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Cronaca

Video-denuncia su Facebook per la presenza di bombe sulla nave di Grendi nel porto di Marina

sabato, 15 luglio 2017, 15:01

di vinicia tesconi

Ha fatto una diretta su Facebook delle operazioni di scarico della Stena Freighter avvenute lo scorso mercoledì notte e ad oggi ha raggiunto quasi 19000 visualizzazioni per un video che contiene denunce gravissime contro lo stato italiano ma anche contro i responsabili del trasporto, cioè la Grendi. L’accusa è quella di trasportare bombe destinate all’Arabia Saudita che serviranno per alimentare la devastante repressione nello Yemen che ha già causato un numero altissimo di morti civili. L’autore del video e del commento che lo accompagna è Mauro Pili, esponente del partito regionalista sardo Unidos dopo un passato che lo ha visto parlamentare nelle fila del Popolo della libertà e, prima, in Forza Italia. Pili che è stato presidente della Regione Sardegna e per due volte sindaco  di Iglesias,  è anche giornalista per La Nuova Sardegna e ha collaborato con l'emittente regionale Sardegna Uno e da tempo su Facebook porta avanti una battaglia a suon di immagini, articoli e video nei quali tenta di dimostrare i traffici illeciti nei porti sardi e le responsabilità negli incendi che avvengono nella regione. Il video girato a Marina di Carrara, secondo quanto lui stesso afferma nel commento, dimostrerebbe il gravissimo mercimonio di bombe che lo stato italiano porterebbe avanti con i paesi sconvolti dalle guerre. Dimostrerebbe, perché in realtà il video di Pili non dimostra nulla più di normalissime, affatto circospette, operazioni di carico e scarico della nave: le stesse che avvengono puntualmente tre volte a settimana, due volte di giorno, una di notte, da più di un anno a questa parte, da quando Grendi è entrato nel porto di Marina di Carrara. Le immagini mostrano, fra l’altro, che il personale impiegato nell’operazione è perfettamente consapevole della presenza della telecamera e del cronista – posizionati fuori dal porto a ridosso delle rete di recinzione – senza che nessuno si preoccupi anche solo vagamente di bloccare le riprese o di chiederne conto all’autore. Abbiamo chiesto all’amministratore delegato della Grendi, Antonio Musso, quanto c’è di vero nelle accuse fatte da Pili: 

 

Dottor Musso è vero? Trasportate bombe?

 

Ma assolutamente no! Il carico a cui probabilmente si riferisce il filmato è un Imo 1.4 cioè, in base alla classificazione fatta dalla International Maritime Organization: esplosivi presentanti nessun significativo pericolo. Quel che trasportiamo è esplosivo industriale per uso civile e non per uso militare. E non è certo la prima volta che carichiamo questo materiale anche perché abbiamo l’autorizzazione legale per farlo.

 

Che tipo di materiale è e che pericoli comporta il suo trasporto?

 

E’ appunto un tipo di esplosivo usato, per esempio, anche nel lavoro alle cave. Si trasporta ovviamente separato dalla sostanza che può detonarlo e non c’è alcun rischio che possa esplodere o incendiarsi. Si potrebbe anche usare un lanciafiamme sopra il carico e non accadrebbe nulla. In uno degli ultimi trasporti di questo materiale,sulla nave c’erano anche due dei miei figli. Questo tipo di carico viene accettato anche sulle navi passeggeri. La ditta produttrice è la Rwm di Domusnovas che è, in effetti, un colosso tedesco che produce armi ma ha anche nella sua linea la produzione esplosivi per uso industriale.

 

L’autore del video nel commento dice che la nave è partita da un porto sconosciuto vicino a Cagliari proprio per caricare le sua merce scottante e che, per lo stesso motivo, cioè per la caratteristica di porto minore dello scalo di marina di Carrara, sia venuta a scaricare qui. Secondo Pili il carico era destinato al porto di Spezia o di Genova per prendere la via dell’Arabia Saudita e lui indica anche alcuni camion, nel finale delle riprese che, per quanto identici a tutti gli altri già visti in precedenza con i container presi sulla nave della Grendi, sui quali ci sarebbe il carico illecito…

 

Beh, la Grendi ha una sola nave e notoriamente fa una sola rotta. Partiamo sempre da Cagliari e arriviamo sempre a Marina di Carrara. Evidentemente il signor Pili ignora il fatto che per fare entrare una nave in un qualunque porto siano necessari una quantità notevole di permessi e di documenti e che quindi non si possa entrare così al volo in un porto per quanto piccolo e sconosciuto esso sia. Inoltre, se fosse vero che Marina di Carrara è stata scelta per questo bisognerebbe ammettere che noi abbiamo spostato tutta la nostra attività qui con un grande dispendio economico e logistico solo per fare un trasporto illegale e saltuario: ma le sembra credibile?

 

Un’altra denuncia che viene fatta da Pili nel video è quella di un sistema di sicurezza completamente inadeguato, giustificato dalla volontà di mantenere un profilo basso a tutta l’operazione. Nelle immagini si vede infatti una sola camionetta dei pompieri e nessuna auto di polizia o carabinieri…

 

Questo è davvero buffo perché Marina di Carrara è uno dei porti che ha le misure più restrittive d’Italia proprio per il trasporto di materiali pericolosi. Per sbarcare qua si devono pagare molte più prescrizioni che in altri porti come Olbia o Livorno dove ci sono anche meno controlli. Noi che abbiamo solo questo porto come punto di scalo ci atteniamo accuratamente alla normativa del porto, molti altri che trasportano lo stesso materiale preferiscono porti in cui le tariffe sono inferiori. Fra l’altro questo tipo di controllo è previsto solo per il trasporto marittimo di questi materiali che poi quando passano dalla nave al camion, cioè al trasporto terreste, sono soggetti a misure molto più blande di controllo. Infatti a Marina di Carrara, dove è obbligatorio avere una squadra di vigili del fuoco a sovraintendere alle operazioni di scarico, quando il camion esce dal porto non è più richiesta neppure la segnalazione di carico pericoloso. In realtà, rispetto a questo tipo di esplosivi è molto più rischioso trasportare cisterne di gas o di benzina perché potrebbero incendiarsi anche con un urto, cosa che invece non produce alcun effetto sui carichi imo1.4.

 

Insomma, la denuncia di Pili è priva di fondamento?

 

Sì. La nostra linea gestionale è molto trasparente e conferma il nostro profondo rispetto delle leggi. Abbiamo sempre le autorizzazioni richieste ed agiamo in perfetta sintonia con le capitanerie di porto e le prefetture degli scali in cui lavoriamo.

 

Lei conosce Mauro Pili?

 

Sì, so che fa continuamente scoop di questo genere con articoli e documenti filmati ma che poi non sempre riesce a provare quello che sostiene.

 



 



 



 



 



 



 



 

 

 

Video Video-denuncia su Facebook per la presenza di bombe sulla nave di Grendi nel porto di Marina


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