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Cronaca

Firmato il Dpcm: lockdown localizzati e coprifuoco alle 22

mercoledì, 4 novembre 2020, 13:43

di chiara bernardini

È stato firmato poco prima della mezzanotte il nuovo Dpcm per il contenimento della diffusione del virus Covid-19. Misure stringenti quelle che entreranno in vigore domani e tali resteranno, con monitoraggi almeno settimanali, fino al 3 dicembre. I provvedimenti non saranno uguali per tutti e questo è chiaro da giorni ormai, le restrizioni avverranno in base all'indice RT - indice di trasmissibilità - e altri parametri studiati con il ministero della salute. 

Per quanto riguarda il territorio nazionale e quindi le regioni a rischio basso rientranti negli scenari di tipo 1 e 2, Toscana compresa data la collocazione sotto la soglia fissata, si aggiungono alle restrizioni precedenti diversi obblighi. Entra in vigore dunque il coprifuoco su tutto il Paese fissato dopo diverse discussioni per le 22. Da quell'ora fino alle 5 del giorno successivo saranno consentiti esclusivamente spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità - ovvero motivi di salute: questo è ciò che si legge nel testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si aggiunge la possibilità di una chiusura per l'intera giornata in strade o piazze che possano creare situazioni di assembramento. Un limite che comporta dunque la chiusura anticipata del "tutti a casa" anche per i servizi di ristorazione d'asporto e domicilio. Rimane fissato alle 18 il limite per la consumazione sul posto. Per le scuole di secondo grado, poi, sarà adottata integralmente la didattica a distanza, con la possibilità di svolgere in presenza attività di laboratorio in caso di estrema necessità. Nelle università saranno garantite le attività in presenza per i soli studenti di primo anno o di laboratorio. 

Misure più stringenti invece sono previste per le regioni attualmente a rischio di trasmissione alto. Secondo i dati rilasciati dal Ministero della Salute fino al 25 ottobre - per quelli aggiornati ad oggi bisognerà aspettare le parole di Giuseppe Conte che annuncerà ufficialmente la suddivisione delle zone precise - sembrerebbe che Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Molise, Puglia e Umbria abbiamo un Rt superiore all'1,5 e dunque papabili "scenari di tipo 3". In queste zone, ribadiamo non sicure in quanto non si sanno ancora gli ultimissimi cambiamenti, sarà vietato ogni tipo di spostamento in entrata e in uscita dal territorio, ma saranno consentiti quelli strettamente necessari per assicurare la didattica in presenza dove è garantita o usufruire dei servizi aperti. Si potrà inoltre far rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza, ma non ci si potrà recare in un comune diverso da quello sopraindicato per motivi personali. Saranno sospese le attività di ristorazione ad esclusione delle mense e del catering su base contrattuale e rimane consentita la sola ristorazione d'asporto e domicilio fino alle 22. 

Sempre sulla Gazzetta Ufficiale si legge inoltre che rimarranno aperti gli esercizi nelle aree di servizio lungo le autostrade. Niente stop ai centri dedicati alla persona, dunque, salvi infatti al momento parrucchieri ed estetiste. Infine quattro le zone di tipo 4 e che probabilmente subiranno un lockdown parziale, ma molto simile a quello di marzo: Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e la provincia autonoma di Bolzano. In questi territori si aggiunge al resto la sospensione di tutte le attività commerciali non strettamente essenziali, fatto salvo anche qui per parrucchieri e estetiste dopo un lungo braccio di ferro governativo. 

Questo quanto scritto e firmato ieri sera dal premier che nella giornata di oggi, dopo aver analizzato i vari indici di trasmissibilità aggiornati, comunicherà quali saranno effettivamente le regioni collocate nello scenario 3 e 4. Un piano dettagliato quello che entrerà in vigore domani e che sarà costantemente aggiornato in base alla curva dei contagi che, come sappiamo, cambia in maniera repentina. Ciò che possiamo dire, però, è che il suono di una campanella che non si sarebbe dovuto più sentire è oggi troppo vicino e il clima su tutto il territorio italiano non può che essere di grande preoccupazione. 


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