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Cultura

Il paradiso dei bibliofili

giovedì, 28 marzo 2019, 18:43

di vinicia tesconi

E’ iniziato tutto tre anni fa quando Laura Benedetti, appena nominata bibliotecaria incaricata dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, ha trovato la stanza chiamata Fondo Antico in uno stato di caos totale con accumulo di testi e mobilia varia ed ha proposto al direttore dell’istituto, Luciano Massari, una risistemazione e una catalogazione dei libri contenuti nel Fondo. La proposta è stata accolta con entusiasmo e supporto da Massari e da tutta l’Accademia di Belle Arti e stamani è stato presentato ufficialmente il Fondo Antico della Biblioteca, quasi completamente risistemato. L’incontro di presentazione è stato introdotto dal presidente dell’Accademia, Antonio Passa, che ha ricordato: “ Da quando sono arrivato in Accademia ho condiviso e seguito il percorso di trasformazione del Fondo Antico ed ho apprezzato l’intento di far conoscere il valore di questi volumi, alcuni dei quali rarissimi, non solo a livello locale ma anche nazionale. E’ un privilegio che viene offerto alla città la possibilità di consultarli grazie alla natura pubblica dell’Accademia.”

Molto soddisfatto anche il direttore Massari che ha detto: “Il riordino e la sistemazione nel luogo deputato del Fondo antico è un passo importante per l’Accademia. La catalogazione è stata fatta in base al titolo e al nome dell’autore e sono state fatte anche importanti scoperte all’interno dei volumi che hanno portato alla luce le cosiddette “memorie di appartenenza”. E’ stato fatto anche un lavoro in collaborazione coi carabinieri per ritrovare molti dei libri che sono stati rubati diversi anni fa e molte pubblicazioni sono rientrate andando a completare collane . Inoltre come Accademia siamo presenti alle aste del settore per conoscere più a fondo il mondo dei libri antichi e per dare anche nostri contributi. La sistemazione dei volumi nel Fondo Antico si è estesa anche alla stanza degli uomini illustri dove abbiamo potuto sistemare arredi originali dell’800 ritrovati in Accademia. Questo lavoro di risistemazione arricchirà i percorsi delle visite guidate in Accademia ed anche il valore dei contenuti della sua Biblioteca che, è importante ricordarlo, è pubblica sin dalla sua origine e quindi aperta a tutti coloro che vogliono consultarla. Per valorizzare questa nuova ricchezza organizzeremo giornate dedicate alla presentazione dei libri più rari contenuti nel Fondo Antico e visite guidate soprattutto in collaborazione con le scuole partendo addirittura dalle materne con percorsi studiati apposta in base all’età degli studenti. Tutto il lavoro di restauro è stato fatto internamente e sostenuto dall’Accademia. Al momento abbiamo nove atlanti anatomici su tela di particolare bellezza che sono in fase di restauro. “

“ Accade spesso che alcune sale delle biblioteche finiscano per diventare luoghi in cui si affastellano libri e oggetti vari – ha detto la bibliotecaria Laura Benedetti – fino a sembrare magazzini. Quando ho visto le condizioni del Fondo antico, da conservatrice e restauratrice, ho provato un autentico dolore e ho deciso di far qualcosa per rimettere a posto. Abbiamo avuto l’aiuto di alcuni ragazzi del Servizio Civile e l’intervento delle catalogatrici dell’Associazione Surus di Massa e abbiamo cominciato a ricollocare e catalogare con schede mobili i volumi. Il Fondo Antico è la memoria storica della città di Carrara. La Biblioteca dell’Accademia, aperta nel 1890 per volere del professor Ferdinando Pelliccia, fu la prima biblioteca civica della città. Conteneva, quindi, non solo volumi specializzati sull’arte ma anche libri di ogni genere letterario. Era nata con la volontà di offrire conoscenza a tutti i cittadini, specialmente alle classi meno abbienti e infatti era aperta al pubblico ed aveva orari pomeridiani e serali proprio per permettere l’accesso a chi lavorava durante il giorno. Fu il fulcro della cultura carrarese.”

I dettagli sul lavoro di catalogazione li hanno spiegati Marina Carbone e Federica Frongia dell’associazione Surus: “Abbiamo svolto un lavoro molto accurato che non era mai stato fatto prima sui 12 mila volumi del Fondo Antico, se non in maniera parziale in occasione di alcune tesi. Il nostro lavoro non è ancora ultimato e sarà necessario ancora un altro anno per completare la catalogazione ma alla fine avremo inventariato tutto il patrimonio librario del fondo che contiene anche volumi che risalgono al cinquecento e al seicento, al settecento,i più ricercati dai bibliofili perche’ considerati i libri antichi per eccellenza. In effetti il fondo comprende una gran quantità di volumi posteriori al 1830, anno che delimita l’ambito dei libri antichi, e quindi il termine di “antico” è un po’ forzato ma è giustificato dalla presenza di volumi rarissimi sia a livello italiano sia livello internazionale. Abbiamo cercato di ricostituire i fondi, cioè le donazioni di intere collezioni di libri fatte all’Accademia ed abbiamo usato un tipo di catalogazione molto arricchita che permette di estendere le informazioni non solo al libro ma anche alla sua storia e a quella dei suoi proprietari. Nella scheda,infatti, abbiamo inserito anche tutte le annotazioni e segni distintivi presenti in ogni libro: le indicazioni che dicono a chi è appartenuto, chi lo ha letto, dove è stato. Queste informazioni permettono di riconoscere con certezza l’appartenenza di un volume e permettono anche di farsi un’idea della vita umana dietro ai libri e quindi della storia della città. Solo un quarto di tutti i volumi del Fondo sono classificabili come antichi e di questi, per ora che sia a due terzi del progetto di risistemazione , ce ne sono una quarantina di rarissimi tra i quali vanno ricordate due edizioni dell’Encyclopedie di Diderot e D’Alambert.”

“Abbiamo trovato una Storia Naturale del naturalista e matematico Georges Louis Leclerc conte di Buffon pubblicata a metà del settecento – ha spiegato Federica Frongia – raccolta in 54 volumi dotati di tavole di grande valore. Poi una guida di Roma per turisti del settecento con una piantina della città; ancora un libro che si può considerare l’antesignano dei moderni pop-up nel quale è possibile esaminare tutta l’anatomia di un cavallo sollevando le pagine che raffigurano i vari strati del suo corpo fino allo scheletro. Da ricordare un dizionario mitologico corredato da tavole bellissime e un libro di satira politica che descrive in maniera caricaturale le uniformi dei soldati.”

Le rarità del Fondo Antico dell’Accademia saranno oggetto di due eventi pubblici che verranno organizzati per il maggio dei libri e per il progetto regionale “ Ma dove biblioteca” che si terrà ad ottobre.


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