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Ce n'è anche per Cecco a cena

Nordafricano accoltella la moglie italiana: anche da noi, come in Francia, in voga il 'très bien vivre ensemble'?

domenica, 13 giugno 2021, 16:43

di aldo grandi

Diranno che siamo razzisti. O anche fascisti, magari persino nazisti. O, nel migliore dei casi, ignoranti. E solo in pochi oseranno sfidare il politicamente corretto e ammettere che, in fondo, siamo solo persone dotate di un minimo di buonsenso, merce alquanto rara di questi tempi e molto, ma molto più in voga e diffusa qualche decennio fa, soprattutto se non soltanto nei secoli passati. La notizia dell'ennesimo omicidio commesso ai danni di una donna, una giovane madre di 25 anni, a Castelnuovo Magra, per mano del marito, un nordafricano maghrebino, ci ha provocato non solo dolore e sconforto, ma anche rabbia così come accade ogni qualvolta che un essere più debole viene sistematicamente prevaricato, violentato o ucciso da un essere fisicamente più forte. Lustri fa, quando eravamo più giovani e quando il mondo andava molto più lentamente di oggi, quando la gente aveva il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome e quando anche la Chiesa, lontana anni luce dalle esternazioni allucinanti e fuorvianti oltreché devastanti e dannose di papa Bergoglio, aveva un senso e un significato oltreché una ragione d'essere, ci capitava di leggere qua e là, nei quotidiani cartacei, di come la Chiesa sconsigliasse i matrimoni misti tra persone di religione differente e, in particolare, tra donne cattoliche e uomini musulmani. Troppe differenze e divergenze che, passata la classica luna di miele, fiorivano nella quotidianità arrivando a minare un rapporto che non aveva alcuna chance di andare avanti.

Nessuno, all'epoca, osava protestare e non c'erano le Boldrini o le Bonino o i Renzi o le Ong a gridare di uno stile di vita che gli immigrati dai paesi del terzo, quarto, quinto e sesto mondo ci avrebbero portato e che anche noi avremmo, prima o poi, acquisito diventando come loro. No, a quei tempi esisteva ancora la fiammella del buonsenso antico, popolare, dove nessuno o soltanto qualche disturbato mentale verniciato di rosso pretendeva di adeguare la realtà all'Ideologia mentre tutti, anche i più stupidi, sapevano che, casomai, è necessario fare l'opposto ossia adeguare l'Ideologia alla realtà se si vuole cambiare qualcosa.

Adesso nessuno, tantomeno la classe sacerdotale ormai inesistente e non si sa bene imbevuta di quali principi, oserebbe affermare quello che veniva manifestato esplicitamente negli anni Ottanta e Novanta durante il pontificato di papa Wojtyła. Oggi tutto è uguale a tutto e niente è differente. Oggi non si ammettono differenze né disuguaglianze e tutto deve essere assolutamente omogeneo a se stesso. E i risultati sono sotto i nostri occhi.

Basterebbe varcare il confine francese per accorgersi, a Parigi, di come il très bien vivre ensemble ossia la teoria della convivenza facile e produttiva tra etnie e religioni diverse sia, ormai, una bestemmia. Non c'è assolutamente alcuna bella integrazione anzi, casomai disintegrazione dove l'Occidente ha scelto di suicidarsi rinunciando a mantenere vive le proprie tradizioni e cedendo su tutti i fronti per quel senso di colpa assurdo e ingiustificato che gli deriva non si sa bene da dove e nemmeno perché.

Con la sistematica invasione a cui siamo sottoposti da milioni di immigrati quasi tutti di religione musulmana, è evidente che il melting pot che stiamo realizzando prima o poi esploderà su se stesso. Si stanno creando dei ghetti dove l'immigrazione alimenta insoddisfazione, povertà, frustrazione, violenza, rancore, invidia. tante terre di nessuno dove, fra poco, addentrarsi sarà impossibile e pericoloso.

A Castelnuovo Magra una ragazza di 25 anni, italiana, è stata uccisa dal marito nordafricano di origini maghrebine. Non sappiamo voi, ma se fosse stata nostra figlia l'avremmo scongiurata fino all'ultimo per non convolare a nozze con una persona proveniente da un universo diametralmente opposto dove la donna conta quanto il due di coppe a briscola quando regna bastoni. Ma si sa, l'amore è cieco e anche Alessandra Piga, di origini sarde, ne è stata, probabilmente vittima inconsapevole.

L'uomo che ha amato, che ha sposato e da cui, pare, si era separato si stava separando, l'ha uccisa a coltellate. Qualcuno potrebbe dire che non è il primo caso e che accade anche tra persone della stessa fede ossia italiani e cattolici. Che non è una questione di razza, né di religione, né di cultura e via di questo passo.

Certo, ne siamo perfettamente coscienti, ma non credete che di femminicidi ce ne siano già abbastanza alle nostre latitudini e in casa nostra per invitare e far entrare milioni di uomini che, potenzialmente e anche qualcosa di più, hanno una visione dei rapporti tra i due sessi diametralmente opposta a quella che faticosamente stiamo cercando di portare avanti? 

Non credono coloro i quali difendono a spada tratta l'ingresso di milioni di immigrati che se è già difficile convincere noi stessi della necessità di guardare all'altro o all'altra con maggiore rispetto e comprensione, ancora di più lo è nei confronti di chi è nato e vissuto in luoghi con consuetudini lontane anni luce dalle nostre e con una concezione della donna che fa a cazzotti con lo stile di vita che la stessa conduce, indipendente, autonomo, libero, nel nostro emisfero?


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