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Cronaca

Marina di Carrara, passano gli anni ma il degrado rimane

domenica, 20 giugno 2021, 13:05

di francesca vatteroni

Cambiano i degradotour a seconda della stagione politica ma i degradi, veri protagonisti della scenografia cittadina, quelli sembrerebbero restare quasi immutati. C'è un carrarese, anzi un avenzino che è sempre stato in prima fila quando si è trattato di "partecipare", di fare quella partecipazione tanto millantata e promessa dai partiti e dalla politica, una partecipazione che appartiene solo ai cittadini, i quali anni fa e proprio qua a Carrara dimostrarono di sapersela conquistare e meritare. Renzo Cantarelli, cantautore avenzino, faceva parte di Assemblea Permanente, quella straordinaria adunata di cittadini che fece la storia di Carrara e un po' anche del Paese intero: quando tutti i Tg nazionali mandavano le loro troupes per raccontare come un gruppo eterogeneo di cittadini, diverso per ideologie, per estrazione sociale, per mestiere, per cultura politica, potesse autogestirsi e organizzarsi con iniziative culturali, conferenze di interesse collettivo, etico e civico, occupando la Sala di Rappresentanza del Comune di Carrara. Era un periodo strano quello per Carrara, dove tutto pareva surreale e possibile insieme: il periodo in cui a qualcuno per esempio venne in mente che una scalinata in una zona periferica e abbandonata di Carrara, una delle tante in città, potesse diventare un cinema all'aperto. E così fu, con un lenzuolo o giù di lì e soprattutto tanta voglia di riscatto. Ma poi? Dopo i tanti tour sul degrado fatti da fiumi di persone arrabbiate in seguito all'alluvione che mise a rischio e in ginocchio molti, cosa è successo? Cosa ne è stato del territorio? Di quella voglia di riscatto? Se lo chiede Renzo e alle critiche che sente gli vengono mosse, di essere di parte o di pensare solo alla sua Avenza, lui risponde con un degradotour a Marina di Carrara in solitario: solo lui e la sua macchina fotografica. "Mi piacerebbe che un marinello facesse la stessa cosa con Avenza: se non capiamo che siamo un unico territorio e non smetteremo finalmente di pensare ciascuno al proprio orticello ma più in grande, allargando gli orizzonti, non cambierà mai niente" commenta mentre scatta le foto su quelli che sono ormai ruderi. "Com'era bella Marina negli anni 70!" ricorda mentre guarda lo spettacolo del Mediterraneo, l'albergo fantasma fatto di ferri arrugginiti che spuntano, laghetti nella spianata di cemento nudo habitat ideale per zanzare: qualcuno ha tolto il telo paravento e ora tutto lo spettacolo si para nella sua indecenza.

Ma la prima tappa del tour è la Caravella. Del resto lui è un cantautore e alla Caravella fece una decina di concerti:"Questa era la priorità del M5s, era nel loro programma-commenta mentre scatta le foto- La sistemarono un pochino per la loro festa in occasione della loro vittoria elettorale: per loro questo è recuperato. Qua ci cantò anche Zucchero. Quello è il palco" indica poi puntando col dito la struttura di cemento, accanto alla pavimentazione della Caravella, immersa nella giungla dell'erbaccia e in palese cedimento. Tutto intorno una pineta che, di sabato mattina e a metà giugno, sembra una baraccopoli, con i giochi per i bimbi chiusi in sacchi di plastica.

Si prende un caffè al bar sulla passeggiata foranea, e davanti passiamo davanti all'area dell'Autorità Portuale, quella che dovrebbe diventare oggetto insieme a tutta la passeggiata, del famoso waterfront. In conferenza avevano promesso, inizio 2018, che i lavori per i primi lotti sarebbero iniziati entro la fine di quell'anno. Raggiungiamo il bar percorrendo quel corridoio senza vista mare. Poi riprendiamo il giro. La seconda tappa è in via Werther Cacciatori, nel parcheggio occupato per quasi tutto l'anno da campers. Contiamo circa una ventina di campers. "Dove scaricano il wc questi? Sono abusivi-fa notare Cantarelli-e praticamente sono residenti qua tutto l'anno".

Poi è la volta dell'Hotel Mediterraneo. Senza paravento lo spettacolo appare in tutta la sua sgradevole oscenità."E' uno spettacolo allucinante. Sogno o son desto?-si chiede Renzo Cantarelli-questo è di proprietà dell'imprenditore Enrico Bogazzi ma c'è un contenzioso in corso con l'amministrazione: se ne sa nulla? Hanno iniziato le pratiche per risolverlo? A noi cittadini non dicono niente. Hanno iniziato a trattare? Non se ne sa niente!".

Non poteva mancare poi la tappa al campo dei Pini, destinato allo smantellamento per fare spazio all'edilizia. "Fare una scuola qua davanti al porto! Non sta né in cielo né in terra! Che senso ha?" si chiede sempre Renzo. E lo scempio dell'erbaccia alta, dell'abbandono si para davanti agli occhi, sembra una zona safari. "Lo sport per i ragazzi deve esistere anche per la 3° e la 4° categoria: in questo campo non verrà mai la Nazionale ma questo campo va difeso perché tutti, fino all'ultima dei dilettanti possano praticare sport" si infervora Cantarelli. Dietro il campo c'è una pineta e via Garibaldi. Nella pineta c'è ancora una struttura risalente alla seconda guerra mondiale, chiusa e in decadimento: un bunker. Qua era zona strategica e altri, altrove, le tracce della linea gotica le trasformano in occasioni per fare turismo e per sensibilizzare. "Ma notiamo la strada"-esclama Cantarelli-da una parte è risistemata, dall'altra no: ora gli abitanti dovranno sopportare un'altra volta la presenza dei cantieri quando, si spera, magari il prossimo anno verranno a risistemare: c'è logica nella progettazione dei lavori?".

L'ultima tappa è al Camposcuola: punto di riferimento di tantissimi. Riusciamo a dare un'occhiata dentro. L'erba al centro della pista è tagliata, ma l'erba sotto i pini, all'ombra, dove Mauro Fantoni, l'istituzione del Campo di atletica marinello, porta i ragazzini a fare ginnastica, lì è alta e non è stata tagliata. Il campo da pallavolo nonostante la pavimentazione agibile, a differenza del campetto da basket, è interdetto, non può essere usato. La pista interna in alcuni punti è rotta e permette le infiltrazioni d'acqua. Ma la chicca resta il campo da basket: chiuso per via della pavimentazione rotta e pericolosa, ha i canestri paradossalmente nuovi di zecca. "Lo sport potrebbe essere una risorsa turistica: bisogna investire sul territorio" è il laconico commento di Renzo Cantarelli.


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