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Cronaca

Mangiacapra a Massa: io, gigolò per scelta, il mestiere, la mia vita e Don Euro

sabato, 12 agosto 2017, 10:52

di Donatella Beneventi

Francesco è un giovane uomo: finissimo, educato come pochi, ormai, fisico minuto, sguardo diretto e attento. E' arrivato per la presentazione del suo libro “ Il numero uno” edito da Jacobelli, nella libreria Bookstore di Massa, vestito semplicemente, anche se con stile.

A vederlo, potresti pensarlo in un ambiente di lavoro di alto livello per via della sua gestualità e del suo modo di porsi, così calmo, così sicuro di sé: un manager? Effettivamente, lui è un manager e il suo corpo è la sua azienda.

Francesco è un gigolo per soli uomini e di uomini, di tutte le estrazioni sociali, ne ha conosciuti veramente tanti: Michela Rossi e Vinicia Tesconi, gli porgono delle domande e lui si lascia andare al racconto delle sua scelta di non vendersi il cervello in una società che non lo apprezza e di vendersi il corpo con cervello; ha una laurea in giurisprudenza in tasca, conquistata con sacrificio, e il periodo di praticantato, unito a esperienze di piccoli lavori mal retribuiti in cui spesso, l’alienazione era altissima, il senso di frustrazione insopportabile, cosa comune fra molti trentenni, che pur avendo le doti, non trovano la loro collocazione, vedendosi a volte sorpassare da chi possiede meno qualità, ma ha le conoscenze giuste.

L’indipendenza economica è la strada per la libertà, unita alla presa serena di coscienza delle proprie pulsazioni e inclinazioni sessuali: è desiderato, cercato , ambito. Il gigolo più richiesto sulla piazza, con una gestione manageriale della sua azienda, cioè il suo corpo, che usa applicando strategie di marketing e customer care.

Sulla sua strada, incontra un giorno, don Euro, al secolo Don Luca Morini, parroco della provincia di Massa, balzato agli onori della cronaca per i “ vizietti” pagati con i soldi delle elemosine dei parrocchiani. Si presenta a lui come magistrato e lo incontra alcune volte, ostentando uno stile di vita di altissimo livello, fra hotel di lusso e ristoranti stellati. Un uomo che gode di poter avere il controllo sulle persone in posizione subalterna, umiliandole pubblicamente e vantandosene. La sua strafottenza è tale, che si fa scoprire in maniera quasi ingenua, tramite un numero fisso dal quale chiama i suoi contatti privati: è il numero della parrocchia e Francesco, da quel momento, si rende conto di avere a che fare un uomo che sfrutta il prossimo e che millanta promesse di lavoro ai ragazzi che paga per i loro servizi sessuali.

Tutto questo è scritto nel libro, perché la vicenda di Don Euro è stata resa pubblica e le indagini sono state fatte approfonditamente, anche grazie al materiale fornito da Francesco e con l’aiuto di Vinicia Tesconi, la quale, da giornalista de La Gazzetta di Massa e Carrara, realizzò un articolo visualizzato da oltre 96.000 visitatori e che portò la turpe vicenda del prete viveur all’attenzione di tutti, dopo che la Santa Sede e Il Vescovato di Massa ignorarono o minimizzarono le sue ripetute segnalazioni.

Intenzione di Francesco non è solo quella di raccontare la vicenda, che per la verità occupa solo una parte, ma di parlare di se stesso, del suo mondo, della sua scelta, libera e consapevole e di “ catarsi”, liberando l’anima , per poter anche aiutare a vivere serenamente la propria condizione, coloro i quali non sono ancora in grado di farlo : “ La prostituzione è sempre esistita e sempre esisterà e puttane si nasce. Però, laddove non c’è costrizione e sfruttamento, ma una scelta libera e responsabile, la prostituzione va regolamentata secondo i termini di legge, questa potrebbe essere la strada per abbattere il muro di pregiudizio nei confronti di chi la pratica,che non viene visto come persona. La prostituta o il gigolo sono innanzitutto persone, con anima e cervello”

Francesco quindi si libera nella sua opera prima, che sta ottenendo un grande successo; in chi lo guarda e lo ascolta, lascia un sentimento di compassione, nel senso di “ soffrire insieme”, la voglia di abbracciarlo e di dargli amore, di farlo parlare ancora: scrivi ancora, Francesco, parlaci ancora di te, in futuro.

 

 


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