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Cronaca

Parla Francesco, l'escort che andava a letto con don Euro

mercoledì, 17 febbraio 2016, 01:08

di vinicia tesconi

La doppia faccia di don Luca Morini, meglio noto come don Euro, parroco di Caniparola e prima di Ortonovo e di Fossone, che la domenica diceva messa e il lunedì dava appuntamento in hotel a cinque stelle a compagnie maschili a pagamento, farebbe impallidire anche Dottor Jekyll.

Una doppia vita talmente antitetica proprio nei valori sui quali si fonda da risultare quasi incredibile. Un prete che ruba alla propria parrocchia il denaro delle offerte dei fedeli o glielo estorce facendo leva sull’ingenuità di alcuni o sulla pietà cristiana di altri e lo usa per soddisfare tutti i suoi capricci basterebbe già per qualificare l’immoralità di questa figura, ma i particolari che emergono dalla testimonianza di Francesco M., giovane laureato in legge di Napoli che è uno degli escort di cui Don Euro era cliente e quello che ha invitato la Iene a raccontare questa storia, riescono a gettare ombre di inquietudine che vanno  oltre l’indignazione  suscitata comunemente dalla vicenda.

 “Don Euro è un uomo con una percezione molto distorta dei sentimenti - dice l’accompagnatore napoletano - E’ incapace di relazionarsi realmente con qualsiasi persona perché il suo approccio con il prossimo si fonda sull’idea di poter essere superiore a tutto ed in grado di fregare tutti quanti in virtù della sua più elevata intelligenza. Ancor più del sesso o dell’ostentazione del lusso, ciò che lo appaga profondamente è la possibilità di umiliare o denigrare chiunque si trovi in condizione di subalternità con lui. Un must del parroco-Mr Hyde era la macchina con l’autista: un segno distintivo di potenza secondo don Luca, che riservava ai vari chauffeur trattamenti di squallido disprezzo.” 

“Pretendeva che l’autista fosse sempre a disposizione e sempre pronto a scattare al suo comando anche quando sapeva che non ne avrebbe avuto bisogno per ore. Imponeva che non scendesse mai dalla macchina neppure per sgranchirsi le gambe o per andare a mangiare qualcosa e si beava mentre stava seduto al ristorante al pensiero della condizione meschina in cui aveva messo il suo dipendente. Una volta pretese che l’autista ci accompagnasse e restasse ad aspettarci in auto per il ritorno sebbene tra il ristorante e l’hotel ci fossero solo quattrocento metri di distanza.”

“Amava mettere in imbarazzo gli autisti di turno, scambiando baci roventi con i suoi accompagnatori dentro l’abitacolo delle vetture con loro alla guida.” L’escort napoletano possiede una collezione di foto di questo genere che confermano la passione di Don Euro per i “selfie in auto con lingua” che circolano in rete da quando il servizio delle Iene ha rivelato la vera identità del prete pisano. Pubblici sono diventati anche alcuni dei messaggi ad alto contenuto hard che Don Euro inviava ai ragazzi con cui aveva degli incontri di sesso. 

“E’ una persona malata - continua Francesco M. - che agisce dietro impulsi che non sa controllare e deforma i dati oggettivi della realtà in un quadro delirante nel quale lui si convince di essere amato e di amare persone che in realtà stanno con lui solo dietro pagamento. Dopo un solo incontro con un escort spesso si convinceva di esserne innamorato e richiedeva un rapporto di finta affettività fatto di messaggi e telefonate che non aveva alcuna base sentimentale reale. Pur continuando a pagare per ogni incontro, poi, si immedesimava nel ruolo del “fidanzato” per passare infine alla richiesta di condividere orge di gruppo. E ripeteva incessantemente questo schema in una cornice di plateale ostentazione di ricchezza: doni costosissimi, suites riservate, viaggi all’estero, ristoranti rinomati e così via. Adorava ricevere i suoi ospiti, cioè gli escort che aveva pagato, indossando un accappatoio bianco perché per lui era segno della sua superiorità economica e mentale. Anche nel video delle Iene compare così. Una personalità così disturbata non doveva farsi prete oppure andava fermata già da tempo.”

Abituato ad anni di copertura dei suoi vizi segreti da parte dell’avvolgente mano della Chiesa, don Euro, ha continuato nella sua doppiezza anche dopo che lo scandalo era scoppiato nel maggio dell’anno scorso. A settembre 2015 infatti il finto magistrato è partito per un breve week-end in un hotel di lusso romano, nel quale lo aspettava un accompagnatore selezionato in base ai suoi gusti: ragazzo giovane o che dimostrasse meno anni di quelli che aveva in realtà. Sicuro di poter essere più forte di ogni suo sottoposto non ha fatto i conti con la rete di conoscenza che esiste nel mondo degli accompagnatori per adulti e forse non ha tenuto conto della possibilità che anche in questo mondo possa esistere la solidarietà, l’amicizia e la voglia di rispetto della dignità umana.

L’escort di turno ha avvertito Francesco M. che, a sua volta, ha allertato le Iene. Ma a ricevere tutte le dettagliate informazioni sul nome dell’hotel, il numero di camera e il tipo di compagnia con cui si intratteneva don Euro, non era stata solo la troupe televisiva di Italia 1. Ogni notizia era già stata data dall’escort napoletano anche alla Curia di Massa che tuttavia non fece nulla per intervenire.  E ancora ad oggi, nulla risulta essere stato fatto in tema di provvedimenti presi dal vescovo. Per questo motivo un gruppo di parrocchiani di don Euro chiede la  partecipazione di tutte le persone che hanno trovata incresciosa questa storia alla fiaccolata a candele spente che verrà fatta domenica 21 febbraio sotto il palazzo della Curia di Massa. Fiaccolata di giorno perché di ombre in questa storia ce ne sono fin troppe.

 


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