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Cronaca

Caso carabinieri di Aulla: archiviate le posizioni del tenente colonnello Liberatori e del capitano Capelluti

lunedì, 11 febbraio 2019, 22:02

di vinicia tesconi

Processo terminato per due dei 27 carabinieri coinvolti nelle indagini per presunti pestaggi avvenuti nelle caserme della Lunigiana. Ad uscire e, più che onorevolmente, dalla spinosa vicenda sono il tenente colonnello Valerio Liberatori, all’epoca dei fatti comandante provinciale di Massa Carrara e il capitano Saverio Capelluti, che aveva il ruolo di comandante della Compagnia dei carabinieri di Pontremoli.

La notizia dell’archiviazione delle loro posizioni è di pochi giorni fa: per entrambi il giudice per le udienze preliminari Giovanni Maddaleni ha decretato l’archiviazione per infondatezza della notizia di reato. I due ufficiali dell’Arma erano stati iscritti nel registro degli indagati nell’ottobre del 2017, con l’accusa di aver usato l’informazione in loro possesso della presenza di un’indagine e di intercettazioni ambientali nei confronti di alcuni carabinieri della loro compagnia per aiutare un brigadiere, indagato per violenze su persone tratte in arresto, impedendo che quest’ultimo ricoprisse il ruolo di capo pattuglia e affiancandolo sempre con colleghi più alti in grado.

La posizione di Liberatori e Capelluti era stata subito stralciata all’inizio del processo, un anno fa e stessa sede, il pubblico Ministero Alessia Iacopini aveva richiesto l’archiviazione per la particolare tenuità dell’offesa. Ma entrambi gli ufficiali avevano dato mandato ai loro avvocati di opporsi alla richiesta del pubblico ministero preferendo dimostrare compiutamente la loro estraneità rispetto all’accusa che era stata loro mossa.

«L'ordine di affiancamento non era oggettivamente idoneo ad aiutare (il sottufficiale indagato) in relazione alle ipotesi di reato per le quali era indagato»: questo è il passo dell’ordinanza di archiviazione che conferma l’insussistenza del reato. Secondo il giudice Maddaleni, Cappelluti e Liberatori agirono nella convinzione dell’adempimento di un dovere, ovvero impedire che i reati (del sottufficiale indagato) fossero portati a conseguenze ulteriori. L’arrivo della notizia dell’archiviazione perché il fatto non sussiste ha quindi permesso ai due ufficiali di lasciarsi alle spalle la brutta esperienza, mantenendo assolutamente intatto il loro eccellente stato di servizio.

 

 

 


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