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Se arrivano i talebani...

martedì, 31 agosto 2021, 21:48

di aldo grandi

Dal 16 al 22 agosto i numeri ufficiali segnalano in media, in Italia, 71 casi di contagio ogni 100 mila abitanti. Quindi, se ogni 100 mila abitanti la media è di 72 contagi, in un ristorante con, mettiamo, 60 posti a sedere, quante probabilità ci sono di restare contagiati? Per carità, siamo sempre stati molto, ma molto ignoranti sia in matematica sia in statistica, ma abbiamo sempre avuto il maledetto vizio di porci delle domande e di non accettare, supinamente, delle risposte. Cambiamo argomento e lasciamo perdere quelli come Eugenio Giani che se dicessimo ciò che pensiamo, scatterebbe, immediata, un'altra querela, l'ennesima. Veniamo, invece, ad un argomento a nostro avviso molto, ma molto più scottante e impegnativo del Covid, ossia l'avvento dei talebani in Afghanistan dopo l'ignominiosa fuga degli occidentali. A nostro modesto avviso il problema non è mai stato né dovrebbe essere quello di volere a tutti i costi esportare la democrazia, il femminismo, l'uguaglianza di genere e non solo nei paesi del Terzo, Quarto, ma anche primo e secondo mondo se si pensa ai ricchi emirati arabi. L'unico vero imperativo categorico dal quale dovremmo essere mossi deve essere, infatti, il fare di tutto per difendere i nostri valori a casa nostra contro tutte le contaminazioni, minacce, resistenze poste in essere da chi, sbarcato più o meno volontariamente, vorrebbe cambiarle radicalmente per far posto ad un altro stile, si fa per dire, di vita.

Così, mentre ci spremiamo le meningi su cosa fare per far diventare tutti uguali a noi, non ci rendiamo conto che stiamo, al contrario, facendo di tutto per diventare noi eguali a loro, ovviamente in prospettiva. Imbarchiamo a migliaia persone che provengono da culture, lingue, tradizioni, storie, religioni diverse che dovrebbero, secondo i teorici del très bien vivre ensemble, cambiare e diventare occidentali così, d'emblée, e se ciò non accade ecco che non riusciamo  farcene e a darcene una ragione, tutta colpa nostra e della nostra secolare incapacità di accoglienza. 

Invece di difendere ciò che siamo, pensiamo a combattere ciò che sono gli altri, senza domandarci che, se sono come sono, forse ci sono millenni di ragioni alle spalle. Vorremmo fare come i Crociati, ma senza dichiarare alcuna guerra e, soprattutto, farlo da casa nostra, magari seduti comodamente davanti alla Tv mentre sgranocchiamo qualcun o di quei maledetti simboli che ci attanagliano anche l'esistenza... gastronomica. 

Le donne di sinistra, sempre pronte ad aprire la bocca anche quando non ce ne sarebbe la necessità e nessuno glielo chiede, si sono ben guardate dallo scendere in piazza per manifestare contro i talebani o l'Islam radicale e a difesa delle donne afghane. La sensazione è che di fronte ad una invasione musulmana sarebbero le prime a indossare il burqa anche se nessuno glielo chiedesse. Coraggio sì, ma con la penna e a patto che, nel caso, ci sia sempre qualcuno pronto a difenderle.

Noi non sappiamo cosa accadrebbe se dovessero, un giorno, arrivare i talebani. Di sicuro loro non avrebbero paura del Covid o di eventuali contagi, avendo con l'acqua, la pulizia e le cosiddette good manners, un rapporto quantomeno conflittuale. Non ci è bastato quello che hanno fatto contro l'arte distruggendo città e monumenti millenari. Andiamo cercando, disperatamente, qualche barlume di cambiamento, di modernità, di apertura così da poter giustificare la nostra ipocrisia e la nostra vigliaccheria. Tutti finocchi sì, ma con il culo degli altri... e ora denunciateci anche per questo.

Questo mondo occidentale non solo è marcio fino al midollo, ma è ipocrita e privo di buonsenso, attento alla forma e distante dalla sostanza. In fondo, a pensarci bene, l'Islam radicale altro non fa se non difendere la propria ideologia contro le contaminazioni delle degenerazioni occidentali. Normale che in Inghilterra, di fronte al tentativo di diffondere e imporre la teoria Gender nelle scuole, le comunità islamiche si siano ribellate minacciando di ritirare i propri figli dalle lezioni. E hanno fatto bene. 

Chi dice che se arrivassero i talebani tutti si metterebbero a combatterli? L'Occidente mina costantemente i valori tradizionali, sia pure arcaici e allucinanti, di popoli che hanno vissuto profondamente in maniera differente dalla nostra ed è impensabile che possano esserci mutazioni a colpi di bacchetta magica. E così come loro pensano a mantenere e a promuovere le proprie tradizioni, noi che facciamo? Sputiamo sulle nostre, le disprezziamo, le attacchiamo, le modifichiamo in nome di una presunta modernità e di una presunta tolleranza che altro non sono se non l'inizio della fine e il disfacimento di una civiltà.

Non abbiamo insegnato alle giovani generazioni a non aver paura di difendere la propria terra e ciò da cui veniamo. Gli insegniamo a mettersi la mascherina e ad avere paura di affrontare la vita. Ecco perché non abbiamo speranza e anche se la tecnologia può rallentare la sconfitta, senza l'anima non può che attenderla inequivocabilmente.

Se, quindi, arrivassero i talebani, noi non sappiamo che cosa faremmo. Di sicuro non ci stresserebbero con il Covid e il vaccino, ma ci costringerebbero a fare ben altre cose. Comunque sia a questi giovani, invece di rompere le scatole e farli vaccinare, non si potrebbe far fare un po' di sana attività psico-fisica volta al miglioramento del proprio senso di autostima, di autonomia e di indipendenza di giudizio?

Concludiamo annotando che sta montando una campagna dei soliti leccaculo idioti verniciati di rosso e non solo contro chi non si è ancora vaccinato. Facile prendersela con chi non ha armi per difendersi, molto più difficile combattere i talebani i quali, però, di fronte a minacce e strepiti, taglierebbero parecchie teste e indosserebbero molte meno mascherine.


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