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Cronaca

La doppia vita del soccorritore spacciatore: arrestato con le droghe dei rave

mercoledì, 12 febbraio 2020, 15:00

Ketamina, marijuana, ovuli di hashish e anche “speed”, nota per essere la droga dei rave. È questa la “merce” assortita trovata nell’abitazione di un 36enne di Carrara, che fa il volontario come autista-soccorritore sui mezzi di trasporto sanitario di emergenza e urgenza.

I carabinieri di Carrara lo stavano tenendo d’occhio già da qualche settimana, conoscendo i suoi trascorsi giudiziari, “carichi” di arresti e denunce per spaccio di stupefacenti. Oltre ai suoi precedenti penali, però, i militari dell’Arma erano al corrente soprattutto della sua passione per i rave party e le feste illegali, che gli era costata anche qualche denuncia fuori Regione per occupazioni abusive di terreni o ingressi non autorizzati nei capannoni in disuso.

Alla fine, l’indagine portata avanti dai carabinieri del Nucleo Operativo di Carrara ha consentito di fare luce sulla doppia vita del 36enne, che di fatto aveva allestito presso la propria abitazione alla periferia di Carrara, un mini-market con varie tipologie di droghe, da quelle c.d. “leggere” come l’hashish e la marijuana a quelle più “pesanti” prodotte in laboratorio, come la ketamina, che è un narcotico sintetico molto diffuso nel mondo dei rave party, delle discoteche e dei raduni all' insegna della musica techno più spinta.

Il blitz è scattato sabato pomeriggio, quando i carabinieri in borghese hanno circondato l’abitazione del 36enne per tendergli una trappola. Appena uscito di casa, i militari sono usciti allo scoperto e lo hanno bloccato, ma l’uomo non si è scomposto più di tanto, anzi non ha tirato fuori nulla dalle tasche, nemmeno quando è stato invitato a consegnare sostanze illecite eventualmente in suo possesso.

A quel punto è entrato in scena il cane antidroga “Roy” del Nucleo Cinofili di Pisa-San Rossore, che già altre volte in passato si è rivelato un infallibile “asso nella manica” per i carabinieri di Carrara. Anche questa volta, “Roy” ha mantenuto fede alle aspettative. Appena si è avvicinato al fermato, il cane ha dato subito chiari segnali di agitazione che stanno a indicare la presenza di sostanze stupefacenti, infatti l’uomo aveva nella tasca della felpa mezzo grammo di hashish. Smentito dall’evidenza dei fatti, il 36enne ha spontaneamente tirato fuori dal bauletto del suo scooter alcune capsule gialle come quelle che si trovano nelle celebri uova di cioccolato Kinder, dove al posto della sorpresa c’erano una quindicina di grammi di marijuana e un ovulo di hashish del peso di circa undici grammi, insieme ad un bilancino di precisione e alcune bustine di cellophane trasparente che evidentemente gli servivano per confezionare le dosi da vendere.

Il soccorritore ha poi dichiarato di non avere con sé altre sostanze vietate e da quel momento in poi non ha più collaborato, tant’è che i carabinieri a quel punto non gli hanno più creduto e insieme al cane antidroga hanno cominciato a battere a tappeto tutte le stanze dell’abitazione. Nella sua camera da letto, piena di poster e di gadget ispirati al mondo dei rave party e delle discoteche, il cane antidroga ha fiutato la presenza di droga praticamente in ogni angolo della stanza.

Durante la perquisizione, sono stati trovati altri dieci ovuli di hashish identici a quello trovato nel bauletto dello scooter, per un peso complessivo di circa 120 grammi, oltre ad una bustina con dentro alcuni grammi di resina di marijuana e un secondo bilancino di precisione. Nelle tasche di alcune giacche, che sono state perquisite una ad una, sono stati trovati quasi tre grammi di ketamina, insieme ad una bustina con dentro tre dosi di una polvere bianca che poi è risultata essere “speed”, una micidiale anfetamina che provoca una grave dipendenza fisica e psicologica e soprattutto, se mischiata all'alcool il sabato sera, può produrre effetti devastanti, anzi nei casi di dipendenza più gravi, induce alla malnutrizione estrema fino alla morte. Il termine inglese sta proprio ad indicare la velocità con cui si avvertono gli effetti di questa droga dopo l’assunzione.

Sempre nella camera da letto, oltre ai ritagli di cellophane per avvolgere lo stupefacente che sono stati trovati in buona quantità, i carabinieri hanno scovato anche un sacchettino con dentro mezzo etto di caffeina in polvere, una sostanza molto utilizzata proprio per “tagliare” le sostanze stupefacenti.

I militari dell’Arma hanno controllato a fondo anche un capanno per gli attrezzi adiacente l’abitazione, dove il 36enne aveva già preparato i generatori di corrente e l’attrezzatura di amplificazione per una festa che si doveva tenere proprio sabato sera in una località che non ha voluto rivelare. Si tratta di eventi apparentemente segreti, ma che invece vengono preceduti da un'intensa campagna pubblicitaria nel dark web, la faccia nascosta di internet, oppure tramite velocissimi scambi di informazioni fra i componenti di “gruppi chiusi” che utilizzano per non farsi scoprire le chat telefoniche delle più note applicazioni telefoniche di messaggistica, oppure quelle dei social.

Le sostanze sequestrate, rivenduta al dettaglio, avrebbero fruttato un guadagno non da poco al soccorritore volontario, considerato che il prezzo di mercato dell’hashish oscilla dai 10 ai 12 euro al grammo, mentre il costo di un grammo di “Keta” o di “speed” si aggira attorno ai 35-40 euro a dose. Un affare, pertanto, di alcune migliaia di euro che è stato stroncato di netto dall’intervento dei carabinieri di Carrara, i quali hanno anche avanzato alle autorità competenti una segnalazione a carico del 36enne per verificare, alla luce di quanto accertato, il possesso dei requisiti per poter guidare i mezzi di soccorso.

Il pusher è stato quindi arrestato per “detenzione illecita di stupefacenti”, con il sequestro di tutta la droga e il materiale per tagliare e confezionare le dosi che aveva in casa.

Durante l’udienza di convalida che si è tenuta in Tribunale lunedì mattina, l’uomo non ha risposto alle domande del Giudice Marta Baldasseroni, che alla fine ha accolto la proposta dal Pubblico Ministero Alessandra Conforti di sottoporre l’arrestato agli arresti domiciliari. Il processo è stato rinviato a fine marzo.


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