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Cronaca

"Nessuna decisione presa da Asl su Monoblocco: proposta nuovo edificio fatta da sindaco dopo confronto con tecnici"

venerdì, 18 ottobre 2019, 10:31

La storia recente del Monoblocco, ex ospedale di Carrara, oggi centro polispecialistico ambulatoriale, nell’occhio del ciclone mediatico e popolare per la ventilata possibilità di essere abbattuto a favore di una costruzione nuova e conforme alla legge e ai requisiti della moderna edilizia sanitaria, è un susseguirsi di annunci timorosi e retromarce accelerate, di detti taciuti e non detti preoccupanti, di incomprensioni non sempre casuali e di rimpalli spiazzanti. L’impressione più comune tra la gente è quella di vertici responsabili- Asl, amministrazione – che, più che puntare a un reale confronto partecipativo con i cittadini basato su una vera trasparenza, si sia, fino ad ora, provato a tastare il terreno della reazione popolare e, sulla base di questa, aggiustato il tiro fin quasi a deporre “ le armi”, con il risultato di aver ingenerato una matassa talmente confusa dalla quale difficilmente potrà essere recuperato il bandolo.

A far chiarezza ha provato ieri mattina una delegazione del Comitato Primo Soccorso e Urgenza Carrara guidata dal presidente Paolo Biagini, che ha potuto dialogare e chiedere spiegazioni in un incontro durato oltre due ore con la responsabile Asl Distretto delle Apuane, Monica Guglielmi. Il primo chiarimento è stato in merito all’incontro tra amministrazione, Asl e professionisti del monoblocco che si è tenuto il 24 settembre, al quale il sindaco aveva interdetto l’ingresso ai rappresentanti dei comitati. “ L’incontro è nato per la proposta fatta dal sindaco – ha detto la Guglielmi -  al gruppo dell’area tecnica di Asl che  stava lavorando su come sistemare il monoblocco. A lanciare la proposta di una nuova struttura in sostituzione della vecchia, da abbattere a lavori ultimati,  è stato il sindaco De Pasquale che riportava, probabilmente un’idea nata  da un gruppo di responsabili dell’edificio tra i quali il dottor Giuliano Biselli, direttore del presidio ospedaliero delle Apuane.”. Guglielmi ha spiegato che la proposta di Biselli relativa ad una nuova struttura era derivata  dal tentativo di ottemperare al Pal che prevedeva l’inserimento della Casa della salute – attualmente ospitata nella palazzina del Cup dalla parte opposta della piazza su cui sorge il Monoblocco – all’interno del centro polispecialistico. “ Il Monoblocco, però, è pieno di barriere architettoniche e l’accesso alla Casa della salute costituisce un grosso problema  per anziani e portatori di handicap.  Allo stesso modo, secondo gli accordi anche i servizi sociali di Asl e del comune avrebbero dovuto essere trasferiti all’interno del Monoblocco, perché per legge devono essere vicini, ed anche per questi si presentava lo stesso problema delle barriere architettoniche. Da qui  è venuta proposta del dottor Biselli che conosce  molto bene tutta la struttura del Monoblocco e il sindaco l’ha rigirata ad Asl.”

 Guglielmi ha ribadito che nessuna decisione è ancora stata presa ed ha anche ricordato un suo personale  scetticismo iniziale relativo al timore  dei tempi mai certi nella realizzazione di opere edilizie e del rischio di non vedere mai la fine dei lavori. “Dopo il primo impatto con la proposta di una nuova palazzina che potesse ospitare tutti i servizi nelle condizioni strutturali e sanitarie migliori, abbiamo cominciato a metterci la testa e a fare valutazioni ma ribadisco, senza prendere alcuna decisione. Da lì sono cominciati molti incontri tra l’assessore Saccardi e De Pasquale, Martinelle e Galleni e tra gli stessi amministratori e noi della Asl, in questo caso con cadenza regolare per ragionare sulle possibilità  migliore d’intervento sul Monoblocco.” Il famoso tavolo del 24 settembre tenuto in comune che scatenò la protesta popolare sotto palazzo civico perché non era stato concesso ai comitati di presenziare, era, secondo quanto riferito dalla Guglielmi, una riunione iniziale per parlare coi professionisti che lavorano nel monoblocco e tastare intanto le loro impressioni e per questo motivo la Asl stessa aveva ritenuto di escludere, in quella fase, sindacati, associazioni e componente cittadina. “L’incontro è stato fatto dentro al comune di Carrara perchè dovevano esserci i sindaci dei tre comuni della costa. In quell’occasione, noi della Asl locale ci siamo impegnati a presentare entro un mese, quindi tra pochi giorni, un nuovo progetto da sottoporre anche all’opinione pubblica.”

La dottoressa Guglielmi ha illustrato poi le possibilità che potrebbero essere contenute nel progetto di una nuova costruzione: “Il punto di partenza è mantenere quello che già c'è e portarlo nel nuovo edificio e poi puntare a un grande miglioramento nel servizio stesso. La nuova palazzina potrebbe ospitare un nuovo ambulatorio per pediatri di libera scelta. Si potrebbe potenziare il Centro Disturbi alimentari che è un’eccellenza esclusiva del nostro territorio e che al momento si trova a Monterosso inserito all’interno del reparto psichiatria.”. Guglielmi ha ribadito, come già aveva detto ieri alla Gazzetta di Massa Carrara il dottor Biselli, che Asl propone un finanziamento destinato solo all’adeguamento sismico e non alla ristrutturazione del Monoblocco.

Dettagli tecnici più approfonditi sono stati spiegati dall’ingegnere della Asl Nardini che ha anche chiarito le condizioni dei due piazzali posti ai lati del Monoblocco, chiamati piastrine,  sui quali erano state fatte proposte di ampliamento: “ Le piastrine non sono terrapieni ma sono strutture vuote nelle quali si sta accumulando l’acqua di scolo che scende dalla collina di Monterosso – ha detto Nardini – quindi difficilmente possono essere utilizzate. Per l’adeguamento sismico del Monoblocco avevamo inizialmente proposto un intervento puntuale cioè un intervento su ogni singolo pilastro che sarebbe stato un’opera meno invasiva e con tempi e disagi minori, ma il Genio civile ha bocciato il progetto perché il Monoblocco ha troppi pilastri e non è messo bene dal punto di vista sismico.” L’ingegner Nardini ha spiegato anche le difficoltà relative all’adeguamento sismico: “ Dovremo intervenire sui giunti che ci sono tra le varie componenti dell’edificio che assicurano un vuoto capace di assorbire le dilatazioni termiche dei materiali facendo in modo che i blocchi non si urtino. I giunti per la dilatazione termica, usati negli anni settanta, tuttavia sono molto più piccoli di quelli sismici che prevedono spazi di oscillazione maggiore. Per l’adeguamento bisognerà sostituirli tutti e lavorare isolando due piani per volta. Questo significa che tutto ciò che è nei due piani in cui si interviene deve essere trasferito altrove. L’ideale sarebbe poter svuotare tutto l’edificio e lavorare contemporaneamente su tutti i piani ma il problema del trasferimento dei servizi in questo caso è irrisolvibile. Quindi resta solo l’opzione per stralci che ovviamente allunga i lavori e crea maggiori disagi. Inoltre, secondo la normativa per la sicurezza, siamo obbligati ad assicurarla anche durante tutto il tempo in cui sarà aperto il cantiere. Nel progetto di adeguamento sismico è previsto l’irrigidimento  dei pilastri che però verrà fatto a stadi avanzamento, con il rischio, quindi, di coesistenza di parti di diversa resistenza in caso di eventuale terremoto.”

Anche i dubbi relativi alle dimensioni della nuova palazzina sono stati sciolti da Nardini: “ la nuova struttura sarà a tre piani con 2500 metri quadrati per piano. Nello sviluppo iniziale dell’idea abbiamo contato quanti locali sono attualmente operativi nel Monoblocco e li abbiamo riportati tutti nel progetto del nuovo edificio, adeguandoli agli spazi previsti per gli ambulatori moderni che oggi si aggirano intorno ai 24 metri quadrati e non agli oltre quaranta delle attuali sale del Monoblocco. Nelle intenzioni c’è quella di mantenere lo scalone in marmo esterno e la parte dell’attuale entrata del Monoblocco. La nuova struttura avrà l’ingresso direttamente sulla strada senza alcuna barriera architettonica.”. Nardini ha ricordato che il Monoblocco, per quanto struttura innovativa per l’epoca in cui venne realizzata, è fatto con i materiali tipici degli anni settanta che si sono rivelati scadenti sul lungo periodo e che, tra dieci anni, quando i lavori di adeguamento sismico saranno finiti, la struttura avrà ulteriori peggioramenti dovuti al tempo.”.


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