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Cronaca

Un murales dedicato a Fabrizio Lorenzani: il grande amore della figlia Giulia per l’artista prematuramente scomparso

venerdì, 3 luglio 2020, 13:05

di vinicia tesconi

Aveva un muro, alto, opprimente davanti alla finestra della camera da letto, sul quale da tempo meditava di far dipingere qualcosa che lo rendesse più accettabile, ma non sapeva decidersi sul soggetto. Poi due mesi fa, in maniera fin troppo dolorosa, la vita ha scelto per lei: suo padre, Fabrizio Lorenzani, notissimo  e apprezzatissimo scultore carrarese, docente della Scuola del Marmo, se n’è andato in un attimo, a soli 57 anni, per un  arresto cardiaco e nelle macerie dei ricordi che crollavano, Giulia, la prima figlia di Lorenzani, ha subito capito che su quel muro avrebbe dovuto esserci lui: suo padre. Ha cercato  attraverso un appello sui social, writers disposti a realizzarlo ed ha trovato due artisti cinesi residenti a Carrara, Jing Shi  e Xitong Gao, entrambi formati all’Accademia di Belle Arti, il secondo allievo di Lorenzani alla scuola del marmo, che hanno  messo a punto il progetto con le indicazioni di Giulia: il volto di suo padre e alcune frasi significative da lui pronunciate. Un lavoro che rispecchiasse la personalità di Fabrizio, la sua disponibilità, la sua creatività artistica. Il bozzetto iniziale prevedeva tre frasi di Lorenzani che, nella realizzazione pratica, per oggettiva mancanza di spazio, si sono ridotte ad una sola, senza, tuttavia, che questo togliesse neppure una briciola dell’impatto che l’opera, anche nella sua collocazione non particolarmente favorevole alla vista immediata, possiede. L’effetto principale lo si coglie proprio dalla finestra della camera da letto di Giulia che si spalanca sullo sguardo pensieroso di Fabrizio e  sul  mondo pieno di sfumature  e di colori del grande scultore scomparso.

Una settimana e mezzo per realizzarlo e una mezz’ora per ripercorrerne le tappe, in una lunga dolcissima dichiarazione d’amore di una figlia a suo padre.

“Io sono nata quando lui aveva 22 anni e quando io ne avevo quattro sono venuta ad abitare in questa casa, a Bonascola,  dove vivo ancora adesso, con lui. Lui e mia madre si erano lasciati e mio padre mi portò con sé nella sua casa di origine, dove vivevano sua madre, suo padre e i suoi due fratelli. Questa casa l’hanno costruita i miei nonni e qui mio padre ci è cresciuto. Io, poi sono rimasta qui, con la famiglia di mio padre dopo che lui ha costruito una nuova famiglia con la sua compagna diventata poi sua moglie ( la scultrice tedesca Verena Mayer Tash, n.d.r.) e i loro due figli ed è andato a vivere a Bedizzano. Ma il rapporto con mio padre è rimasto sempre stretto e intenso. Io lo adoravo. Era un uomo eccezionale che  stimavo profondamente.  E lui non mi ha mai fatto mancare il suo affetto e la sua presenza. Mi è stato accanto anche durante la mia gravidanza, quattro anni fa, ed era innamorato del suo nipotino.”. Gli occhi limpidi di Giulia Lorenzani si offuscano quando ricorda il drammatico momento della scomparsa del padre, avvenuta in pieno lockdown. “ Mio padre era un fumatore incallito, ma per il resto era un uomo sano e forte e nulla aveva fatto presagire un esito così devastante e  rapido. Aveva avuto un primo infarto per il quale era stato ricoverato all’Opa e aveva subito anche un intervento per liberare l’arteria ostruita che era andato bene. La convalescenza sembrava andare nel migliore dei modi quando è arrivata la notizia senza appello della sua morte che mi ha fatto crollare il mondo addosso. Da quel momento, per me, è iniziato un incubo di  incredulità e disperazione.”.

Giulia racconta della sua smania, nata a seguito della sua scomparsa, di parlare e ricordare “il suo babbo” ovunque: “ Avevo questa foga e ho riempito il mio profilo facebook con le foto di mio padre per dire a tutti quanto io sono stata orgogliosa di essere sua figlia. Prima non mettevo mai foto che riguardavano la mia famiglia perché sono molto riservata, ma dopo la sua morte ho sentito l’urgenza di farlo conoscere a tutti nelle vesti di scultore, di insegnante, di babbo, di nonno, di fratello e di figlio, in modo che chi gli ha voluto bene possa continuare ad apprezzarlo e magari a conoscerlo negli aspetti di lui che non aveva avuto modo di scoprire. Per me, questo, è l’unico modo per sopravvivere a questo dolore. Mio padre si merita di essere ricordato così e anche di più. Io l’ho amato tanto e glielo dicevo in tutti i modi: gli scrivevo biglietti e lettere d’amore, e siccome   sono coerente con me stessa, visto che non posso più dire a lui direttamente quanto gli voglio bene, lo urlo al mondo. Non cerco compassione ma solo di anestetizzare il mio dolore.”.

“ Io penso che le persone abbiano bisogno di avere qualcosa che abbia un’anima” è la frase che campeggia sul murales che Giulia ha dedicato a suo padre ed è tratta da un’intervista rilasciata dallo scultore: “ Si riferiva alla scultura che, secondo lui, anche quando era realizzata su commissione, non doveva mai essere un prodotto fatto in serie, ma doveva essere studiato in maniera personale appositamente per il committente – spiega Giulia – Solo così, diceva, un oggetto inanimato come un’opera di scultura può acquisire  un’anima. Volevo che nel murales ci fosse il suo primo piano in corrispondenza della finestra, che  ci fossero opere sue stilizzate e le sue parole. Così è stato e io sono felicissima del risultato.”.

Molto soddisfatti anche i due artisti cinesi che hanno spiegato il progetto: “ Abbiamo prima proiettato sul muro l’immagine del bozzetto e preso i punti di riferimento, poi abbiamo lavorato a mano libera – ha detto Xitong Gao – ho voluto usare tanti colori perché la vita del professor Lorenzani era piena di sfaccettature e colori che dovevano essere rappresentati.”. Entrambi gli artisti hanno avuto già esperienze espositive: Jing Shi in Cina, Xitong Gao a Carrara in un progetto curato proprio da Fabrizio Lorenzani, ed entrambi hanno scelto di vivere a Carrara per amore dell’arte e anche perché affascinati dalla città.

Quest’anno, a  Vitulano, in provincia di Benevento, si terrà un simposio di scultura che il comune campano ha deciso di dedicare  a Fabrizio Lorenzani: “ Sono stata contattata dal sindaco di Vitulano – ha detto Giulia- Mio padre aveva curato il simposio di scultura dello scorso anno e quindi il sindaco ha voluto che la nuova edizione fosse dedicata a mio padre. Io andrò sicuramente a questo evento e sono felice che lui continui a ricevere riconoscimenti per la sua capacità artistica.”.


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