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Cronaca

Progetto speciale cave: monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee

venerdì, 10 agosto 2018, 09:31

L’attività di monitoraggio ambientale è uno strumento per descrivere lo stato dell’ambiente e nel caso delle acque superficiali e sotterranee ne permette la classificazione. Alla base dell’attività di individuazione e classificazione dei corpi idrici vi è in primo luogo l’identificazione e l’analisi dei determinanti (ad es. l’industria, gli stili di vita, i trasporti..) e delle relative pressioni (ad es. scarichi, emissioni..), sui quali è necessario poi intervenire per minimizzarne l’impatto sul corpo idrico e cambiare così lo stato di qualità, utilizzando adeguate risposte (modello DPSIR).

Ma come si fa a determinare lo stato di qualità di un corpo idrico e in cosa consiste il monitoraggio ambientale che viene svolto? Si deve tenere conto di molteplici fattori, partendo dal principio che il corpo idrico non è solo l’acqua che trasporta, ma è un ambiente complesso e completo.

Nell’ambito del Progetto Speciale Cave (Delibera di Giunta della Regione Toscana n. 945 del 27 settembre 2016), Arpat ha proposto di infittire spazialmente e temporalmente i punti della rete regionale di monitoraggio delle acque esistente, in modo tale da “circondare” il massiccio apuano e cercare di misurare l’impatto dell’attività estrattiva, possibilmente isolandola da altre pressioni. Il monitoraggio delle acque eseguito per le esigenze di classificazione di ambito regionale/nazionale/europeo non è risultato, infatti, sufficiente a fornire un quadro esauriente dello stato ecologico e chimico in una scala limitata come quella del complesso Apuano e diffusamente interessata dall'attività estrattiva.

Il maggiore determinante nella zona in questione è senza dubbio l'industria estrattiva nel suo complesso, le cui pressioni consistono principalmente nella produzione, e rilascio in ambiente, di materiale fine residuo delle attività di taglio, dei rifiuti a volte abbandonati, del traffico di mezzi pesanti. 

Tra gli inquinanti specifici identificati è stata quindi data priorità alla “misura” del materiale fine, carbonatico e non, che viene immesso in quantità significative nei corpi idrici superficiali e sotterranei nelle aree estrattive e che “imbianca” i fiumi e torrenti in occasione delle piogge.

Tra le finalità del monitoraggio c’è anche il tentativo di stimare le quantità di materiale fine che, attraverso gli acquiferi sotterranei, giungono alle sorgenti e stimare come le continue modifiche dell’ambiente esterno (in termini di modifica delle pendenze, della permeabilità, delle connessioni) possano ripercuotersi sulla qualità e quantità delle acque sorgive.

Dapprima sono stati identificati i corpi idrici coinvolti dal monitoraggio, per il quale sono state utilizzate stazioni in continuo, sia sulle sorgenti che sui corsi d’acqua, e puntuali. I bacini coinvolti sono quelli che circondano le Apuane, ovvero:

  • Carrione,
  • Frigido,
  • Versilia,
  • Turrite Secca,
  • Edron,
  • Acqua Bianca,
  • Lucido.

Per i corpi idrici superficiali sono stati definiti gli elementi che possono costituire gli indicatori dell’impatto specifico oggetto dello studio, come, ad esempio, i macroinvertebrati bentonici (IBE) per gli elementi biologici, gli elementi idro-morfologici (IQM) e tra gli elementi fisico-chimici la torbidità.

Per i corpi idrici sotterranei sono stati presi in considerazione gli elementi chimico-fisici descrittivi delle acque sorgive e, come inquinante specifico, è stata inserita la torbidità. Le sorgenti principali non captate, e quindi non strumentate dai gestori dell’acquedotto, sono state inserite nel programma per un monitoraggio puntuale con frequenza mensile.

A completamento del quadro informativo sono state individuate alcune stazioni meteo della rete regionale i cui dati vengono affiancati a quelli delle centraline sui corsi d’acqua.

Tutti i dati raccolti, in continuo o puntuali, sono in rete visibili sul sito del SIRA.

Operativamente il monitoraggio puntuale è cominciato tra i mesi di giugno e settembre 2017 ed è previsto che termini con la conclusione del progetto (dicembre 2018).

Il monitoraggio in continuo delle sorgenti e dei corsi d’acqua allestito per il progetto sopravvivrà al progetto specifico ed arricchirà le informazioni a disposizione dell’Agenzia e della Regione anche nei prossimi anni.

Si riportano di seguito alcuni dati del monitoraggio acquisiti al 30/6/2018.

Il monitoraggio biologico mediante Indice Biotico Esteso (IBE) è partito nel mese di giugno 2017 e al 30 giugno 2018 sono stati eseguiti 49 campioni. I risultati sono consultabili al link suddetto nella pagina “Report Chimico fisico eco”.

La stagione invernale, seguita ad un'estate ed un autunno particolarmente siccitosi, è stata caratterizzata da frequenti e talvolta intense piogge, con conseguenti fluttuazioni delle portate e delle altezze idrometriche, determinando l'assenza di periodi di tempo congruo necessari per la ricostituzione stabile e completa delle comunità macrobentoniche nei corsi idrici. Anche la stagione primaverile è stata caratterizzata dall'alternanza di lunghi periodi piovosi e periodi più o meno brevi senza precipitazioni.

Per quanto riguarda il monitoraggio dell’Indice di Qualità Geomorfologica (IQM), l’attività complessiva prevede la caratterizzazione del corpo idrico tramite indici che portano alla definizione dello stato di qualità morfologica, parametro che concorre alla definizione dello stato ecologico dei corsi d’acqua.

Il Progetto CAVE prevede che l'indice IQM venga valutato per i seguenti corsi d'acqua: Carrione, Frigido, Versilia, Turrite Secca, Serchio di Gramolazzo, Edron, Lucido.

Ad oggi sono stati completati i tratti relativi ai corsi d'acqua: Carrione, Frigido, Versilia.

Il monitoraggio in continuo dei corsi d’acqua comprende anche la misura delle portate dei torrenti (in modo da correlare altezze idrometriche e portate effettive) in corrispondenza delle sezioni d'alveo nelle quali insistono le strumentazioni di nuova installazione; è prevista una fase di verifica e controllo delle centraline in continuo posizionate sui fiumi, con la determinazione del contenuto di solidi sospesi di campioni raccolti puntualmente, al fine di collegare la torbidità letta dalle centraline con il contenuto di solidi trasportato dalle acque. Questi dati saranno utilizzati nei modelli di trasporto solido che l’Agenzia sta implementando con l’Università di Firenze nell’ambito del Progetto Speciale Cave.

La rappresentazione e la discussione dei dati raccolti sono un obiettivo fondamentale che occuperà una buona fetta dell’ultimo periodo di durata del Progetto che si dovrebbe concludere a dicembre 2018. Da questa revisione critica dovrebbero emergere le proposte di miglioramento ed ottimizzazione dell’attività di monitoraggio finalizzata alla misura della pressione dell’attività estrattiva.

Al termine del lavoro saranno disponibili maggiori conoscenze e dati più oggettivi sulla situazione della risorsa idrica superficiale e sotterranea nell'area Apuana che la comunità potrà utilizzare per formulare o ottimizzare delle risposte, intese come quelle azioni che dovrebbero generare una limitazione delle pressioni e quindi un cambiamento in meglio dello stato.


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