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Cultura

Successo strepitoso per “Gianni Schicchi” in Accademia: quando Carrara mostra il suo lato migliore

sabato, 8 giugno 2019, 12:29

di vinicia tesconi

Perfetta. L’esecuzione, la messa in scena, la regia, la scenografia. Perfetta la location, l’organizzazione, l’atmosfera. Perfetta, soprattutto l’operazione fondata sulla sinergia di diversi attori che sono riusciti a tirare fuori uno degli aspetti migliori della città: sicuramente il fiore all’occhiello della seconda edizione della White Carrara downtown, la manifestazione all’interno della quale l’evento è stato inserito. Il “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini,  interamente realizzato dentro l’Accademia di Belle Arti di Carrara nell’ambito delle celebrazioni per il 250esimo anniversario della sua fondazione, che ha aperto con la prima di ieri sera, la tre giorni di repliche a beneficio delle moltissime richieste di biglietti giunte in prevendita, ha  incantato, divertito, affascinato il pubblico presente nell’Aula Magna dell’istituto, sapientemente trasformata in un suggestivo palcoscenico a contenere tutti, attori e spettatori sullo stesso piano. Partiamo da lì: gli spazi del salone quadrato settecentesco  dell’Aula Magna , sono stati rimodulati per creare una scena centrale con le sedute per il pubblico distribuite sul perimetro. La scelta logistica ha permesso di liberare il magnifico pavimento in marmo bicromatico del salone, di solito penalizzato dalla presenza delle sedie. In un gioco di geometrie al centro della scena, il letto di morte del ricco Buoso Donati, intorno al quale si avvicendano e si azzuffano tutti i suoi parenti a caccia della sostanziosa eredità: una struttura rettangolare, imponente ed elevata, realizzata  dagli studenti dell’Accademia, il cui effetto ottico è quello di un enorme letto a baldacchino in marmo, al di sotto del quale si protendono, avide, braccia e mani in gesso. Una scena aperta sulle quattro pareti che cattura lo spettatore e lo porta dentro alla rappresentazione.

Perfettamente inseriti nel contesto dell’opera e del luogo i costumi, ricercati nella foggia, nei particolari e  nella gradazione cromatica, frutto di uno studio accurato e preciso realizzato, anche in questo caso,  dagli studenti dell’Accademia.

Perfetti, ancora, i protagonisti: dal grande  baritono carrarese Sergio Bologna, bravissimo Gianni Schicchi, a tutti i giovani talenti selezionati tra i molti arrivati da ogni parte del mondo per prendere parte al progetto: una per tutti, Katherine Colmenares, giovane soprano di origine venezuelana  che, nei panni di Lauretta,  ha fatto tremare i vetri dell’Accademia e i cuori degli ascoltatori quando ha intonato “O mio babbino caro”, l’aria più celebre dell’opera .

Perfetta, è inevitabile ripertersi,  la regia di Daniele Piscopo, ideatore del progetto, cantante e regista lirico, esperto di scenografia che ha voluto dedicare la sua idea per il “Gianni Schicchi” all’Accademia nella quale ha studiato che  ha saputo lavorare su scene praticamente in 3d, con spettatori posti su ogni lato visivo possibile, realizzando una coreografia non danzante di grande effetto e curando la parte recitativa degli attori non meno di quella lirica. Perfetti i suoi più stretti collaboratori: il maestro Sergio Bologna, una carriera di successi internazionali nel mondo della lirica; Marco Gandini regista con esperienze internazionali che è stato il direttore artistico del progetto e ha collaborato con la professoressa  Antonia Ciampi, docente di decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Carrara,  che ha curato  la scenografia e l’allestimento.

L’elenco delle prove da dieci netto è ancora lungo perché alla base del successo c’è sempre una macchina collaborativa che ha trovato la sincronia perfetta: e quindi il merito va distribuito equamente all’associazione degli Amici della lirica A. Mercuriali di Carrara, che sotto la guida del presidente  Carlo Menconi e della grande ed autentica passione per il bel canto di tutti  gli associati,  ha accolto  il progetto investendo in esso molte energie con la determinazione di  voler riportare a Carrara l’allestimento completo di un’opera lirica; alla Imm, organizzatrice di White Carrara Downtown per la quale era presente, ieri sera, il presidente Fabio Felici, al comune di Carrara rappresentato dall’assessore alla cultura Federica Forti e soprattutto all’Accademia di Belle Arti di Carrara, dal direttore Luciano Massari, ringraziato pubblicamente per la disponibilità ad aver sostenuto il progetto, ai moltissimi allievi che hanno collaborato alla messa in scena.

L’ingresso sul white carpet fatto dalla polvere del marmo lavorato sui cavalletti dai giovani scultori  che lavorano all’aperto, fuori dall’Accademia per la settimana della WCD; il fascino abbagliante degli interni dell’Accademia in ogni piccolo scorcio attraversato per arrivare alla sala della rappresentazione; il  connubio perfetto tra antico e moderno che solo l’arte, in ogni sua declinazione può fare, nell’allestimento di un’opera ambientata nel duecento e inquadrata da un obiettivo del duemila: Carrara quando dà il meglio di sé. E’ stata perfetta.

 

 

 

 


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