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Ce n'è anche per Cecco a cena

Molestie sessuali, ormai una consuetudine per chi sa di poter restare impunito

venerdì, 6 ottobre 2017, 21:58

di aldo grandi

Leggete il resoconto dell'articolo della collega Vinicia Tesconi sul caso di molestie sessuali avvenuto nel pomeriggio alla stazione ferroviaria di Carrara-Avenza. Una ragazza di 21 anni, dalle, si desume, belle gambe, al momento di salire sul treno accompagnata da un amico, è stata ripetutamente palpeggiata da un nordafricano, una risorsa umana boldriniana, il quale, di fronte alle grida di protesta della giovane, non si è scomposto più di tanto e, senza tanti problemi, ha risposto al controllore intervenuto per sedare l'accaduto che la ragazza aveva belle gambe e a lui andava di toccarle. Ragazzi qui non siamo sulla spiaggia di Rimini alle 3 di notte dove, comunque, la violenza sessuale ai danni della polacca stuprata selvaggiamente avrebbe meritato la pena di morte. Qui siamo a Carrara, città anarchica, comunista, antifascista, si dovrebbe anche aggiungere femminista. Bene, il controllore che, ovviamente e come tutti i controllori mandati soli sui treni regionali in mano agli extracomunitari, si è limitato a dire che se l'immigrato lo avesse rifatto, lui, udite udite, avrebbe chiamato la polizia.

Detto questo, secondo lui e secondo tutti, mettiamoci una pietra sopra e chissenefrega, in fondo è stata solamente una toccata di culo. Eh no, la ragazza, vittima del sopruso e dell'abuso, non ci è stata e ha deciso di rivolgersi alla polizia e presentare denuncia. E ha fatto bene. Lei, una donna, ha capito, ancor più di quelli che la accompagnavano direttamente (l'amico) o indirettamente (il controllore) che l'unico modo per non far passare sotto silenzio le violenze di chiunque, rosso, bianco o nero e, comunque, in questo caso, straniero, bastardo senza se e senza ma, è non cedere alla voglia di lasciar correre. Non si può mollare, non si deve altrimenti accadrà anche qui quello che sta avvenendo in Gran Bretagna, in Germania, in Francia, ovunque i seguaci di Allah considerano le donne occidentali poco meno delle troie e perdonateci il francesismo, ma nella loro cultura le nostre donne sono, solo e solamente, se non delle puttane, poco ci manca. 

Quindi, prima noi ce ne rendiamo conto e prima siamo pronti a reagire. Senza pietà. Non ci deve essere tolleranza per qualunque tipo di violenza, anche la più piccola, nei confronti della donna perché essa è l'anticamera del permissivismo, della tolleranza e della concessione di spazi e gesti sempre più ampi e sempre più audaci da parte di chi considera la tolleranza un segno di debolezza e non, come pensano i peracottari della Sinistra ideologizzata, di forza che, poi, forza non è, ma debolezza allo stato puro.

Una cosa dobbiamo ricordare: se non saremo noi a difendere ciò che abbiamo ritenendolo scontato, non potremo poi lamentarci se qualcuno riuscirà a togliercelo.


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Franco Mare


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