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Ce n'è anche per Cecco a cena


Ce n'è anche per Cecco a cena

Italiani si nasce, comunisti si diventa

giovedì, 21 giugno 2018, 20:39

di aldo grandi

Hanno in mano le reti televisive pubbliche grazie a giornalisti assunti per raccomandazione e amici degli amici. Detengono la maggior parte dei quotidiani cartacei, quelli che, una volta, si dicevano ad alta tiratura mentre oggi, ormai, ne è rimasto solo il ricordo. Influenzano e sono influenzati da intellettuali progressisti e fedeli alla parte sinistra del cuore oltreché del cervello. Eppure, nonostante questa predominanza e questa prevaricazione, il popolo non li ascolta, non li vota, non li vuole, non li sopporta. Sono i politicanti da strapazzo del Transatlantico e di Palazzo Madama vestiti a festa e colorati di rosso, seguiti dalle truppe cammellate rappresentate dalle minoranze, in tutti i sensi, che solo così riescono ad avere vita e visibilità. Eppure, nonostante la realtà sia lontana anni luce dalla loro Ideologia (marxista), continuano a domandarsi come sia possibile che gli italiani hanno scelto un voto di protesta contro il sistema. Una volta, tanti anni fa, ma nemmeno poi tanti, erano loro ad incarnare il vento del rinnovamento e della protesta popolare. Oggi, sono stati spazzati via dal primo e scavalcati dalla seconda al punto che, un giorno sì e l'altro pure, scendono in strada soli come cani. A questi pseudo professionisti della parola e della politica consigliamo di vedere il video sui due conduttori televisivi panamensi al momento dell'inno nazionale mandato in onda da Mediaset...


Ce n'è anche per Cecco a cena

Si può essere italiani senza essere fascisti

lunedì, 18 giugno 2018, 22:03

di aldo grandi

Gli intellettuali progressisti, i politicanti verniciati di rosso, i giornalisti servi del Regime non riescono a capacitarsene e stanno andando in overdose. Non sanno, infatti, come spiegarsi, loro, unica avanguardia delle masse e unici deputati a rappresentarle, il fatto che gli italiani sono, in grande maggioranza, dalla parte di Salvini e del nuovo Governo Lega-Cinque Stelle. Non riescono, inoltre, a comprendere come mai la questione immigrati sia diventata, ormai, centrale nella politica italiana e non solo al punto da determinare uno spostamento deciso e robusto delle simpatie politiche. Eppure sono anni che arrivano segnali in proposito, segnali di disaffezione, di ribellione, di insofferenza, di insoddisfazione espressi dalla gran parte del popolo italiano che non si riconosce più, ammesso che lo abbia mai fatto, nelle scelte suicide portate avanti dai politici del centrosinistra con l'avallo dell'omino vestito di bianco d'Oltretevere. Eppure sarebbe stato semplice prendere atto che se la maggior parte del popolo esprime un rifiuto i governanti dovrebbero prenderne atto e agire di conseguenza. Sarebbe stato sufficiente leggere i libri di Oriana Fallaci e quelli di Ida Magli o di Magdi Allam per accorgersi che si può essere italiani senza essere fascisti visto che per chi alberga la parte Sinistra del cuore, e ancor più del cervello, italiani e fascisti sarebbero la stessa cosa...


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Si Salvi... ni chi può

lunedì, 11 giugno 2018, 17:31

di aldo grandi

Dopo anni e anni di ministri e capi di Stato incapaci di riuscire a far valere i propri diritti e a rispettare il volere e la sovranità popolari, ecco che Matteo Salvini, attuale ministro dell'Interno di un governo apertamente antisistema, raggiunge un primo, clamoroso e inaspettato successo. La nave Aquarius non potrà attraccare nei porti italiani e con lei anche un'altra imbarcazione che aveva già raccolto centinaia di clandestini di fronte alle coste libiche. Allora è vero: si può negare l'attracco a chi sfrutta vergognosamente il traffico di esseri umani per ragioni umanitarie che di umanitario non hanno alcunché. Quello che nessun governo a guida Pd era riuscito a fare in anni di potere pressoché incondizionato anche se sotto tutela degli organismi sovranazionali, è stato in grado di fare, dopo appena una settimana, l'attuale esecutivo Lega-Cinque Stelle. Uno schiaffo in faccia ai sostenitori del PUD (Pensiero Unico Dominante), ai leccaculo ipocriti del Politically Correct. Il vento, evidentemente, sta cambiando e finalmente gli italiani cominciano a riconoscersi e a riconoscere qualche punto di contatto con chi li dovrebbe rappresentare. Ovviamente il merito, in questo caso, è di Salvini, che non ha ceduto e di Conte che non ha delegittimato il proprio ministro degli Interni. Inutile dire che non si è trattato di una scelta razzista o xenofoba...


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Guerra civile o colpo di stato?

domenica, 10 giugno 2018, 01:56

di aldo grandi

I mistificatori del Pensiero Unico Dominante stanno cominciando a mobilitarsi. Di fronte alla nascita di un governo apertamente nato contro il sistema, essi si ergono, con la scusa di combattere un risorgente, ma inesistente nazionalismo, a difensori degli organismi sovranazionali. Distruggere ogni senso di appartenenza, ogni senso di identità, ogni traccia che possa ricondurre a delle radici o alle origini, tutto deve essere abbattuto affinché prevalga l'Uomo Nuovo che per i nipotini di Stalin vorrebbero privo di identità, senza legami, senza confini, senza passato e, ancor di più, senza speranza per il futuro: un automa, sradicato dalla propria terra e cittadino di un mondo alla deriva dove l'omogeneizzazione avrà il sopravvento in nome di una mediocrazia che è l'antitesi della democrazia. Assistiamo ad un sindaco di Napoli, ex magistrato - guardatevi sempre dai magistrati che scendono in politica - il quale si rifiuta di accogliere a Napoli il ministro dell'Interno del proprio Paese nemmeno si trattasse di un provvedimento di polizia per una partita di calcio. Dobbiamo sorbirci le cronache televisive e cartacee dei giornalisti leccaculo assunti nel corso degli anni del cosiddetto arco (in)costituzionale. A Milano sfilano contro la Lega e Salvini accusando entrambi di omicidio per l'immigrato ucciso a fucilate...


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Siamo un Paese sotto scopa

domenica, 27 maggio 2018, 20:16

di aldo grandi

E' molto tempo che chi scrive evita di farlo su questioni politiche di carattere generale. Ci sono politologi esperti che lo fanno di mestiere - e spesso male - e che scrivono sui capisaldi della (non)libera informazione. Quello che, però, sta avvenendo ai vertici di questo Paese è l'ennesima dimostrazione di come la sovranità non risieda, come dovrebbe essere, nel popolo e che neppure quest'ultimo può esercitarla come, invece, è previsto dall'articolo 1 della Costituzione: La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Gli attuali limiti, i diktat, le interferenze dei Governi esteri, la campagna di stampa portata avanti in Germania da una classe politica virtuosa sotto il profilo economico, ma ricattatrice, ipocrita e autoritaria, gli articoli apparsi a più riprese sui media americani progressisti e inglesi, non sono il frutto della Costituzione, ma costituiscono, all'opposto, limiti gravissimi, paletti invalicabili e immateriali destinati a limitare proprio la sovranità popolare. Sono anni, ormai, che la presidenza della Repubblica dimostra di essere contro il popolo e non c'è verso di far capire che la scelta degli italiani, qualunque essa sia, ha il diritto di essere rispettata e assecondata. Non ci possono essere organismi sovranazionali che umiliano, riducono, compromettono l'indipendenza di un Paese, di uno Stato, in nome di principi come quelli portati avanti dall'Unione Europea, dall'Onu e da altri enti rappresentanti e rappresentati di una casta che non vuole cedere il potere...


Franco Mare


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