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Cronaca

Ecco il nuovo Hotel Dora

giovedì, 11 ottobre 2018, 20:33

di vinicia tesconi

Sono rosa le pareti interne dell’Hotel Dora, rilevato solo lunedì scorso dalla cooperativa Casa Betania che ha evitato che la struttura diventasse l’ennesima attività chiusa del centro cittadino, e rosa sono i progetti e le speranze di Bruno Lazzoni, presidente della cooperativa e dei suoi collaboratori: Giulia Severi, Antonio Bertusi, Chiara Pieroni, Stella Volpi, solo per citarne alcuni.

L’effetto bomboniera dell’area bar e ristorante del Dora, probabilmente non permarrà, ma i valori e gli obiettivi che sottendono al progetto sembrano decisamente destinati a mantenere a lungo quell’aura di positività che è emersa dalle descrizioni fatte dai principali fautori del progetto, e a far loro da garante c’è la lunghissima esperienza nel campo della solidarietà, nell’accoglienza dei migranti e di ogni diversità, e nell’impegno sociale che può vantare Casa Betania, attiva sul territorio provinciale da trent’anni, con 90 soci e un centinaio di volontari e tredici centri.

“Tutto è andato alla velocità della luce - ha spiegato Bruno Lazzoni - Come associazione Casa Betania da tempo stavamo cercando una struttura da prendere in affitto per ampliare i servizi sociali che offriamo e in maniera del tutto casuale ho saputo, proprio lunedì scorso, che i gestori del Dora avevano deciso di chiudere l’hotel e sospendere il contratto di gestione. La struttura corrispondeva alle nostre esigenze ma, soprattutto, ci premeva evitare che venisse chiusa un’altra struttura ricettiva nel centro storico di Carrara. Abbiamo subito aperto la trattativa e firmato una concessione per 18 anni, cioè ci siamo presi un impegno serio per rivitalizzare questo posto, ma anche questa zona della città.”. Lazzoni ha ricordato che la cooperativa Casa Betania ha tra le sue finalità anche quella di creare occasioni di lavoro e che anche questo aspetto è stato valutato nella scelta di subentrare nella gestione dell’hotel Dora.

“Quello a cui puntiamo è un turismo sociale, eco culturale ed equosolidale. Abbiamo già preso contatti con le associazioni legate alla via Francigena ed abbiamo intenzione di rilanciare il bar, che da tempo nonera in uso, la pizzeria e il ristorante.”. Per il bar il gruppo di Casa Betania ha deciso di recuperare l’antichissima tradizione del luogo, noto per aprire ancora a notte fonda per dare le colazioni ai cavatori che salivano al monte e di ampliare l’offerta con un apertura serale dedicata ai giovani nell’ottica, già sperimentata in vari luoghi all’estero, dell’aperitivo no alcool.

“L’esperienza del bar no alcool l’abbiamo fatto con il bar del centro sportivo a Massa ed ha avuto successo – ha detto Lazzoni – per questo la vogliamo lanciare anche qui. Per la pizzeria, che contiamo di aprire molto presto, abbiamo due ottimi piazzaioli nello nostro staff e abbiamo intenzione di offrire il servizio di consegna a domicilio gratuito e per tutti i giorni della settimana, per andare incontro alle persone, anziane o impossibilitate ad uscire, che non possono recarsi in pizzeria. Anche il ristorante riaprirà i battenti presto e sarà impostato sulla cucina locale e tradizionale alla quale si alterneranno cicli settimanali dedicati alle varie cucine etniche. L’imperativo che abbiamo deciso di seguire è quello delle forniture delle materie prime che devono essere tutte locali, a chilometro zero. Fummo tra i primi a valorizzare i gruppi di acquisto solidale per cui proseguiamo in questa ottica anche e soprattutto per valorizzare il nostro territorio. La cooperativa ha una formula che non prevede l’accumulo di utili ma il reinvestimento degli stessi nell’attività: ecco perché abbiamo pensato ad offrire servizi aggiuntivi come la consegna a domicilio senza costi che in futuro potrà essere estesa anche ai piatti del ristorante.”

Lazzoni ha spiegato che l’hotel, che è in buone condizioni, ha 16 camere delle quali quattro sono suite. l’intenzione della nuova gestione e di adibire le suite, raggruppate in un piano unico con ingresso indipendente su via Carriona, ad alloggi sociali da proporre ai comuni della provincia per le emergenze. L’hotel invece continuerà a lavorare come struttura ricettiva. Lazzoni ha anche spiegato la presenza di alcuni migranti attualmente ospitati nella struttura, che ha già sollevato le polemiche di alcuni esponenti politici del centro destra e di molti degli abitanti della zona. “Come onlus Casa Betania ci occupiamo dell’accoglienza ai migranti e al momento gestiamo alcuni centri sul territorio. Dopo l’ultimo bando della Prefettura siamo risultati idonei a ricevere le persone fino ad allora distribuite su tre centri Cas di Carrara, via Loris Giorgi, ViaCarriona e Bedizzano, che sono stati chiusi perché l’associazione lucchese che li aveva in gestione non è rientrata nel bando. Non c’è stato alcun aumento del numero dei richiedenti asilo sul territorio comunale . Al momento stiamo ospitando sedici migranti, secondo quanto previsto dalla legge e probabilmente arriveremo fino a 24 persone. Ma il bando ha una durata di soli tre mesi, con una possibilitàdi estensione a cinque. Di ciò che accadrà dopo non sappiamo nulla anche perché le leggi stanno cambiando ma soprattutto gli arrivi sono in grande diminuzione. Inoltre le persone che ospitiamo permangono fino al momento in cui ottengono lo status di rifugiato dopodichè nel 90 per cento dei casi vanno all’estero o comunque nel nord Italia. In realtà la percentuale di migranti che è rimasta qui finora è bassissima.”. Il bando di accoglienza che riguarda l’hotel Dora, inoltre, prevede la presenza di quattro operatori, due dei quali in servizio anche per tutta la notte, che dovranno assistere e seguire i migranti ospitati.

 


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