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Cronaca

Marina, residenti allo stremo: Stefanini chiede al sindaco di ascoltare, una volta per tutte, il suo 'cahier des doléances'

mercoledì, 5 maggio 2021, 21:26

di francesca vatteroni

Per il momento la situazione è tranquilla in zona movida a Marina di Carrara, ma la paura è che nel momento di una riapertura si scateni nuovamente l'inferno già visto l'estate scorsa. Paura che accomuna negozianti, che in quelle strade lavorano, e residenti che ci vivono. Da qui, l'esigenza, il mese scorso, di scrivere una pec al sindaco da parte di Gino Stefanini, presidente del Comitato Zona Marina di Carrara. 

"Buongiorno Signor Sindaco - esordisce il Comitato nella lettera - eccomi di nuovo a chiederle un incontro per cercare di trovare una soluzione prima che tutto torni alla normalità (nel senso di zona gialla o bianca) nella zona di Marina di Carrara. Le scrivo questa nota a nome del Comitato Zona Marina di Carrara che conta ormai quasi 600 iscritti e le garantisco che sono estremamente arrabbiati per la situazione, tra l'altro già più volte segnalata, ma che nonostante la massiccia presenza di forze dell'ordine, di sanzioni, daspo e fermi, non sembra voler rientrare nelle regole del quieto vivere".

L'intento dichiarato del Comitato è sempre stato di trovare una comune soluzione tra esigenze dei residenti e il diritto di lavorare dei titolari dei locali. Stefanini ha provato ad aiutare il sindaco a fare mente locale sulla situazione di degrado:

"Tutti quanti sono concordi nel cercare una soluzione per fare convivere il legittimo diritto di lavorare per i locali, per i negozi di vendere, per i turisti e fruitori della zona di passeggiare in tranquillità e ai residenti di riposare, di non dover camminare nella sporcizia, nel vomito e nell'urina. I problemi li conosce bene, comunque li elenco nuovamente: a) Eccessiva concentrazione di persone in uno spazio ristretto. b) Probabile superamento del livello di rumore previsto in zona (Zona III – Aree di tipo misto) c) Danneggiamenti continui alle cose pubbliche e private. d) Risse, anche se diminuite, schiamazzi, consumo eccessivo di alcool tra i minorenni e coma etilici. e) Abbandono di rifiuti lungo le strade, marciapiedi e tra le autovetture parcheggiate. f) Urina, vomito, consumo di sostanze stupefacenti sotto le abitazioni senza alcun timore di essere visti. Tutto questo attualmente si verifica nel pomeriggio dalle ore 16,00 alle ore 19,00 con grave danno per i negozi che si vedono privati dei potenziali acquirenti in quanto le persone hanno timore a passeggiare in zona. Quando cesseranno di esistere le zone colorate il problema si verificherà dalle 21,00 alle 3,00 del mattino del giorno successivo e mentre i negozi avranno avuto un pomeriggio e una serata abbastanza tranquilla, i residenti ricominceranno con le notti insonni , con la paura dei danneggiamenti, con la sporcizia e con gli odori che si leveranno dai parcheggi, specialmente quando comincerà a fare caldo".

E qua arrivano le dolenti note, come spiega il Comitato, in tema di assenza di trasparenza e partecipazione da parte dell'amministrazione, in più ed altre occasioni contestata dai cittadini:

"Mi rammarica il fatto che durante questi mesi lei non abbia trovato un attimo di tempo per ascoltare i residenti - sottolineano i cittadini - ma si sia limitato, di questo gliene do atto, a contribuire ad una maggiore presenza delle forze dell'ordine senza pensare al prossimo futuro (26 aprile 2021 – zona gialle), quasi come se a lei non importi nulla di quello che succederà e di ciò che noi residenti saremo costretti a subire. La sua carica di sindaco del Comune di Carrara la obbliga a tutelare tutti senza esclusione alcuna e senza se e senza ma. Adesso cercherò di indicare le possibili soluzioni che a mio modesto avviso potrebbero almeno mitigare la situazione, anche se di questo avrei preferito confrontarmi con lei, ma purtroppo vedo che dopo i due incontri avuti e nonostante mail, pec, richieste di incontro rivolte alla sua segreteria, non solo non ci ascolta, quasi fossimo dei disturbatori seriali, ma non risponde neppure alle pec, tra l'altro contravvenendo a precise disposizioni di legge e soprattutto venendo meno allo spirito che ha convinto molti cittadini tra cui il sottoscritto a votarla ovvero: LA PARTECIPAZIONE E LA TRASPARENZA".

Ecco le possibili soluzioni proposte dal Comitato: 

"Seguito le possibili soluzioni: a) In attesa del lotto 3 del waterfront la zona movida non può essere concentrata solo in via Rinchiosa, ma deve essere, se non spostata, almeno diluita anche sotto il viale Colombo creando spazi in cui le persone, ma soprattutto i ragazzi, possano trovarsi, consumare bevande e socializzare. b) E' quanto mai necessario provvedere ad un rilevamento dei rumori sia di giorno che di notte per verificare se i valori limite di emissione [Leq in dB ] rientrano nei limiti previsti per la zona III - aree di tipo misto, ovvero 55 dB – diurno (dalle 6,00 alle 22,00) e 45 dB – notturno (dalle 22,00 alle 6,00). c) Potenziare il sistema di video sorveglianza per prevenire, denunciare e sanzionare chi è solito comportarsi in quel modo. d) Per quanto attiene alle risse e agli schiamazzi stanno già provvedendo con successo le forze dell'ordine presenti, infatti gli atti violenti sono drasticamente diminuiti, mentre per l'eccesivo consumo di alcool tra i minorenni e i coma etilici è urgente la ricerca di un incontro con questi ragazzi per capire il perché di questo comportamento e mi creda, io parlo con loro, hanno bisogno di aiuto e non riescono a trovarlo solamente in famiglia. e) E' necessario provvedere a mettere un maggior numero di cestino porta rifiuti anche lungo i marciapiedi di Via Genova e Via Venezia per evitare che bicchieri, bottiglie, lattine, cartacce vengano gettate per terra tra le macchine o peggio ancora all'interno delle proprietà private. f) Per il consumo delle sostanze stupefacenti le forze dell'ordine già stanno facendo molto, ma sarebbe necessario un più assiduo pattugliamento delle zone periferiche rispetto a via Rinchiosa e magari provvedendo al potenziamento dell'illuminazione pubblica; per il vomito e l'urina sarebbe utile e necessario provvedere alla realizzazione di bagni pubblici fissi, da posizionare in luogo il più possibile condiviso e non eccessivamente distante dalla zona movida, architettonicamente integrati con il tessuto urbanistico, dovranno essere con personale presente dal momento dell'apertura e fino alla chiusura, magari utilizzando a turno i percettori il reddito di cittadinanza, i bagni sarebbero utili anche per i turisti alla luce del possibile sviluppo del porto in quella direzione. In attesa della loro realizzazione si chiede almeno che il lunedì e il martedì, quando vengono sgomberate per i lavori di pulizia rispettivamente Via Genova e Via Venezia, si provveda a anche a disinfettare perché, mi creda, l'odore è insopportabile".

In ultimo, la preghiera del Comitato:

Penso di aver detto tutto, la prego ci ascolti, come si sono giustamente ribellati i titolari di bar, ristoranti, palestre ecc. anche i residenti sono allo stremo e non so se saranno disponibili a passare un'estate come quella scorsa. 

 

Ai sensi e per gli effetti della Legge 241/1990 lo scrivente richiede una risposta scritta alla presente istanza e segnala fin d'ora che non terrà conto di eventuali risposte telefoniche o verbali".

 

Ad oggi, ci fa sapere Stefanini, il sindaco non ha ancora risposto in via ufficiale e i cittadini restano ancora in attesa, assieme alla risposta ufficiale, di un incontro e di un riscontro.


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