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Cronaca

Don Euro a giudizio? Probabile, ma non si sa ancora quando

sabato, 13 gennaio 2018, 21:36

di vinicia tesconi

“Basta la parola” era lo slogan di una vecchissima pubblicità della Falqui che si potrebbe tranquillamente applicare anche a Don Euro, ovvero Don Luca Morini, parroco della diocesi di Massa Carrara che per anni ha condotto una doppia vita di vizi e lussi approfittando delle offerte che i fedeli facevano alla chiesa, perché il suo nome, o meglio il nomignolo datogli dai suoi parrocchiani per la usa abitudine di chiedere sempre soldi a tutti, è diventato ormai garanzia di audience mediatica.

La vicenda del prete pisano ha raggiunto gli onori nazionali della cronaca due anni fa grazie ad un servizio della trasmissione Le Iene e ad una lunga inchiesta de La Gazzetta di Massa Carrara dalla quale ha preso l’avvio un’indagine dei carabinieri terminata la scorsa estate con ben tre avvisi di garanzia recapitati, oltre ovviamente a Don Morini, anche al vescovo della diocesi apuana, Monsignor Giovanni Santucci e ad Emiliano Colombi, ex prete che un periodo fu assegnato a una delle parrocchie retta da Don Euro.

Da allora lo spettro del rinvio a giudizio per i tre indagati non ha fatto che aleggiare sulle loro teste facendo sporadiche apparizioni sulla stampa di cui l’ultima in ordine di tempo, nonché la più consistente è quella che dal giorno dell’Epifania vorrebbe già consegnati sui tavoli degli avvocati difensori dei tre indagati la comunicazione che confermerebbe l’obbligo di affrontare un processo.

E siccome, appunto, con Don Euro “ basta la parola” il circo mediatico ha immediatamente riacceso tutti i suoi riflettori e le vicende plurinarrate del prete che si spacciava per illustre magistrato o famoso medico per agganciare escort gay con cui trascorrere bollenti week-end in hotel di extralusso, sono di nuovo rimbalzate su molte testate nazionali e su alcuni talk show televisivi che ancora si contendono il principale testimone di tutta la vicenda, l’escort napoletano Francesco Mangiacapra, che è stato il primo a smascherare il prete toscano e a portare tutta la vicenda a conoscenza di tutti.

Mangiacapra, che ha anche scritto un libro sulla sua storia di escort - Il numero uno, memorie di un marchettaro - nel quale c’è anche un capitolo dedicato alle esperienze con i preti, assidui frequentatori dei siti per escort gay, ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro Don Morini, ma ha dichiarato che il suo scopo non è il risarcimento economico quanto piuttosto quello di vedere conclusa la parabola di falsità e truffe che ha caratterizzato il sacerdozio del Morini.

Mangiacapra ha anche ricevuto alcuni mesi fa una lettera minatoria nella quale un anonimo conoscitore della Bibbia gli ha intimato di smetterla di diffondere notizie riguardo alle abitudine segrete di Don Morini, usando una serie di versetti tratti dalla lettera di San Paolo ai Romani, in particolare l’assai poco conosciuto passaggio in cui si dice: “Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.” e un chiaro riferimento all’essere praticamente nel mirino dell’autore del messaggio. Anche la minaccia ricevuta da Mangiacapra ha contribuito a riportare in prima pagina la storia di Don Euro e le voci sull’avvenuto rinvio a giudizio hanno ripreso a rincorrersi.

Di fatto, tuttavia, a fronte di una richiesta accertata in tal senso, avanzata dalla Procura, c’è, fino ad oggi, la mancanza di comunicazioni ufficiali arrivate ai diretti interessati attraverso i loro legali. 


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