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Ce n'è anche per Cecco a cena

A Massarosa il sindaco fa controllare la struttura Serinper e, poi, la chiude per carenze di varia natura. Come mai nella nostra provincia i sindaci non fanno nulla?

martedì, 15 dicembre 2020, 20:50

di aldo grandi

A Massarosa il sindaco Alberto Coluccini che, dopo dieci anni di dominio pressoché incontrastato del Pd con Franco Mungai, aveva fatto saltare il banco conquistando la poltrona di primo cittadino, è fortemente contestato dall'opposizione che non gliene passa nemmeno mezza. Eppure lui, come se niente fosse, va avanti senza guardarsi indietro. Sa bene di essere finito nel mirino della sinistra per averla sputtanata scavando nella voragine di bilancio che aveva lasciato e che lui, incolpevole, ha ereditato. Al di là di queste polemiche, però, proprio oggi Coluccini ha fatto quello che ogni sindaco, nelle stesse condizioni, dovrebbe fare alla luce della vergognosa realtà emersa dall'inchiesta condotta dai carabinieri del colonnello Floris del nucleo investigativo del reparto operativo di Massa Carrara e coordinata dalla procura della Repubblica. Coluccini ha, infatti, nei giorni scorsi appena emerso lo squallido retroscena della cooperativa Serinper, disposto accertamenti sulla struttura di Stiava nel proprio territorio. E oggi, ricevuta la relazione della Asl, vista la inequivocabile situazione, ha firmato l'ordinanza di chiusura. Un gesto forte, tutt'altro che estemporaneo, ma che dimostra la prontezza di riflessi e la volontà di andare oltre le apparenze già di per se stesse devastanti ed evidenti anche a seguito delle testimonianze che abbiamo pubblicato.

Ora, la domanda che ci poniamo noi, profani e ignoranti in materia, è questa: nella nostra provincia, in Lunigiana e non soltanto, i sindaci competenti hanno, forse, disposto analoghi accertamenti visto che sarebbe stato il minimo da fare in seguito all'indagine dei carabinieri e a quanto è emerso? Non sappiamo se qualche sindaco ha avuto la stessa idea e ha voluto andare a fondo vedendo se, effettivamente, nelle strutture della Serinper, cooperativa che ha visto il proprio reddito schizzare per aria negli ultimi anni, le condizioni di vita degli ospiti, minori e nuclei familiari disagiati, sono regolari e degne per degli esseri umani. Lo chiediamo, quindi, in primis, ai sindaci coinvolti nell'inchiesta che si sono ben guardati dal dimettersi o anche dal solo autosospendersi. Lo chiediamo anche a Stefano Benedetti, presidente del consiglio comunale di Massa. Lo domandiamo a tutti, anche ai consiglieri comunali e alla Asl che ha subito manifestato solidarietà alla responsabile della società della salute della Lunigiana senza nemmeno aver prima verificato.

Allora, dobbiamo parlarci chiaro: quella che i carabinieri hanno tirato fuori è, a nostro avviso, una enorme porcata sulla quale farà luce, ci auguriamo, la magistratura. Tuttavia è necessario che si passino al setaccio tutte le strutture Serinper, si ascoltino gli ospiti, si denuncino eventuali abusi, si chiudano quelle porte e anche, perdonateci e nel caso, quelle finestre. O, almeno, che si cambi registro e che la gente ospitata, che soffre realmente, venga trattata come meritano degli esseri umani.


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