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Cronaca

La Procura della Repubblica di Massa ottiene il sequestro della Cava Vittoria

mercoledì, 13 dicembre 2017, 11:28

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, grazie anche agli accertamenti svolti dai Carabinieri Forestali e alle Guardie del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane, ha ottenuto dal G.I.P. del locale Tribunale il sequestro preventivo della Cava Vittoria (Comune di Fivizzano, MS), eseguito il 12 dicembre 2017.

Il Gruppo d'Intervento Giuridico onlus, da tempo impegnato nella difesa delle Alpi Apuane in particolar modo con il suo Presidio Apuane, esprime soddisfazione e apprezzamento per l'attività posta in essere in proposito dalla Magistratura e dalla Polizia giudiziaria per il ripristino della legalità ambientale violata.   

In particolare, proprio riguardo la Cava Vittoria, il  Gruppo d'Intervento Giuridico onlus aveva recentemente provveduto a segnalare (11 ottobre 2017) alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa la presenza di personale e mezzi apparentemente impegnati in attività lavorative nonostante la revoca della pronuncia di compatibilità ambientale (P.C.A.) n. 4 del 12 aprile 2013 in favore dell'attività estrattiva effettuata con provvedimento n. 20 del 28 settembre 2017 da parte del dirigente del Settore Uffici tecnici del Consorzio di gestione del parco naturale regionale delle Alpi Apuane.

Tale revoca è stata attuata vista la situazione di perdurante illegalità ambientale.

In precedenza, il Gruppo d'Intervento Giuridico onlus aveva chiesto (5 agosto 2017) ai Comuni di Fivizzano e di Massa l'adozione dei provvedimenti di decadenza dalle concessioni estrattive (art. 21 della legge regionale Toscana n. 35/2015 sulle cave) rispettivamente per la Cava Vittoria e la Cava Madielle, a causa del mancato ripristino ambientale conclamato.

Piuttosto evidenti i danni ambientali e le violazione di legge nel caso specifico, così come è emerso un pesantissimo quadro di illegalità ambientale diffusa dall'audizione delProcuratore della Repubblica presso il Tribunale di Massa Aldo Giubilaro e dei suoi Sostituti Procuratori Alessia Iacopini e Alberto Dello Iacono nel corso della missione in Toscana della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali a esse correlati svoltasi nel febbraio 2017.   

Si ricorda che gran parte del comparto estrattivo del marmo – ben 178 cave, di cui 118 attive, nei soli bacini imbriferi del Carrione e del Frigido[1] – ricade proprio nell'ambito delParco naturale regionale delle Alpi Apuane e che, ai sensi dell'art. 69 della legge regionale Toscana n. 30/2015, "l'ente parco svolge tutte le funzioni relative ad accertamenti, valutazioni, considerazioni, autorizzazioni, atti in proposito".  Tuttavia, in favore dell'Ente Parco è previsto soltanto il potere di ordinare la sospensione dei lavori e il ripristino ambientale (art. 64 della legge regionale Toscana n. 30/2015), ma non è prevista la possibilità di revoca delle autorizzazioni in caso di accertata grave violazione delle prescrizioni autorizzative.    Per sua stessa natura, poi, la sospensione dei lavori non può che essere temporanea (vds. Cons. Stato, Sez. IV, 22 febbraio 2017, n. 823).

Potrebbe esser applicata la previsione di cui all'art. 21 della legge regionale Toscana n. 35/2015 sulle cave, che dispone (comma 3°) l'adozione da parte del Comune territorialmente competente del provvedimento di decadenza dalla concessione estrattiva, qualora l'Impresa estrattiva non provveda alla sospensione dei lavori in caso di violazione delle prescrizioni autorizzative o alla messa in sicurezza ovvero al ripristino ambientale (commi 1° e 2°).    Potrebbero anche applicarsi la disposizione generale sui provvedimenti sanzionatori in materia di valutazione di impatto ambientale ai sensi dell'art. 29 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (applicata nel caso della Cava Vittoria) e la disposizione generale sulla revoca degli atti amministrativi di cui all'art. 21 quinques della legge n. 241/1990 e s.m.i., ma nella realtà dei fatti questo non avviene.

In parole povere, a fronte di numerosi e reiterati casi di riscontrata grave violazione delle prescrizioni autorizzative da parte di Aziende estrattive del marmo sulle Alpi Apuane con gravissimi danni all'ambiente e alle risorse naturali (soprattutto al patrimonio idrico a causa dell'inquinamento da marmettola, sistematicamente denunciato dal Gruppo d'Intervento Giuridico onlus), non si registrano i conseguenti opportuni provvedimenti di revoca e chiusura definitiva dei relativi siti estrattivi.    

La Regione Toscana, poi, sta a guardare, pur sollecitata esplicitamente.   Altro che buon governo del territorio!

Senza contare i danni economici alla collettività: basti pensare ai maggiori costi (300 mila euro annui) per la potabilizzazione delle acque o alle mancate entrate della tassa concessione marmi sugli ingenti quantitativi estratti abusivamente: un vortice di probabili ricavi illeciti e di danni alla collettività sui quali il Gruppo d'Intervento Giuridico onlusha chiesto da tempo alle competenti magistrature di far piena luce.

Le zone interessate fan parte del parco naturale regionale delle Alpi Apuane e rientrano in aree (siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale) della Rete europea Natura 2000 (direttive n. 92/43/CEE e n. 09/147/CE): sarebbe ora, finalmente, che giungessero in primo luogo dalle amministrazioni pubbliche competenti segnali forti e univoci per la salvaguardia dei valori naturalistici e ambientali delle Alpi Apuane, per la difesa della salute pubblica, ma soprattutto per il ripristino della legalità.

Il sequestro preventivo della Cava Vittoria costituisce un monito per le amministrazioni pubbliche pigre e per le imprese troppo disinvolte, costituisce una speranza per tutti i cittadinidesiderosi di legalità e della salvaguardia del proprio ambiente e della propria salute.  


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