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Cronaca

Cobas contro il Green pass: anche un'insegnante carrarese si farà sospendere

martedì, 12 ottobre 2021, 19:20

di francesca vatteroni

Sono quattro i membri dell'esecutivo Cobas, tra cui la carrarese Serena Tusini che insieme agli altri tre insegnanti e colleghi, questa settimana, metteranno in campo una dimostrazione di protesta contro il green pass facendosi sospendere secondo quanto prevede il decreto del governo Draghi poi confermato in legge. Si presenteranno a scuola senza il lasciapassare per cinque giorni consecutivi: l'essere sprovvisti di lasciapassare impedirà loro di entrare e quindi, considerati assenti, dopo il 5° giorno saranno sospesi. Sono quattro quindi i membri dell'esecutivo Cobas, dice Tusini: "Ci sono io di Massa Carrara, un collega di Catania, uno di Palermo e uno di Firenze" spiega. "Dopo il decreto del dirigente scolastico faremo ricorso" dichiara ancora Serena Tusini che sottoporrà al giudice, insieme ai legali, una serie di questioni tra cui anche il sospetto di incostituzionalità della misura del green pass. Spetterà quindi al giudice, se lo riterrà opportuno e sollevando una questione di costituzionalità, chiedere che la Consulta si esprima a riguardo. Ricordiamo come altri tribunali in Europa si siano pronunciati contro la validità del lasciapassare: dalla Corte Costituzionale Slovena, i tribunali locali delle varie regioni spagnole fino alla Corte Suprema Spagnola (che corrisponderebbe alla nostra Corte di Cassazione).

"Vorremmo sottolineare che siamo per le vaccinazioni volontarie, riteniamo il vaccino uno strumento utile ma questa è un' azione di contrasto  al green pass, infatti due di noi si vaccineranno, torneranno a scuola vaccinati proprio perché questa è una battaglia per il diritto al lavoro" spiega l'insegnante.

Questo è quanto chiedono nel comunicato: "Quattro membri dell'esecutivo nazionale dei Cobas scuola si fanno sospendere per garantire il diritto costituzionale al lavoro No al green pass a scuola. Sì alla vaccinazione volontaria. Sì alla sicurezza attraverso test gratuiti per i non vaccinati e presidi sanitari nelle scuole per valutare l'andamento della pandemia e tutelare la salute di lavoratori e studenti. La regolamentazione dell'apertura delle scuole deve garantire un delicato equilibrio tra diversi diritti costituzionali: all' istruzione, che non può che essere in presenza e per tutti (art. 33 Cost.); alla salute, "come fondamentale diritto dell'individuo", ma anche come "interesse della collettività" (art.32); al lavoro e ad una retribuzione che garantisca libertà e dignità (artt. 4 e 36); alla libertà personale (art.13)".

 I Cobas raccontano la loro battaglia durante i periodi di chiusura e di come la loro voce sia rimasta sempre inascoltata, elencando una serie di criticità e di scelte lacunose da parte di chi aveva il compito di decidere le misure di contrasto al contagio, che elencano:" Durante la pandemia, i Cobas Scuola si sono battuti perché le scuole fossero le ultime attività a chiudere, chiedendo interventi concreti per garantire ambienti sicuri. All'apertura di questo nuovo anno scolastico ci ritroviamo nelle stesse pessime condizioni precedenti: personale (docente e ATA) in numero insufficiente. Presenza diffusa delle classi pollaio. Nessun intervento significativo sull'edilizia scolastica. Mancato rispetto della distanza di un metro fra gli alunni, grazie alla possibilità di deroga quando le classi sono numerose e/o le aule piccole. Trasporti in condizioni disastrose In queste condizioni, il ricorso a test gratuiti (salivari) per i non vaccinati, il rispetto del distanziamento fisico e l'uso dei dispositivi (gel, mascherine, sanificatori dell'aria) possono garantire una situazione di sicurezza, senza imporre obblighi, come quello del green pass, che rompono delicati equilibri costituzionali".

Ma qual è il pensiero dei Cobas in merito ai vaccini? Hanno lo stesso pensiero su vaccini e green pass? "I Cobas Scuola-fa chiarezza il comunicato- ritengono che la vaccinazione, nella situazione determinata da decenni di tagli alla sanità, sia uno strumento fondamentale, anche se non l'unico, per combattere la pandemia. Al tempo stesso, però, ritengono assolutamente inaccettabile il surrettizio obbligo vaccinale che è stato introdotto, col cosiddetto green pass (d.l. 111/2021), per una categoria, il personale scolastico, che volontariamente - parliamo di circa il 90% dei lavoratori - ha scelto di ricorrere al vaccino. Quattro componenti dell'esecutivo nazionale dei Cobas Scuola si faranno pertanto sospendere, per ricorrere davanti al Giudice del lavoro e sollevare la questione di costituzionalità, con particolare riferimento alla sanzione della sospensione del rapporto di lavoro e dello stipendio dopo 5 giorni di assenza "ingiustificata", che viola pesantemente il diritto costituzionale al lavoro e alla retribuzione, previsti dagli artt. 4 e 36 della Costituzione".

Una dimostrazione e un ricorso di natura politica, ribadiscono nel comunicato i Cobas Scuola che rivendicano come le risorse finanziarie a disposizione vengano usate in altro modo e vengano utilizzate per sostenere la scuola: "Per sottolineare il carattere politico del ricorso, teso a garantire il diritto al lavoro (una rivendicazione che accomuna sia i vaccinati che i non vaccinati) 2 dei 4 membri dell' esecutivo nazionale hanno già deciso che, dopo la sospensione e l'avvio del ricorso, si sottoporranno a vaccinazione. Attraverso queste sospensioni e la prosecuzione delle mobilitazioni in difesa della sicurezza nella scuola pubblica statale, i Cobas Scuola ribadiscono il loro impegno perché la scuola torni ad essere luogo di formazione del pensiero critico e perché le ingenti risorse del Recovery Plan vengano utilizzate diversamente da come sta avvenendo, invertendo quella logica che, a partire dalla cosiddetta autonomia, ha progressivamente impoverito la pubblica istruzione".


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