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Ce n'è anche per Cecco a cena

Baccelli e Marcucci, onore ai vinti

domenica, 11 marzo 2018, 00:00

di aldo grandi

Avremmo sicuramente più di un motivo per essere soddisfatti della clamorosa sconfitta patita, in terra lucchese, dalla coppia Baccelli-Marcucci, ma al di là di ogni considerazione di carattere politico, non possiamo non sottolineare la grande prova di dignità fornita da entrambi i candidati durante la conferenza stampa nella sede territoriale del Partito democratico. Prima Baccelli e, poi, Marcucci, hanno ammesso senza tentare inutili virtuosismi, la loro sconfitta, una batosta umana ancor più che politica come è trapelato dalle parole del consigliere regionale visibilmente ed emotivamente coinvolto e commosso. E' stato, il suo, un discorso senza usare perifrasi, senza ricorrere a metafore, un andare diritto al sodo senza tentativi di annacquare il boccone indigesto al fine di mandarlo giù con meno difficoltà. E anche il senatore, abituato a essere sempre in prima linea in questi ultimi anni a fianco di Matteo Renzi, non ha provato a rintuzzare gli attacchi, taciti, ma palesi, causati dalla sconfitta alle urne. Per Andrea Marcucci l'amarezza ha avuto il sopravvento e traspariva evidente dalle sue parole, come a domandarsi per quale ragione, a lui che tanto aveva fatto e fa per il territorio, sia stato riservato un trattamento simile. Ciò che è piaciuto, però, nelle due 'confessioni' è stata la capacità di andare al di là dell'orgoglio ferito e di riconoscere i propri limiti e le proprie delusioni, manifesti, trasparenti, ma coltivati con dignità. Baccelli ha portato due esempi della propria incredulità, uno riferito al 2009 quando, ha detto, rischiò di essere travolto dall'inondazione di S. Maria a Colle. In più l'impegno e la passione, enormi, per rimettere in sesto argini e alvei che, evidentemente e visti gli scarsi risultati delle urne in quel seggio, non sono bastati a conquistarsi la gratitudine e la fiducia degli abitanti.

Anche Marcucci, sia pure con minore enfasi, ha mostrato dispiacere e, perché no?, anche una certa malcelata sorpresa nel riconoscere che nelle sue terre, la Mediavalle e la Garfagnana, gli avversari hanno avuto, in alcuni centri, una maggioranza all'apparenza incomprensibile. Bagni di Lucca, Coreglia Antelminelli, Borgo a Mozzano governato dal fedelissimo Andreuccetti, gli hanno riserbato esiti nefasti anche se, geograficamente parlando, in queste zone già il referendum del 4 dicembre 2016, aveva inviato segnali inequivocabili. 

Mai però, come durante questa conferenza stampa-confessione, questi due 'giganti' della politica locale avevano, a nostro avviso, mostrato anche una loro caratura politica inequivocabile. Un po' annebbiata dall'aver voluto a tutti i costi fare riferimento ai progetti degli assi viari e del ponte sul Serchio da loro sostenuti e avviati e, adesso, nelle mani dei 'nuovi barbari' arrivati quasi a spodestare gli aventi, da sempre, diritto. 

Onore ai vinti, dunque, perché si sono meritati l'onore delle armi grazie proprio alla loro disponibilità umana, al non nascondersi dietro scuse risibili, alla consapevolezza che non avrebbe avuto senso scaricare su altri responsabilità proprie. Eppure, ci sentiamo di accogliere questa testimonianza con un giusto riconoscimento politico che, a nostro avviso, sta nel ribadire come la colpa di una sconfitta annunciata non sia dei Baccelli e dei Marcucci, ma del partito in cui hanno militato e militano e della incapacità di quello, a livello nazionale, di mostrarsi interprete delle reali esigenze e dei reali bisogni degli italiani. Chiunque, oggi come oggi, candidato del Pd o a Sinistra, avrebbe fatto la medesima fine, forse anche peggio. 

Non sono stati i Baccelli e i Marcucci a perdere, bensì il loro partito a uscire massacrato dalla competizione elettorale, ma per ragioni tutt'altro che locali e particolaristiche per cui niente e nessuno tolgono a ciò che essi hanno fatto o provato a fare per il territorio.

L'errore e la coerenza al tempo stesso stanno nell'aver voluto a tutti i costi marciare a fianco di uno sconfitto, Matteo Renzi, che vagava da due anni in cerca di una identità che lui per primo non ha mai difeso per il popolo che voleva rappresentare.

Baccelli e Marcucci avranno altre chances, presumibilmente, per dimostrare il proprio attaccamento a Lucca e alla Lucchesia, ma a patto che siano disposti a cambiare sentiero. Quello intrapreso da anni da tutta la Sinistra e dal Pd non conduce da nessuna parte.


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Franco Mare


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