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Caro professor Canesi ce ne fossero come lei... quegli alberi senza vita sembrano un paesaggio post-atomico

venerdì, 9 aprile 2021, 23:40

di aldo grandi

Saremo sinceri. Non avevamo certo bisogno dell'articolo della collega Francesca Vatteroni sugli scheletri arborei che questa amministrazione pentastellata vorrebbe far diventare opere d'arte, per avere in simpatia, stima e anche ammirazione il professor Riccardo Canesi insegnante di geografia agli studenti delle scuole superiori. Davvero, magari ce ne fossero di docenti così e, soprattutto, di professori che sono appassionati di una materia che ci ha sempre affascinato e che, nei tempi della nostra beata incoscienza, la stessa importanza della storia, di scienze, di italiano e non solo. Insegnare geografia, all'epoca, era un vanto e non come, invece, accade oggi una sorta di anacronistica passione. Del resto, gli imbecilli a un tanto al chilo stanno facendo di tutto per far capire alle nuove (sic!) generazioni che la geografia, in sostanza, non ha più valore né motivo di essere visto che non si vuol più sentir parlare di popoli e di razze, di confini e di stati. Peccato che, invece, sia i confini sia gli stati continuano ad esistere e ad essere rispettati in particolare da chi ha un forte senso di identità cosa che, a queste latitudini, sta duiventando sempre più raro. Ecco perché sin dalla sua apparizione, la Gazzetta di Massa e Carrara ha dato ampio spazio alle Olimpiadi di geografia e a tutte le iniziative che questo docente ha messo in piedi mostrando di avere una carica eversiva nel senso migliore e, ovviamente, esistenziale del termine. Canesi è uno che ama la vita e la lotta per quello in cui crede e quanto dice a proposito degli scheletri che la giunta 5 Stelle vorrebbe trasformare in opere d'arte altro non è che il frutto del buonsenso popolare.

10 mila 500 euro costerebbe questa boiata che l'amministrazione comunale di Carrara si ostina a voler considerare un fiore all'occhiello. Soldi gettati via, inutili, destinati a far diventare scuklture lignee alberi mozzati che rendono il paesaggio simile ad un immaginario post atomico del tipo the day after tomorrow.

Ma quale mente ha partorito questa geniale trovata? Possibuile che il genio toscano si sia ridotto così? Dopo aver ', letteralmente, assassinato gli alberi che si vorrebbero contrastare l'inquinamento, ecco l'idea di mozzarli per, poi, farli assomigliare a degli animali per piazzarloìi in un parco per bambini. Decisamente istruttivo.

Ma come è stato possibile che l'Italia e anche noi, in parte, ci si sia fatti abbagliare dal Movimento 5 Stelle che ha perso, oggi, tutto di quello che aveva qualche anno fa? E Carrara, in questo mandato amministrativo, ha perso anche quel poco che aveva. Fortuna che non pubblicheremo più un solo rigo dell'amministrazione De Pasquale il quale, bada fortuna che abbiamo avuto, ha annunciato che non si ricandiderà. Crediamo davvero che sia arduo trovare in questa giunta qualcosa di positivo e innovativo per la città di Carrara.

Avevamo evitato accuratamente di dirlo, se non altro perché immersi in numerose situazioni analoghe dove la sinistra - ma la destra non è di molto superiore - conduce il gioco. Ma di fronte alle parole di Canesi che abbiamo letto nell'articolo di Vatteroni, istintivamente abbiamo maturato il desiderio di condividerle. In fondo, il buongusto e l'amore del bello ci distunguono dalle bestie, umane e non, ma non tutti li possiedono in giuste proporzioni. 

Questi scheletri che vediamo nella foto e che si possono ammirare, si fa per dire, sulle strade carrarine, fanno schifo e rappresentano un insulto all'intelligenza umana e ad ogni artista. Sono, per noi, il simbolo della 'bruttitudine' e dell'ignoranza, della presunzione e della tristezza. Altro che gioia, altro che arte, e vorrebbero, questi amministratori pubblici, piazzarli sopra dei basamenti in calcestruzzo dopo averli fatti diventare pseudosculture dell'orrore. Boia deh, direbbero a Livorno mentre a Lucca, più pragmatici e decisamente meno sognatori, non caccerebbero fuori nemmeno un cent.

Diciamo la verità: il nostro vecchio maestro di giornalismo Alberto Marcolin, vice direttore del quotidiano La Nazione quando La Nazione contava qualcosa, sosteneva, per farci comprendere i disastri dei politici e non solo, che al peggio non c'è mai fine, ma questa storia e questi poveri relitti arborei dimostrano che sarà davvero improbabile avere, negli anni a venire, una giunta peggiore di quella attuale. Se non  altro sotto il profilo culturale ed estetico.

Professor Canesi, almeno lei, non si arrenda alla mediocrità.


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