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Ce n'è anche per Cecco a cena

Dottor Giubilaro perché ha escluso la giornalista della Gazzetta dalla conferenza stampa in procura?

sabato, 13 gennaio 2018, 00:30

di aldo grandi

Chi scrive non ha mai incontrato il procuratore della Repubblica di Massa e Carrara Aldo Giubilaro pur conoscendone le capacità e apprezzandone l'assoluta autonomia e indipendenza operativa. Per puro caso, l'altra mattina, però, si trovava in tribunale per essere ascoltato in qualità di persona informata sui fatti in merito a una vicenda di scarso rilievo. In questa circostanza, il sottoscritto ha dovuto prendere atto che la Gazzetta non era stata invitata alla conferenza stampa indetta dal procuratore stesso con il comandante provinciale dei carabinieri Rosati e il comandante della compagnia di Massa Marchi. Non è la prima volta che ciò accade nel senso che, nonostante abbiamo più volte dato il nostro indirizzo di posta elettronica, nessuno ci ha mai avvisato. Questa volta, tuttavia, la collega Vinicia Tesconi era venuta a conoscenza dell'incontro fissato con tutti i mezzi di informazioni non solo locali e, quindi, si era presentata per poter partecipare all'evento. Al momento di entrare nella sala dove si sarebbe tenuta la conferenza stampa, il procuratore stesso, trovandosi di fronte la Tesconi che gli tendeva la mano in segno di saluto, non ha ricambiato e le ha detto, davanti a tutti i colleghi, che avrebbe preferito non averla presente perché scorretta. Vinicia Tesconi, che mette molta passione nelle cose che fa e nel modo di dedicarsi a questo mestiere, è rimasta di stucco e avrebbe desiderato una spiegazione che, però, non le è stata data. Chi scrive, nella veste di direttore responsabile della testata, ha chiesto ufficialmente, più tardi, di poter incontrare il procuratore Giubilaro il quale ci ha fatto sapere che non desiderava affatto parlare con noi. A questo punto siamo caduti dalle nuvole, poiché non avendo mai avuto occasione di incontrarci, ci siamo rimasti onestamente di stucco così come peggio c'è rimasta la collega Tesconi che ha dovuto ingoiare un brutto rospo.

Ora, l'autore di queste righe si domanda perché un procuratore capo della Repubblica e, nella fattispecie il procuratore capo della Repubblica di Massa e Carrara arriva a negare l'accesso ad una giornalista regolarmente iscritta all'ordine professionale della Toscana senza un motivo plausibile o, almeno, senza che ci sia un chiarimento in proposito? In fondo anche la Tesconi, così come il sottoscritto fanno parte, con le Gazzette, dell'universo dei mass media e come tali avrebbero tutto il diritto di prendere parte alle conferenze stampa indette dalle autorità a meno che non ostino alla partecipazione ragioni particolarmente deplorevoli o gravi in tutta la loro evidenza.

Come direttore della Gazzetta di Massa e Carrara, il sottoscritto rinnova la richiesta di un incontro con il procuratore capo così da poter spiegare quello che è accaduto e fare il possibile affinché non accada più. Anche noi, nel nostro piccolo, siamo giornalisti e non per il farlo on line migliori o peggiori di tutti gli altri. Quindi crediamo che ognuno debba poter svolgere il proprio lavoro se alla base della sua attività ci sono la buona fede, l'onestà intellettuale, la volontà di andare a fondo nelle cose. Noi crediamo che il dottor Giubilaro dovrebbe consentire alla Gazzetta innanzitutto e alla sua collaboratrice Vinicia Tesconi di poter lavorare poiché quest'ultimo è un diritto fondamentale della persona e della libera informazione.

Dispiace che sia accaduto questo episodio, ma nessuno vuole specularci sopra. Ci piacerebbe poter parlare, almeno una volta, con il dottor Giubilaro perché solo dal confronto diretto e sincero si possono superare malintesi e incomprensioni.


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