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Cronaca

Appello al mondo della scuola e alle forze politiche e sociali: "Tutelare diritto allo studio"

mercoledì, 20 maggio 2020, 17:49

"Come cittadini e lavoratori della scuola ci troviamo di nuovo di fronte alla drammatica realtà: l'istruzione è sempre fanalino di coda, un comparto svalutato da una politica miope che non considera la formazione delle nuove generazioni un settore prioritario per il paese". Questa la denuncia di genitori e insegnanti delle scuole della provincia di Massa-Carrara.

"Nei giorni scorsi Il Ministero ha reso noto che ridurre  di oltre 30 posti  il numero  degli insegnanti della Provincia di Massa Carrara smentendo la Ministra Azzolina che aveva promesso di mantenere intatti gli organici e diminuire  gli alunni per classe. - fa sapere genitori e insegnanti -  La conseguenza di questa decisione sarà una riduzione delle classi e un aumento di alunni per classe. Riteniamo la decisione gravissima,  che dimostra il disinteresse per la scuola tutta e per il nostro territorio nello specifico, visto che i tagli a livello regionale cadranno soprattutto sulle province di Massa Carrara e di Lucca, una ripartizione dei tagli incomprensibile e figlia di chi ha interesse a tutto tranne che al diritto allo studio dei ragazzi e al lavoro dei docenti. Chiediamo: chi ha stabilito queste ripartizioni per gli organici? E in base a quali criteri?".

"Tagli di classi significa meno posti per i docenti precari, insegnanti qualificati sfruttati da anni e adesso nell'incertezza più nera, tra graduatorie bloccate e concorsi che pretenderebbero di valutare la qualità dei docenti tramite un quiz" - continuano -Tagli di insegnanti significa l'impossibilità di attuare una didattica seria e non un surrogato di scuola come siamo stati costretti ad attuare in questi mesi così difficili, altro che recupero; tutti i docenti hanno cercato di usare le migliori energie per tenere vicini gli studenti e non aggravare ulteriormente la solitudine e l'isolamento a cui siamo stati costretti dal Covid-19".

Secondo docenti e genitori la didattica a distanza non sarebbe scuola e il Governo dovrebbe investire, come nella sanità, anche nella scuola pubblica restituendole i soldi sottratti in anni di tagli miliardari. 

"Come sarà possibile rientrare a scuola se non si investe in personale e negli edifici scolastici?" - si chiedono.

Genitori e docenti hanno spiegato come la situazione fosse disastrosa già prima della pandemia provocata dal Covid19.

"Ora Governo ed Enti locali devono affrontare seriamente questo problema, a partire dalla ricognizione di tutti gli edifici sfitti perché docenti, studenti e personale ATA rientrino a settembre in scuole sicure e cioè  con spazi maggiori, condizioni dignitose e attrezzature adeguate. - hanno ribadito -Come lavoratori della scuola, comitati cittadini, studenti,genitori, sindacati non possiamo accettare questa situazione senza reagire con forza" . 

Pertanto genitori, docenti e personale ATA  hanno rivolto un appello aperto in modo che l' azione sia resa più forte dall'unità delle sigle e dei singoli che vorranno aderire e collaborare. 

"E' necessario che la politica, locale e non, dimostri un deciso cambio di direzione, dando segnali chiari e concreti di tutela del diritto allo studio dei nostri studenti e dei nostri figli. - hanno spiegato - Invitiamo quindi tutta la cittadinanza a firmare questo appello e a partecipare a un dibattito per riportare la scuola al centro dell'interesse e dell'intervento pubblico, a partire dal rivedere le decisioni sugli organici per il prossimo anno". 

Genitori, insegnanti e personale scolastico invitano a partecipare all'assemlea online che si terrà sabato 23 maggio alle ore 17.30 sulla piattaforma Jitsi (https://meet.jit.si/prioritàallascuola) in contemporanea a molte città italiane nelle quali si manifesterà per questi stessi obiettivi.  


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