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Economia : inchiesta

Lo stato del Monoblocco a Carrara

lunedì, 20 marzo 2017, 23:20

di vinicia tesconi

La nuova vita del Monoblocco: cosa funziona e cosa ancora non va nello storico ospedale di Carrara trasformato in Poliambulatorio Specialistico in appoggio all’Ospedale delle Apuane

Alle 9 del mattino il parcheggio nel grande piazzale antistante il Monoblocco di Carrara è tutto pieno. All’entrata con la sbarra c’è un viavai continuo di persone; così pure nell’atrio dell’ospedale ed anche nel bar a fianco agli ascensori. A vederlo così, il vecchio Monoblocco, ospedale storico e di gloriosa fama per validità ed efficienza di attrezzature e soprattutto di personale medico, sembrerebbe quasi lo stesso , cioè quello che è stato fino a poco più di un anno fa quando l’apertura del nuovo Ospedale delle Apuane ha decretato la fine della sua storia come ospedale cittadino e lo spegnimento, per fortuna temporaneo, di tutte le sue luci, percepite dalla città come punto di riferimento di sicurezza e vera tutela della salute. Il Monoblocco non è più l’ospedale di Carrara, purtroppo, e di certo il nuovo ospedale non è riuscito ancora a convincere gli abitanti di Massa e di Carrara d che non sentono lo stesso grado di protezione sanitaria che avevano prima dell’accorpamento, ma almeno il Monoblocco, ora Poliambulatorio specialistico, struttura complementare all’ospedale delle Apuane, è ancora vivo e sicuramente operativo e di certo non è diventato un lugubre gigantesco fantasma che incombe sulla città come è accaduto invece per l’ospedale di Massa. Non tutto ancora è stato completato secondo quanto era stato stabilito dagli accordi iniziali, ma molti reparti del Monoblocco sono perfettamente funzionanti e in grado di gestire considerevoli numeri di accessi giornalieri. Una breve visita rivela: il piano seminterrato, contrassegnato con la lettera S, che era quello che ospitava gli ambulatori di cardiologia e ortopedia nel lato Sarzana e il Pronto Soccorso nel lato Massa, attualmente è in attesa dell’inizio dei lavori che permetteranno il tanto atteso trasferimento della macchina per la Risonanza Magnetica dall’ ospedale di Massa ormai chiuso. “Il 23 marzo scadrà il termine per l’individuazione del professionista che realizzerà il progetto di adeguamento degli ambulatori – spiega Roberta Crudeli, operatrice sanitaria ed anche consigliera comunale del Pd – Il percorso è ancora lungo perché dopo ci sarà la presentazione del progetto e poi ancora la gara per l’assegnazione alla ditta che farà i lavori ma, sicuramente quando sarà ultimato ci saranno grandi vantaggi soprattutto perché le liste di attesa per la risonanza magnetica si dimezzeranno. Certo si dovrà attendere almeno tutto il 2017.”

Al piano R, che una volta era la Rianimazione ci sono gli ambulatori di dermatologia che contano 6000 accessi all’anno e quelli di endocrinologia che ne contano ben 12000. Sono due reparti che si trovano solo qui e non al nuovo ospedale . Sempre alla R nell’ala rivolta verso Massa e nel corpo centrale ci sono la radiologia, la TAC, l’ecografia, la RSM articolare e il centro Screening.

Al primo piano c’è la chirurgia ambulatoriale in anestesia loco regionale che tratta piccoli interventi ginecologici come colposcopie e polipi, urologici come fimosi, ortopedici come tunnel carpale e poi ancora varici, lipomi e noduli. Nelle due sale operatorie è presente un medico anestesista tutti i giorni dalle 8 alle 16.

Il secondo piano è tutto occupato da oculistica che registra 12000 accessi all’anno e che si articola in ambulatori, sala operatoria per piccoli interventi e area di appoggio per le degenze brevi degli operati.

Al terzo piano verso Massa c’è la Diabetologia che ha dai 10 ai 12 mila accessi annui mentre dal lato Sarzana c’è la Reumatologia che conta la stessa quantità di affluenze, anche perché è l’unico reparto in tutta l’area vasta, vista che Reumatologia non c’è all’ospedale Versilia e per la visita più vicina si dovrebbe andare a Pisa. Nella parte centrale ci sono gli ambulatori di endoscopia digestiva dove si effettuano le visite e i controlli ma non le gastro e colonscopie che, essendo esami particolarmente invasivi, necessitano della vicinanza di sale operatorie e di rianimazione.

Il quarto piano è oncologia, fiore all’occhiello della struttura, suddiviso in day hospital oncologico con visite, prelievi e somministrazioni di chemioterapia e nell’area dedicata alle cure palliative e alla terapia del dolore . Al quarto ci sono anche l’Istituto Toscana Tumori e gli ambulatori di follow up oncologico cioè del percorso di controlli per che ha superato la malattia e l’ambulatorio di oncodermatologia con un medico dedicato. Gli accessi, che sono gli unici che non devono passare per il Cup ma che vengono presi direttamente in reparto superano le trentamila unità all’anno, dato tuttavia sconfortante non per l’afflusso di persone alla sede del Monoblocco ma per la realtà della dilagante diffusione dei tumori che è stata registrata nel territorio apuano.

Al quinto piano ci sono gli ambulatori di ginecologia, cardiologia e urologia, e si stanno ultimando i lavori per gli ambulatori di ortopedia, otorino e per chirurgia vascolare; al sesto ci sono i presidi delle associazioni: Volto della Speranza, Atmar malattie reumatologiche, Malati Diabetici e Laringectomizzati e poi una parte adibita a magazzino che si estende anche anche al settimo piano. E’ rimasta funzionante l’area che si trova dietro al Monoblocco nei cui locali si effettua ancora la sterilizzazione di tutto il materiale ospedaliero supportata da un servizio di biancheria interna particolarmente efficiente. A disposizione dei dipendenti ma anche degli esterni c’è la mensa ospedaliera.

Anche le palazzine di Monterosso sono quasi tutte occupate : neuropsichiatria infantile; sede dei servizi del 118 in cui si svolgono tutti i corsi di formazione e di Bls e Blsd dell’area vasta per il personale medico ed infermieristico; anatomia patologica; Pisl e ambulatori di veterinaria. C’ è poi la nota dolente della palazzina destinata ad ospitare la scuola infermieri che però al momento è vuota perché l’adeguamento degli spazi da struttura ospedaliera a scolastica richiede un grosso investimento economico che al momento non c’è per cui non ci sono tempi brevi per vedere la scuola infermieri a Carrara come era negli accordi. Nella palazzina che confinava con il vecchio obitorio c’è la farmacia territoriale mentre al Civico ci sono la senologia, nel vecchio reparto di ostetricia, che tuttavia dovrà essere trasferita al monoblocco appena ultimati i lavori di adeguamento e la radiologia che invece resterà nella sua sede storica ma che necessita del rinnovo di una delle due macchine per la radioterapia che, essendo in uso da più di vent’anni, continua a dar problemi e a non funzionare come dovrebbe. Negli spazi del Civico che ospitavano la pediatria, mai dimenticato reparto che eccelleva per la disponibilità, la competenza ed il servizio, ci sono adesso gli ambulatori privati per le visite intra moenia.

“ Certo, il Monoblocco non è più come prima – conclude la Crudeli – ma non è giusto dire che non è stato fatto nulla di ciò che era negli accordi presi nel 2003 quando l’allora sindaco Conti impose a Enrico Rossi, che all’epoca era assessore regionale alla sanità, il riconoscimento del Monoblocco come struttura complementare al nuovo ospedale. Ed infatti quello che è qua, là non c’è.”.


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