenso e delle classi meno abbienti, nella lotta contro il capitale fine a se stesso, una sorta di vangelo inattaccabile. Oggi non solo il partito sue erede, il Pd di Puffo Renzi, si è schierato con il peggior esempio di capitalismo speculativo ed omogeneizzante - Gentiloni ex contestatore che accoglie Soros con tutti gli onori è roba da analisi - ma, ad esempio a Carrara, finisce per perdere ogni credibilità frantumato da lotte fratricide e intestine che la dicono lunga sul senso di unità e di coesione esistenti in una forza politica che vorrebbe continuare (sic!) a governare la città. Infiliamoci, poi, anche il tribunale di Massa che un giorno dice una cosa e quello successivo un'altra con l'effetto di creare ancora più confusione e disorientare ancora di più non soltanto chi è legato ai destini del partito, ma anche a coloro i quali cominciano a domandarsi quali sono i criteri di riferimento in base ai quali i giudici scelgono. A nostro avviso nel Pd carrarino c'è stato un braccio di ferro, né più né meno di come è avvenuto, ad esempio, anche a Lucca, con la differenza che a Lucca Tambellini e i suoi se la sono fatta sotto di fronte ai diktat di Dario Parrini - sì, quello che ci ha denunciato all'ordine dei giornalisti - segretario regionale e renziano di... bronzo.

A Carrara, al contrario, dove c'è gente dura sì, ma come il marmo, la volontà egemone dei pretoriani di Matteo Renzi - voglia dio se esiste di non farcelo tornare alla presidenza del Consiglio - ha sbattuto contro il muro di coloro che si sono opposti al centralismo (anti)democratico che ha sempre governato, si fa per dire, il maggior partito della Sinistra italiana. Vannucci aveva avuto la soddisfazione, proprio ieri l'altro, di vedersi riconoscere il diritto, se non altro, a sentirsi onesto e libero ed ecco che, al contrario, oggi un altro magistrato ha bocciato il collega del giorno precedente relegando Vannucci nell'angolo dei cattivi e dando nuovo ossigeno ai Parrini Dario di turno e ai loro candidati di fiducia.

Che dire di fronte a questa buffonata che condanna inevitabilmente il partito democratico non solo a una sconfitta clamorosa, ma a una figura di merda che nemmeno il più nefasto dei destini avrebbe previsto? Nulla. C'è solo da sganasciarsi dalle risate perché una cosa del genere, a memoria d'uomo, non la si ricorda. E pensare che Matteino Renzi crede di portarsi a casa l'Italia con il poco che ha anche se con tutti i giornalisti prezzolati a disposizione pronti a seguirlo ovunque vada e qualunque cosa dica. 

A Carrara si presenta una grande occasione, quella di asfaltare il Potere Assoluto che, negli ultimi anni ha prodotto solamente un grande senso di inadeguatezza, quella che hanno provato e provano gli abitanti di questa straordinaria città che deve rialzare la testa e opporsi alla barbarie dittatoriale di chi vuole imporre a tutti i costi la sua volontà.

Noi, inutile dirlo, siamo dei bastian contrario e non possiamo che rallegrarci di fronte alla resistenza opposta ai Parrini che ci ha denunciato all'ordine professionale senza nemmeno il coraggio di venircelo a dire in faccia. Ma stia tranquillo Dario Parrini che prima o poi capiterà - quando venne a Lucca a imporre il silenzio a Tambellini eravamo fuori - di incontrarci e avremo l'occasione di dirgli sul muso quello che pensiamo di lui. 


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Franco Mare


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