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Cronaca

Dieci anni alla guida della diocesi apuana: il traguardo del vescovo Santucci

domenica, 28 giugno 2020, 16:47

Il 29 giugno del 2010, monsignor Giovanni Santucci, prendeva possesso della diocesi di Massa Carrara – Pontremoli.

Dopo aver guidato Massa Marittima e Piombino per quasi 11 anni, papa Benedetto XVI gli affidava la cura pastorale della Chiesa apuana.

Ad accoglierlo, quel giorno, in un tripudio di gioia, tutto il popolo di Dio, nelle sue diverse componenti. Ben venti i vescovi presenti alla celebrazione in Cattedrale. Mons. Santucci ha iniziato il suo ministero pastorale, fermandosi prima a salutare i bambini malati dell’Ospedale Pediatrico Apuano e poi gli operai della fabbrica «Eaton». Due gesti particolarmente apprezzati.  Fin da subito, sulle orme del predecessore mons. Eugenio Binini, il nuovo vescovo si è messo al lavoro, operando vari interventi nella difficile macchina della pastorale diocesana.

Nel suo stemma pastorale spicca il motto: «a minimis incipe» (inizia dalle piccole cose). Per raggiungere grandi obiettivi occorre partire dal semplice. E infatti l’attività del nuovo Vescovo si è dispiegata progressivamente, nei vari ambiti. Difficile riassumerli in poche righe. Ci limitiamo quindi solo ad alcuni accenni, soprattutto evidenziando quegli interventi in cui è riconoscibile l’impronta del suo magistero.

Per la nuova evangelizzazione il vescovo Giovanni è partito riscoprendo le radici delle fede: così è nata l’idea di celebrare la veglia di Pentecoste tra le rovine dell’antica città di Luni, «là dove tutti siamo nati», là dove si è incarnata nella storia, la fede cristiana. Così come suggestiva è stata l’intuizione di celebrare la «via crucis» tra  gli spazi del Castello Malaspina che domina la città di Massa. Un riuscito tentativo di dialogare, nella logica del «costruire ponti» e «avviare processi» con il mondo dell’arte, coinvolgendo gli studenti dell’Accademia, ma anche attori e musicisti.

La «visita pastorale», durata quasi tre anni, a partire dal 2013, ha permesso di entrare in contatto diretto con le persone e con le varie realtà del complesso territorio apuano. Dal report che ne è scaturito sono nate le coordinate del ripensamento pastorale della Diocesi.

Determinanti sono stati gli input che hanno portato all’istituzione della Scuola di Formazione Teologico-Pastorale e alla riorganizzazione dei «Gruppi di ascolto della Parola». Parimenti sul fronte della catechesi e della evangelizzazione con un’attenzione speciale ai nuovi linguaggi della fede.

Mons. Santucci ha valorizzato la pastorale famigliare, sostenendo e promuovendo varie iniziative, ed  ha mostrato una sensibilità particolare verso il mondo del lavoro e per coloro che si dedicano all’impegno politico. Ha ascoltato i giovani e le loro «provocazioni». Con un affetto speciale ha seguito i seminaristi e la loro crescita, nelle diverse sedi.

In questi dieci anni non sono mancati imprevisti e situazioni inedite da governare. Alluvioni e terremoti hanno messo in ginocchio un territorio fragile. Per trovare i fondi necessari al restauro delle chiese lesionate, ha promosso una sinergia con varie istituzioni, attraverso l’associazione «Le Pietre Sacre», ricordando che le parrocchie e gli oratori, veri gioielli di arte e fede, «non sono solo un bene di alcuni, ma una ricchezza per tutti».

Sul fronte della solidarietà e dell’attenzione ai poveri, non si è risparmiato: a Massa ha inaugurato la «Chiesina di San Pio X», luogo di ascolto e distribuzione, così come nei confronti degli adolescenti, impegnandosi per il recupero Centro giovanile di Carrara. Sono ancora molti i progetti avviati e da portare a compimento nei prossimi anni.

Lunedì 29 giugno alle ore 10 in Cattedrale, nella festa dei Santi Pietro e Paolo è in programma una messa di ringraziamento, presieduta dallo stesso presule.


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