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Cronaca

Anche Massa... disobbedisce: "Libertà!"

domenica, 25 luglio 2021, 15:12

di francesca vatteroni

Lo hanno urlato con tutto il fiato che avevano in gola, quasi ossessivamente, al suono dei tamburi. C'erano bambini, c'erano mamme, c'erano insegnanti, c'erano medici, c'erano ragazzi, c'erano centinaia e centinaia di persone: un migliaio circa. Il loro grido? "Libertà". Ripetuto e ripetuto, scandito e ancora ripetuto.

Si sono riuniti in piazza Aranci, c'era un megafono messo a disposizione per chi avesse voluto prendere la parola e la parola l'hanno presa eccome, in tanti. Poi in un fiume di persone, giù per viale Eugenio Chiesa, con un corteo lunghissimo, sempre al grido di libertà, sempre con i tamburi festosi a dare il ritmo. Un corteo che è sceso fino alla rotonda di piazza della Liberazione, che ci ha girato intorno tra macchine ferme che salutavano e facevano foto. Poi di nuovo su, fin sotto il palazzo del comune. Lì hanno ripreso la parola e poi ancora in piazza Aranci, sotto un altro palazzo, quello della Prefettura.

Difficile dire la cosa che ci ha colpito di più, di questa manifestazione che anche a Massa, così come in quasi tutte le piazze d'Italia, è nata per contestare il decreto che sancisce la coercizione mascherata dell'iniezione vaccinale covid 19, una manifestazione che in realtà ha l'ambizione di avere un respiro più lungo per mettere sotto accusa un sistema di gestione sanitaria. Anzi ancora più lungo, come hanno spiegato durante la manifestazione: dare vita in qualche modo, a qualcosa che costruisca e crei una società che abbandoni definitivamente il modello sociale attuale "cannibale", come è stato chiamato. Niente ristoranti, niente palestre, niente piscine, niente teatri, niente cinema, niente conferenze, niente vita sociale per chi non si vaccina e dunque non ottiene il cosiddetto greenpass, vale a dire un lasciapassare.

E' più giusto forse per comprendere il messaggio della manifestazione riportarne alcune voci. Allora la prima voce che raccontiamo è al voce di un diciottenne. "Sono un ragazzo di 18 anni-dice la megafono-sono di Viareggio e studio al Nautico e voglio esprimere il mio pensiero. Oggi qua siamo a un bivio tra Democrazia e Dittatura. Settant' anni fa i nostri parenti sarebbero scesi in piazza per il nostro futuro. Noi giovani dobbiamo smetterla di affidarci alle generazioni più grandi. Questo non è un obbligo, è un ricatto che è peggio: perché se ci fosse l'obbligo poi dovrebbero risarcire. Non dobbiamo fare la guerra, non dobbiamo prendercela con i celerini, sono persone che eseguono degli ordini, boicottiamo con la disubbidienza civile. Oggi siamo mille domani saremo tremila e arriveremo a Roma, bomba o non bomba, come diceva Venditti!" tira fuori la grinta tra gli applausi scroscianti.

Giovanni invece è un ragazzo un po' più grande e la parola al megafono non la prende, però accetta di rispondere alla nostra domanda: "Perché sei qua?". "Sono qua non per discutere del vaccino no o del vaccino sì, qua stanno negando il diritto di scelta. Dovrebbero essere qua anche i vaccinati. Io non posso più scegliere: oggi è il vaccino e domani cosa?".

C'è anche un ex poliziotto che al megafono incoraggia a manifestare in modo pacifico: "Mi chiamo Andrea Di Chio, sono stato in polizia per 20 anni, oggi faccio l'imprenditore ma vi assicuro che i miei ex colleghi sono esausti. Dobbiamo usare delle strategie per mettere in atto una protesta pacifica. Il 6 agosto rechiamoci per pranzo nei ristoranti e quando ci chiedono il greenpass chiediamo a quale titolo e poi chiamiamo il 112: intasiamo le centraline! I ristoratori saranno nostri alleati!". E ancora applausi.

Una insegnante di sostegno afferra il megafono: "I miei colleghi si schierino contro l'obbligo vaccinale! L'anno scorso tra ricercatori e insegnanti di ogni grado ci sono stati 2800 casi di covid, lo 0,25%. Allora perché l'obbligo vaccinale? Le scuole non sono mai state focolai! Ci hanno costretto alla dad ma è stato una tristezza: i ragazzi normodotati a casa e i disabili da soli in classe. Hanno creato isolamento. C'è un tasso di abbandono scolastico che fa rabbrividire!".

Maddalena prende la parola al megafono sotto il comune: "Vent'anni fa noi eravamo a Genova e ci hanno riempito di botte: chi sta dentro i palazzi non vuole il nostro bene! In questi anni ci siamo nascosti, ci siamo leccati le ferite, abbiamo cercato di credere in ciò che ci dicevano. Noi vogliamo un governo che ci rappresenti! Un governo del popolo! Vogliamo uscire da una società di cannibali che ci spinge a sfruttarci l'un l'altro, vogliamo una società solidale! Questo lo dicevamo a Seattle, lo dicevamo a Genova e lo diciamo adesso!".

Paola è restìa a rispondere alle nostre domande ma alla fine ci racconta: "Le persone devono essere libere di scegliere: se mi fai firmare un foglio in cui dici che non rispondi degli effetti collaterali, non mi puoi obbligare. Mia mamma ha 87 anni e alla seconda dose di pfitzer, dopo 20 giorni, è stata ricoverata in ospedale per trombocitopenìa. Aveva un' emorragia paurosa da bocca e da vagina ed è senza utero! Quindici giorni prima le analisi erano perfette, dopo la seconda dose aveva azzerato le piastrine. E nessun medico ha correlato alla dose di vaccino cosa è successo a mia mamma, e ha saputo dirmi il perché".

Ma la cura esiste oppure l'unica strada è il vaccino? Il dottor Elvino Vatteroni è un medico dentista e lo dice senza mezzi termini: "Il virus è curabile con farmaci comuni!-grida al megafono tra gli applausi-eparina, idrossiclorochina, plasma iperimmune, remdesivir, ivermectina, antibiotici, vitamona D, vitamina C e altri ancora. E le varianti non sono virulente! Ci sono medici indipendenti che curano il covid e guariscono con farmaci comuni!".

Giulio Milani, di Rivoluzione Allegra l'associazione organizzatrice della manifestazione mette in guardia: "Siamo sotto schiaffo! Dal covid si esce senza vaccino ed è una notizia che non ci dà nessuno! Del vaccino non conosciamo gli effetti a medio e lungo termine, lo scopriremo sulla nostra pelle! La classe politica ha tradito la Costituzione. Vogliamo una rivoluzione non violenta con le rappresentanze sociali. Vogliamo l'Assemblea Costituente che tolga il pareggio di bilancio, vogliamo vincere l'ideologia del mercato. Ci hanno diviso, messi gli uni contro gli altri. Vogliono dare inizio a quel sistema di controllo che in Cina già esiste e si chiama credito sociale. Riprendiamoci il territorio!".

Un fiume di persone e un fiume di parole. Ma ripensando alla cosa che ci ha colpito di più, resta l'immagine di un bambino di sì e no 10 anni che alza le braccia a ripetizione al cielo, tutto sudato e sorridente, al ritmo di libertà, davanti alla Prefettura. E poi una mamma con gli occhi pieni di lacrime, che quando vede che ci avviciniamo, fa finta di niente. Allora ci appostiamo e dopo pochi minuti, furtivamente, si asciuga alcune lacrime. L'aveva commossa il grido in coro dei manifestanti:"Giù le mani dai bambini".


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