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Cronaca

Terza protesta per la Giampaoli: a scuola, ma con l’assunzione di responsabilità dei genitori

venerdì, 25 settembre 2020, 15:39

di vinicia tesconi

Sono tornati a protestare, ed è la terza volta, sotto al comune di Carrara. Hanno incontrato di nuovo il sindaco Francesco De Pasquale, hanno spiegato ancora una volta le difficoltà che stanno affrontando e che diventano sempre più grandi, si sono accordati per l’ennesima ipotesi risolutiva che non ha comunque sgomberato il campo alle moltissime incertezze di cui è irto il caso della scuola materna Giampaoli di Marina di Carrara, che ancora non ha aperto i battenti ai suoi 85 alunni a causa di lavori di ristrutturazione che hanno sforato i tempi previsti di conclusione. Un copione ormai diventato consueto il cui finale, per ora, continua a vedere i bambini fuori dalla scuola. L’ultima rivolta dei genitori è partita ieri dalla pagina facebook del Comitato Genitori Scuole Villa Ceci, dove è stata divulgata la notizia che non tutti i locali messi a disposizione  della Giampaoli, dalla parrocchia della Santissima Annunziata avevano il certificato di agibilità e che questo avrebbe comportato la dislocazione  di una parte dei bambini all’interno dell’asilo Lunense con l’obbligo di frequentare in base a turni alternati.  La soluzione non è piaciuta ai genitori, molti dei quali esasperati e provati già da undici giorni persi di scuola con annessi problemi di sorveglianza dei bambini per chi non ha potuto esentarsi dal lavoro,  per cui  ieri sera, sempre dalla stessa pagina social hanno annunciato l’intenzione di richiedere in blocco il nullaosta per i propri figli per trasferirli in altre scuole. E sempre con lo stesso mezzo si sono dati appuntamento per la protesta di stamani sotto al comune a cui ha partecipato una trentina di genitori, molti con i propri bambini che ormai hanno quasi scambiato le scale di accesso alla sala di rappresentanza, dove hanno giocato per tutta la durata della protesta,  per il nuovo, insolito, asilo. Stamani i genitori hanno anche appeso uno striscione sul muro di fronte al comune con la scritta : “ Amministrazione assente! 85 bambini abbandonati”. Sempre stamani, a rendere la situazione ancora più complicata, è arrivata la notizia dell’ottenuto trasferimento richiesto, in tempi non sospetti, dalla preside dell’Istituto Taliercio, Donatella Di Masi che da stamani è già operativa in una scuola pugliese, che determinerà, per alcuni giorni, quelli cruciali per risolvere la questione Giampaoli, un periodo di vacanza del ruolo di dirigente scolastico.

“I genitori non hanno voluto accettare la proposta  di  frequenza alternata all’interno della Lunense – ha spiegato Carlo Lamperti, rappresentante dei genitori del comitato Villa Ceci – Non è possibile mettere tutte e quattro le classi della Giampaoli all’interno della Parrocchia perché manca un certificato che, a quanto pare sarebbe in Regione. Il salone però è fruibile ma è necessario che il comune provveda a liberarlo e a fare la sanificazione.”. All’arrivo del sindaco i genitori hanno chiesto spiegazioni relative agli uffici comunali che  hanno il compito di accelerare il reperimento delle certificazioni e che hanno ricordato che difficilmente i lavori alla Giampaoli saranno terminati prima della fine di ottobre.

“Stiamo percorrendo tutte le strade – ha detto De Pasquale – siamo in attesa delle autorizzazioni. Manca anche la certificazione relativa all’impianto elettrico del salone per cui non so se è a posto. Io mi auguro che  non si arrivi a fine mese. Stiamo provando a trovare altre alternative nel caso in cui non venisse fuori la documentazione che  serve per i locali della parrocchia. L’amministrazione può avvallare un’offerta nel momento in cui tutte le certificazioni sono a posto. Altrimenti io penso, ammesso che si possa fare, che ogni genitore dovrebbe assumersi la responsabilità per i propri figli con un’autocertificazione. Non posso fare deroghe se non lo consente il Miur.”. Alle accuse, avanzate dai genitori,  di non aver predisposto sin dall’inizio dei lavori un piano b per sistemare gli alunni, il sindaco ha replicato. “Il piano b si può avere nel momento in cui ci si permette da parte del ministero di avere delle vie di fuga che non hanno dato. Purtroppo noi scontiamo un problema sugli edifici pubblici che è un casino perché risentono di decenni di mancati investimenti. Se il ministero ci avesse dato delle deroghe il problema lo avremmo risolto da tempo.

Alcuni genitori hanno fatto notare che la soluzione della frequenza a giorni alterni è improponibile per i bambini che devono fare l’inserimento perché non riuscirebbero mai ad abituarsi. Altri hanno rappresentato lo stato di disagio patito dai bambini del secondo e del terzo anno che, di fatto, sono a casa da sette mesi, prima per il lockdown, poi per l’estate e infine per la mancata apertura della scuola, e che hanno mostrato segni di regressione dovuti all’assenza prolungata della socialità scolastica. Tutti hanno sottolineato non solo le difficoltà affrontate per  la mancanza della scuola materna ma anche il problema per molti di loro di assentarsi dal lavoro per partecipare alla protesta. Per questo motivo, i  genitori hanno deciso di restare sotto al comune in attesa di un riscontro del sindaco in merito al reperimento delle certificazioni.

Alla fine, il sindaco è tornato a parlare con i genitori ed ha presentato loro la proposta elaborata dai suoi uffici: “Ho parlato con i dirigenti e dal confronto è emerso che se c’è da parte vostra la disponibilità di firmare un’assunzione di responsabilità, si può vedere, sempre che la scuola  sia d’accordo,  di arrivare a firmare la convenzione con la parrocchia. Al momento abbiamo le certificazioni solo per il salone e per una stanza di fronte. Quindi la soluzione sarebbe quella di  mettere due sezioni nel salone e una terza nell’altra stanza. Mentre la quarta sezione, cioè i più piccolini, possono andare alla Lunense lasciando anche libera la stanza covid che è meglio averla portata di mano invece di condividerne una sola alla scuola Menconi. Abbiamo bisogno di qualche giorno per sanificare e portare i materiali. Oggi sentiremo la scuola per sapere se l’accordo è condiviso anche dalla dirigente. Nel caso tutto andasse bene, possiamo ipotizzare l’inizio della scuola per mercoledì 30 settembre, forse anche per martedì 29.”.


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