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giovedì, 20 giugno 2019 - Recte agere nihil timere

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Cronaca

Sequestrato il depuratore del Lavello: grave danno ambientale per malfunzionamento

giovedì, 10 gennaio 2019, 12:15

di vinicia tesconi

L'indagine, che la procura di ha affidato alla polizia marittima della capitaneria di porto di Marina Carrara e ai carabinieri della polizia giudiziaria della Procura stessa, è iniziata nel giugno del 2018. Stamani, a seguito del sequestro dell'impianto del depuratore posto sul Fosso Lavello nel comune di Carrara, il procuratore Aldo Giubilaro insieme all'ammiraglio Giuseppe Tarzia, direttore marittimo della Toscana e capo della direzione marittima di Livorno a cui fa capo anche la capitaneria di porto di Marina di Carrara e il capitano Maurizio Scibilia, comandante della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara, hanno incontrato la stampa per spiegare i dettagli dell'indagine, che, come hanno precisato, è ancora nelle sue fasi iniziali. 

Il procuratore Giubilaro ha voluto innanzitutto elogiare il lavoro svolto dalla Capitaneria di Porto e sottolineare l'importanza del contributo fornito nello svolgimento di molte inchieste strettamente legate al territorio. L'indagine è partita in seguito alle moltissime segnalazioni venute da più parti che riferivano di miasmi insopportabili e presenza di grandi morie di pesci nelle acque del fosso Lavello che uscivano dal depuratore gestito da Gaia s.p.a.. "Sono stati fatti molti controlli e sopralluoghi a tutte le ore del giorno e della notte ed è stato anche incaricato un tecnico esperto in depuratori per verificare come stesse funzionando l'impianto. I risultati che sono emersi sono sconfortanti: ci sono gravi anomalie che hanno dato origine a un importante danno ambientale. L'impianto è risultato inadeguato non tanto per la quantità di fanghi reflui da smaltire ma proprio per il tipo di depurazione svolto. La conclusione è stata che il tasso di materiale che entra nel depuratore e che ne esce bonificato è minimo. Il che significa che la quantità di sostanze inquinanti che da lì finisce in mare è invece assai consistente."

L'ammiraglio Tarzia ha spiegato nel dettaglio il tipo di sostanze inquinanti rilevate. " Le operazioni di controllo sono state svolte con la collaborazione del laboratorio analisi ambientali del comando Generale delle Capitaneria di Porto, chiamato apposta a Carrara - ha detto l'ammiraglio Tarzia - le analisi hanno evidenziato nelle vicinanze dello scarico  valori limite di azoto ammoniacale, tensioattivi totali, solidi sospesi totali e cloro attivo libero. Abbiamo poi anche appurato che l'impianto era privo dell'autorizzazione rilasciata dalla Regione Toscana, che non era stata rinnovata. Il bassissimo livello di depurazione che veniva effettuato ha causato un inquinamento chimico  grave del mare dove le acque del Fosso Lavello confluiscono ed ha determinato un serio danno ambientale  con riflessi sulla salute pubblica per i residenti ed un danno economico per il turismo della zona."

"Il territorio apuano - ha spiegato il capitano Scibilia - è già da tempo sotto la lente di ingrandimento per i problemi di inquinamento derivanti dal lavoro alle cave, cioè per la marmetta e gli scarichi degli impianti di segagione. Ci auguriamo che l'aver individuato il grosso problema del depuratore del Lavello serva come partenza per la risoluzione dello stesso."Il sequestro dell'impianto gestito da Gaia e di proprietà del comune di Massa non ha comportato un blocco dell'attività dello stesso, che, se pur nella sua limitatissima efficacia proseguirà ininterrotta ma ha determinato l'ingiunzione ai responsabili di apportare in tempi brevissimi, dai due ai quattro mesi, una serie di bonifiche e miglioramenti per far sì che l'impianto, finalmente svolga il compito per cui è stato costruito. Tre avvisi di garanzia sono già partiti ma l'inchiesta sta ancora proseguendo per poter  definire la vastità del danno ambientale prodotto e poi per poter attribuire eventuali responsabilità.


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