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Gli Amici di San Caprasio, nonostante il Covid, proseguono l'attività culturale

domenica, 27 settembre 2020, 19:24

Introdotta dalla presidente Lorella Giuli, si è tenuta sabato 26 ad Aulla, nella chiesa di San Caprasio concessa dal parroco don Lucio Filippi, l’assemblea annuale dell’Associazione Amici di San Caprasio, dopo che per le restrizioni causate dalle normative di prevenzione Covid ne avevano impedito la realizzazione la primavera scorsa.

Durante l’assemblea sono stati presentati e approvati il bilancio 2019, le modifiche statutarie, le relazioni sulle attività svolte e quelle previste per il 2020, queste ultime limitate per le restrizioni covid. Durante l’estate 2020 si sono tenute due serate dell’Archeologia e quattro serate culturali in sicurezza, distanziati e con mascherine, che hanno visto conferenze sui templari e sulle vicende dell’8 settembre tenute da Egidio di Spigna e Luigi Leonardi e concerti dei Sassofonisti della Spezia e di Mattia Ringozzi, oltre al una conferenza dedicata ai vent’anni di ricerche e restauri di San Caprasio.

A fine assemblea, come consuetudine, si è tenuta una relazione storica, quest’anno tenuta da Antonio Pagani e dedicata alla scoperta di un luogo che ha sempre destato curiosità e leggende in tutta la Lunigiana: quell’altura appenninica ad oltre 1500 metri di quota, in terra di Comano, che rende visibili in buona parte del fondovalle della Magra due grandi parabole.

Gli abitanti li credevano radar, ma in realtà, come ha detto Pagani, erano giganti antenne per comunicazioni militari, realizzate dalla Nato in piena guerra fredda e parte di un sistema di telecomunicazioni che fronteggiavano i territori dell’alleanza russa. Quelle “sentinelle del cielo” che vediamo dalla Val di Magra comunicavano con una base simile posta sulle alture di Nizza, mentre altre due, visibili dal fronte emiliano comunicavano con una zona nei pressi di Roma. In caso di un lancio missilistico o di un qualsiasi attacco le basi immediatamente potevano informare tutte le postazioni difensive europee della Nato: la base è stata attiva fino al termine della guerra fredda coinciso con la caduta del muro di Berlino (1947-1991); appena abbandonata la base, un tempo super sorvegliata, con alloggi per militari, bunker difensivi, mensa, cucine, sale radio-trasmittenti e riceventi, è stata letteralmente devastata da vandali e persino occupata per un rave party.

Oggi le quattro grandi parabole di alluminio realizzate dalla ditta tedesca Krupp, alte 25 metri ciascuna, restano come ruderi e non vengono smantellate perché è antieconomico il recupero dei materiali. Sul rapporto tra malattie e presenza della base, la discussione è aperta : da qual luogo non si diffondevano radiazioni, ma potenti onde radio: quando le antenne erano attive certamente non era prudente avvicinarsi alle parabole, ma niente di definitivo si può ancora dire.

 

 

 


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Franco Mare

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