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Cronaca

Astensione dal lavoro degli avvocati contro la sospensione della prescrizione

mercoledì, 4 dicembre 2019, 19:49

La data è sempre più vicina: il primo gennaio 2020 entrerà in vigore la riforma  della normativa che sospende la prescrizione dopo il primo grado di giudizio e tutto il comparto legale è in fermento e subbuglio. Non piace alla stragrande maggioranza degli avvocati, questa nuova norma né piacciono le prevedibili conseguenze che ne deriveranno. Per questo anche i Consigli degli Ordini degli Avvocati di Spezia e di Massa Carrara hanno deciso di aderire allo sciopero indetto dalla categoria  che proseguirà fino a venerdì  6 dicembre.

“I Consigli dell'Ordine degli Avvocati della Spezia  e di Massa esprimono viva preoccupazione per l'ormai imminente entrata in vigore della normativa che prevede la sospensione della prescrizione successivamente al primo grado di giudizio. Ad oggi il legislatore - intervenuto sullo stesso tema a distanza di circa un anno dalla riforma Orlando - è rimasto insensibile agli innumerevoli appelli della comunità dei giuristi e di tutte le maggiori associazioni forensi. Con l'entrata in vigore della riforma, prevista per l'1 gennaio 2020, verrà eliminata ogni barriera. Il trascorrere del tempo non costituirà più un limite . 

Dopo la pronuncia di primo grado il processo potrebbe prolungarsi per un tempo indeterminato, con evidente danno tanto per l'imputato, che rimarrà sospeso nel limbo, in attesa di una pronuncia definitiva, quanto per la persona offesa, in relazione alle proprie richieste risarcitorie. Cittadini che si dovessero trovare a confrontarsi con un processo penale rischieranno di rimanere, potenzialmente in eterno, nella condizione di imputati. È evidente quanto sia innaturale un sistema che neghi gli effetti giuridici di ciò che più di ogni altro caratterizza la condizione umana, il trascorrere del tempo. Insensibile ai mutamenti che, il corso del tempo, produce sulla vita delle persone.”

I presidenti dei consigli degli Ordini di Massa Carrara e di La Spezia hanno spiegato le ragioni del secondo sciopero in due mesi degli avvocati ed anche la loro posizione nei confronti del provvedimento: “Il termine esatto non è sciopero.Per essere più precisi, gli avvocati si astengono. Non è solo una questione lessicale. Solitamente quando si parla di sciopero si fa riferimento ad una sospensione collettiva del lavoro per ottenere un beneficio personale, un miglioramento delle condizioni lavorative o del trattamento economico. Questo non vale per gli avvocati, che si astengono dalle attività giudiziarie per evitare che siano eliminati i diritti e le garanzie degli imputati. Francamente, crediamo che non esista alcuna ragione per riformare l'istituto della prescrizione, per vari ordini di motivi: ormai, considerato il generalizzato aumento delle pene, la prescrizione è un istituto che potrebbe riguardare i reati di minima gravità. Solo a titolo esemplificativo, il termine di prescrizione per la corruzione è di circa 18 anni. Peraltro, nel 2017 la riforma Orlando era già intervenuta dilatando in modo considerevole i tempi del processo, di fatto aggiungendo tre anni al termine di prescrizione originario. Poco dopo un anno dalla riforma Orlando, neppure il tempo per rendersi conto degli effetti prodotti da quella iniziativa, è arrivata la nuova legge.”

Secondo Angelini e Barsotti alla base dell’intervento del legislatore ci sarebbe la costante ricerca del consenso elettorale che da troppo tempo è il focus principale degli schieramenti politici .”Spesso i partiti si fanno pochi scrupoli sulle conseguenze prodotte da interventi improvvidi sulle norme esistenti e non conosceno i motivi che hanno generato le leggi esistenti. Così oggi molte persone pensano che la prescrizione sia uno strumento che serve per sfuggire alla giustizia. E invece no. La prescrizione è uno strumento a garanzia delle persone sottoposte ad un processo penale, finalizzato a bilanciare garanzia dei diritti di difesa e funzionalità del processo. E le assicuro che essere sottoposti ad un processo penale non è così difficile. Basti solo pensare che nel nostro Paese le norme che prevedono sanzioni penali sono circa 35.000. La prescrizione serve ad indicare il tempo oltre il quale lo Stato non ha più interesse a processare un individuo per un determinato reato. E il tempo oltre il quale non ha più senso irrogare una pena. Per evitare che quella persona possa restare sotto processo per un tempo irragionevole. La nuova legge ha come unico effetto quello di istituire la figura dell'imputato potenzialmente a vita. Ma si immagina se una persona dovesse essere mantenuta sotto processo per sempre? Quella persona nel frattempo è cambiata, è invecchiata, ha mutato stile di vita, si è sposata, ha figli. Ma rimane sottoposta a processo. E a quel punto è la stessa  condizione di imputato ad essere già una pena. Solo ad esempio, pensi alle limitazioni che una persona può avere in quella situazione: il suo certificato dei carichi pendenti sarà sempre macchiato dalla presenza di quel processo, e questo gli limiterà certamente l'accesso al mondo del lavoro.  E’ non è affatto vero che questo sia meglio di una condanna. Il nostro ordinamento prevede che la pena debba essere finalizzata  alla rieducazione e alla risocializzazione. Rimanere sotto processo troppo tempo è peggio persino di una condanna. La tutela della persona è un principio fondamentale in un sistema civile e democratico.  

Gli avvocati Angelini e Barsotti hanno espresso la loro opinione anche in merito alla necessarietà della riforma del sistema giudiziario che, nella forma in cui è oggi, non consente di reggere il carico processuale. 

“Sono anni che discutiamo su questo punto. – hanno continuato Angelini e Barsotti -  È un'assurdità: non è possibile pensare di barattare efficientismo con la riduzione dei diritti e delle garanzie delle persone. Sarebbe pericolosissimo. E poi, è proprio sbagliato l'approccio. Non si può affrontare un argomento così delicato in questo modo. Per fare un esempio banale: come dovrebbe essere giudicato un produttore  di latte che cancella la data di scadenza per vendere di più, anche i prodotti deteriorati? “

Infine sulla possibile estensione della riformna anche al processo penale Angelini e Barsotti hanno chiarito:”In questi giorni sta girando una bozza di disegno di legge, scritto "di corsa" per rispettare quella strana clausola inserita nella "spazzacorrotti": anch'esso contiene gravi limitazioni per i diritti dell'imputato, inaccettabili.  La riforma del processo penale è possibile, ma deve essere il prodotto di un serio percorso di studio e di analisi.”.


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