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Cultura

Uno studio su come facilitare il recupero post-allenamento

mercoledì, 12 giugno 2019, 12:55

Facilitare il recupero post-allenamento è una delle sfide che la medicina sportiva dovrà affrontare nel prossimo futuro. L’area della bocca innervata dal nervo trigemino ha un ruolo importante nella gestione dello stress, stringere i denti  per un minuto aumenta la pressione arteriosa media di 5,5 mm di mercurio, anche “il sorriso a denti stretti” indica stress.

"Il nostro gruppo - dichiara Daniele Tonlorenzi, relatore l'anno scorso al convegno mondiale della medicina del calcio al Camp Nou di Barcellona, quest'anno al convegno mondiale di Wembley e sabato mattina al convegno dell'Associazione Italiana degli allenatori di Calcio -, ha dimostrato che stare a bocca socchiusa o aperta per un certo periodo di tempo fa abbassare pressione e frequenza cardiaca (nell’uomo) ed aumenta in maniera considerevole (30%) la quantità di sangue che arriva al cervello (nel ratto).

Ci siamo posti la domanda: “se i sistemi che allungano la muscolatura del cavo orale (come nello sbadiglio abbassano pressione e la frequenza, sono in grado, anche, di migliorare il recupero dopo la prestazione e migliorare le performance?” I primi studi in tal senso sono stati fatti dal tecnico di posturometria Fabio Ravera e dal dott. Mario D’Angelo per la sua tesi sperimentale di laurea. Atleti di crossfitt hanno cronometrato il tempo di esecuzione dei loro esercizi e solo un gruppo di questi li ha fatti seguire da stretching mandibolare due volte dopo l’allenamento per 10 minuti ogni volta. I soggetti che hanno fatto stretching mandibolare hanno ridotto i tempi di esecuzione degli esercizi del 18% mentre gli altri soggetti che non lo facevano non hanno avuto modifiche.  

Questo studio è stato pubblicato su una importante rivista, Journal of Biotechnology, ed è stato portato al Convegno Mondiale della Medicina del Calcio a Barcellona nel 2018 che si è svolto all’interno dello stadio Camp Nou. L’argomento è piaciuto al punto che sono stato invitato al Convegno Mondiale della medicina del calcio (Isokinetic) quest’anno a Wembley per approfondire insieme con il Prof. Giuseppe Righini, il dott. Massimo Conti di Carrara, la Prof. Giovanna Traina fisiologa all’Università di Perugia e il dr Franco Giovannoni Dirigente di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale di La Spezia. Siccome i dispositivi utilizzati in precedenza sono risultati scomodi, gli atleti hanno smesso di portarli appena finiti gli studi. Abbiamo portato come case report un ciclista senza problemi di masticazione che indossa un particolare tipo di bite due ore dopo la prestazione. La registrazione con lo sfigmomanometro, ha registrato (nel periodo dell’allenamento) una riduzione della frequenza del battito cardiaco alla mattina al risveglio di circa otto battiti al minuto, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente quando non indossava il bite (da 50 a poco più di 40). Rallentare la frequenza cardiaca consente di migliorare la funzione di pompa cardiaca (cuore d’atleta) e di aumentare il tempo che il sangue sta nel polmone per aumentare l’ossigenazione.

Il suo allenatore, Milco Musetti, ha registrato le modifiche evidenziando come alla fine della salita il recupero della normale frequenza cardiaca sia assai più veloce rispetto agli altri atleti, per il Convegno Mondiale della Medicina del Calcio in ottobre 2020 a Lione porteremo una casistica più ampia. Questo tipo di bite è lo stesso che utilizzo nei soggetti con cefalea, dolore al collo e disturbi dell’occlusione dentale".


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