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Cronaca

No Green pass: sit-in di protesta in piazza Aranci

giovedì, 14 ottobre 2021, 11:29

di francesca vatteroni

Eccoci alla vigilia del 15 ottobre, dell'entrata in vigore del lasciapassare per il mondo del lavoro: e Rivoluzione Allegra di Fronte del Dissenso chiama a raccolta i cittadini e le cittadine, i lavoratori e le lavoratrici rivendicando il diritto alla salute della Democrazia e rivendicando la diga umana che si sta formando fatta di milioni di italiani, che cercherà di arginare con scioperi e manifestazioni questo strumento di cui l'Italia sembrerebbe essere l'unico paese ad avere adottato.

"Il gruppo di Rivoluzione Allegra invita tutta la cittadinanza libera e consapevole-chiama il movimento pacifista- a incontrarsi anche a Massa, questo venerdì della vergogna, in piazza Aranci a partire dalle 15, per un sit-in di protesta, informazione e proposta. La mattina, invece, prenderemo parte alla manifestazione di piazza Verdi a La Spezia (ore 10,30) con gli amici di Forze Popolari e del gruppo Liguri-Apuani".

"Venerdì 15 ottobre 2021 resterà nella storia come il "giorno della vergogna", perché mai nella storia della Repubblica si era verificato quanto sta per accadere-esordisce Rivoluzione Allegra nel comunicato- milioni di cittadini, di lavoratori, saranno costretti a esibire un "lasciapassare" per poter accedere a servizi e attività essenziali, come quelle che riguardano la sussistenza. "O ti vaccini o paghi o non lavori": questo ha deciso lo Stato italiano per portare avanti un processo di assimilazione senza precedenti".

La dignità dei cittadini, spiega Rivoluzione Allegra, l'uguaglianza fra i cittadini ribadisce Rivoluzione Allegra nel comunicato, sono in pericolo perché perdendo il lavoro, la propria occupazione, il cittadino viene spogliato della sua appartenenza alla comunità, della sua identità e gettato nella miseria. Anche perché il sistema dai tamponi a milioni non sarebbe retto dalle farmacie:" Ora-spiega infatti nel comunicato il movimento pacifista, nel momento in cui serve un "lasciapassare" per accedere non solo ad attività sociali e ricreative (il che già sarebbe illegittimo) ma addirittura a luoghi di studio e al lavoro (e questo avviene in una Repubblica che è fondata sul lavoro, art. 1 della Costituzione), si sta intaccando pesantemente la dignità dei cittadini, dignità e uguaglianza, riconosciute e protette dall'art. 3 della Costituzione. Al cittadino che, ipotizziamo, non voglia vaccinarsi (è suo diritto) e, poniamo, neppure sottoporsi a tampone (altro diritto) non viene semplicemente comminata una sanzione, che dovrebbe comunque rispettare il principio di proporzionalità, ma viene fatto di peggio: non potrà più lavorare e quindi godere dei mezzi di sostentamento per sé e la sua famiglia! Se poi soltanto un decimo degli 8 milioni di persone che hanno liberamente, legittimamente deciso di non sottoporsi alla profilassi sperimentale, decidessero di farsi un tampone, il sistema sanitario non sarebbe in grado di rispondere, perché questa mole di tamponi giornalieri, semplicemente, non è nella disponibilità dello Stato e delle Regioni. Renderli gratuiti? Allo Stato costerebbero, se anche riuscisse a procurarseli, 600 milioni al mese! Qui emerge tutto l'aspetto pretestuoso del Green Pass, che è stato studiato per piegare le persone col ricatto e non per fornire un serio metodo di contenimento dell'epidemia (il vaccino non impedisce infatti di contagiarsi e contagiare)".

Laconicamente Rivoluzione Allegra sottolinea:" Mai si era arrivati a tanto".

Eppure il Paese, gli italiani chiedono che l'operazione si fermi. E infatti Rivoluzione Allegra fa il punto sulle manifestazioni di protesta e sui molteplici aspetti incostituzionali che si profilano pesantemente:" Lunedì scorso sono scese in piazza, in tutta Italia, oltre centomila persone, 1 milione il novero di lavoratori che ha aderito allo sciopero indetto dai sindacati di base. Numeri ancora più imponenti si prevedono per lo sciopero e per le mobilitazioni di piazza che prenderanno avvio questo fine settimana, minacciando di mettere in ginocchio il Paese. Da Trieste a Palermo, tutta l'Italia – vaccinata o meno – che ha a cuore la difesa dei diritti e della dignità delle persone e dei lavoratori, è sul piede di guerra: se siamo ormai
arrivati a tanto, è perché non ne possiamo più. Sono 17 mesi che il governo prende decisioni tra le più dure d'Europa, trattando la nostra gente come dei bambini capricciosi. Continuare a sostenere che l'art. 16 della Costituzione "consente limitazioni della libertà di circolazione per ragioni sanitarie", come è scritto nella premessa del d.l. 52 dell'aprile 2021, istitutivo del Green Pass, è una palese menzogna: dal lockdown "totale" al lasciapassare, siamo in presenza di "sospensione" del diritto di circolazione, non già di "limitazione" come è scritto nella Carta Costituzionale. Inoltre, l'art. 16 non consente affatto che queste "limitazioni" possano essere utilizzate per altri fini, come rendere più complesso e costoso, in spregio alle norme costituzionali sull'uguaglianza dei cittadini, il diritto all'istruzione o al lavoro. In particolare le disposizioni sul Green Pass sono uno strumento di pressione finalizzato a incentivare una vaccinazione che, a oggi, non è obbligatoria; così di fatto si stravolge il disposto dell'art. 32, comma 2, della Costituzione, che garantisce il diritto a non prestare il consenso ad un trattamento sanitario a meno che l'obbligo sia previsto da una legge, nonché il senso della legge n. 219/2017 e disposizioni precedenti, anche internazionali, che richiedono, per i trattamenti sanitari, un consenso libero – quindi non viziato da violenza, minaccia o inganno – e informato".

Non è una misura sanitaria ma politica, ribadisce con forza Rivoluzione Allegra nel comunicato:" Queste misure travalicano evidentemente le esigenze sanitarie e hanno alla base una motivazione politica, che discrimina e punisce un intero popolo, oltraggia lo Stato di diritto e trasforma la democrazia liberale in una democrazia totalitaria. A tutto questo, un intero popolo ha deciso di dire di no. E poiché siamo milioni, costituiamo una diga insormontabile, contro la quale il governo sta per andare a sbattere".


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