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Cronaca

Riparte il cantiere per il taglio dei pini: subito bloccato dal comitato che si oppone all’intervento

mercoledì, 3 luglio 2019, 12:10

di vinicia tesconi

E’ braccio di ferro tra l’assessore ai lavori pubblici Raggi e il comitato per la difesa dei pini di viale Colombo: l’assessore ha dichiarato che procederà comunque con l’abbattimento di tutti gli alberi previsti dal suo progetto – per sua stessa ammissione soggettivo – in base al quale libererà viale Colombo da quelle alberature da lui definite pericolose e limitanti per la circolazione dei disabili e il comitato, nato proprio per difendere quei pini, di fatto sani, saldi, non ostacolanti e, per giunta, popolati da molti nidi di specie avicole, è immediatamente sceso in campo ad impedire che le operazione di taglio procedano. Il comitato, dopo il taglio dei primi quattro pini, ha avviato la protesta chiedendo intervento di associazioni come la Lipu, Lega italiana protezione uccelli e il Wwf, che hanno entrambe dato parere contrario all’intervento soprattutto in questa stagione che è quella della nidificazione. Inoltre  ha provveduto a fare un esposto alla Procura e alla Sovrintendenza delle Belle Arti, che ha la tutela del verde storico, i cui esiti non sono ancora stati resi noti. Non è chiaro quindi con quale permesso gli operai del cantiere, che ha avuto da Nausicaa l’appalto per il taglio dei pini di viale Colombo, abbia potuto ricominciare i lavori di taglio stamani. Ad indicare la presenza degli operai al lavoro c’era un generico avviso di divieto di sosta attaccato ad uno dei pini. Di fatto, però, nessun ramo è stato tagliato perché all’apertura del cantiere una manifestante si è fatta trovare seduta sotto ad un pino “ morituro” con in mano un libro. Subito dopo il sito di viale Colombo è stato raggiunto dagli altri manifestanti che hanno richiesto intervento dei vigili, della polizia e dei carabinieri forestali.

Le intenzioni di procedere comunque nell’abbattimento di tutta l’alberatura di viale Colombo, tuttavia, sono state ribadite da Raggi anche in consiglio comunale quando l’assessore ha annunciato che, in attesa della soluzione delle querelle sollevata dal comitato, avrebbe comunque dato il permesso di abbattere altri due pini per i quali sarebbe stato in possesso delle certificazioni necessarie – che evidentemente risultavano mancanti nei casi degli alberi già abbattuti – che assicurano l’assenza di nidi.

Alle esternazioni di Raggi il comitato in difesa dei pini ha subito risposto facendo notare che né gli alberi, né il rispetto della legge sono optional e dando una sonora bacchettata all’atteggiamento tenuto dallo stesso assessore in merito alla questione: “Al di là dell’opportunità di scelte politiche – hanno scritto dal comitato -  volte all’abbattimento di alberi sani, ignorando quanto OMS e FAO affermano sul miglioramento della qualità della vita, dell’ambiente e della salute psicofisica grazie al verde, ignorando che un albero adulto può produrre ossigeno sufficiente per almeno 4 persone e rimuovere gli inquinanti atmosferici circa 70 volte più efficacemente di quelli giovani.

Al di là del mancato calcolo complessivo dei costi e benefici e delle ricadute negative di tale operazione, anche in termini di riduzione dei servizi ecosistemici.

Al di là del mancato coinvolgimento attivo della cittadinanza, contemplato e promosso dalle “Linee Guida per la gestione del verde urbano e per una pianificazione sostenibile” (Ministero dell’Ambiente, 2017).

Al di là di tutto questo (e di tanto altro che, in parte, abbiamo già contestato), ciò che un’Amministrazione non può assolutamente fare è violare la legge. 
Va rispettata la normativa vigente, specificamente la Legge Regionale Toscana 30/2015 (in applicazione della Convenzione di Berna, Allegato II) che, all’art. 79, impone il divieto di deteriorare e distruggere i siti di riproduzione o di riposo, di molestare, specie nel periodo della riproduzione (che, per la Toscana, è individuato da marzo a luglio) a prescindere che vi siano stati trovati nidi o altre prove di nidificazione in corso.

Pertanto, l’amministrazione comunale di Carrara ha già violato la Legge con l’abbattimento dei 5 pini. E intende continuare a violarla con l’abbattimento di altri due in periodo di nidificazione. L’aspetto dei nidi è importante, ma non esaurisce il problema, come specifica chiaramente anche l’ISPRA che ci conforta nell’interpretazione del dettato della Legge. L’assessore Raggi o dà un’interpretazione personale della legge (a quanto pare, la soggettività – o, meglio, l’arbitrio - nelle sue decisioni politiche e amministrative è un elemento molto presente e ampiamente rivendicato) o viola sapendo di violare. Tanto, come ha affermato in consiglio comunale, si tratterebbe di una banale sanzione amministrativa. Bell’esempio di coerenza programmatica e, soprattutto, di senso civico, prerogative imprescindibili per un amministratore della res publica.

Ci si aspetta un ripensamento della PA e la dimostrazione di saper fare scelte condivise e rispettose dell’ambiente e della salute dei cittadini.”


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