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Cronaca

Poche denunce per truffa contro Don Euro, ma le accuse più gravi restano in piedi

sabato, 25 maggio 2019, 20:02

di vinicia tesconi

La grazia, forse più diabolica che divina, della recentissima modifica della legge sulla procedibilità di alcuni reati tra i quali l’appropriazione indebita, che ha permesso al vescovo di Massa Carrara, Giovanni Santucci, di uscire dal processo sul caso Don Euro grazie alla mancanza di denuncia dalla parte lesa – che nel suo caso era la chiesa – ha favorito solo in parte l’ex prete Luca Morini, principale attore della ormai nota storia di truffe ai danni parrocchiani per arraffare soldi usati poi per viaggi di lusso e festini gay a base di droga.

Se è vero che solo una denuncia di appropriazione indebita è arrivata dai molti parrocchiani truffati da Don Euro, sebbene siano state invece moltissime le testimonianze affidate a giornali e tv delle richieste continue e spropositate fatte dall’ex prete ai fedeli delle chiese di cui era parroco, è vero anche che le accuse più gravi che pendono sul capo del Morini e che hanno causato il sequestro del suo ingente e inspiegabile patrimonio – oltre 750 mila euro - sono ancora tutte in piedi e non beneficeranno, salvo altri miracoli dell’ultimo secondo, di alcuna modifica legale.

A spiegare nel dettaglio la questione sono gli avvocati di Francesco Mangiacapra, principale accusatore di Don Euro, al quale va il merito di aver sollevato il pesante velo di omertà e di bugie che copriva la condotta decisamente immorale del prete pisano. “Le ipotesi di truffa nei confronti di Morini cadranno – hanno spiegato gli avvocati Luca Benedetti e Michela Biasini - ad eccezione del caso di una signora che è stata la sola a sporgere querela contro l’ex sacerdote. Non cadranno invece tutti gli altri reati tra cui il riciclaggio e la sostituzione di persona e le altre ipotesi che sono quelle più gravi e procedibili d’ufficio. Il sequestro del patrimonio di Morini è un sequestro di prevenzione cioè è un tipo di sequestro che è completamente slegato rispetto al processo penale. Paradossalmente Morini potrebbe anche essere assolto o prosciolto per alcuni fatti a causa della mancanza di condizione di procedibilità e allo stesso modo potrebbe essere confermata la confisca con finalità di prevenzione.”.

Morini, nel frattempo, ha continuato a vivere fino ad oggi nella lussuosa villetta comprata per lui dalla diocesi di Massa al momento dello scoppio dello scandalo, comprensiva di utenze e di donna di servizio pagate dallo stesso benefattore che giustificava il gesto con l’assistenza dovuta a un confratello sacerdote. A marzo del 2018, tuttavia, Morini è stato espulso dalla chiesa e ridotto allo stato laicale, quindi non avrebbe più diritto al favore dell’istituzione di cui non fa più parte. Dalla diocesi di Massa hanno fatto sapere che l’ex prete corrisponderebbe un affitto per l’immobile che occupa sebbene non sia chiaro a quale fonte economica egli attinga, visto che non può toccare i soldi sequestrati e non si è dato pena, in questo anno e mezzo, di trovarsi un lavoro.

La resa dei conti per Don Euro è quindi comunque all’orizzonte e comincerà a palesarsi dal 12 giugno, data fissata per l’inizio del dibattimento in tribunale.


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