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Cultura

Coppa Italia metodo Pass, Jasmine Lazzoni pronta per spiccare il volo

venerdì, 12 luglio 2019, 12:13

di vinicia tesconi

Canta, balla, recita, tiene la scena. Con la Clacsonbeauty Musical, la scuola di discipline dello spettacolo diretta da Maria Corsini, dall’inizio del 2019 è arrivata ai vertici internazionali: terzi alle Olimpiadi dello spettacolo di Sochi in Russia, primi al campionato del mondo di danza sportiva di Pola in Croazia e proprio pochi giorni fa primi nella categoria compagnie grandi alla finale di Coppa Italia metodo Pass e in ognuna di queste competizione al centro dei riflettori c’è andata lei: Jasmine Lazzoni con la sua voce potente, la sua incredibile presenza scenica e la sua notevole capacità interpretativa. Nella fase regionale della Coppa Italia, dove la Clacsonbeauty si è piazzata ai primi posti in tutte le categorie, l’unica borsa di studio messa in palio dall’organizzazione  dell’evento è stata assegnata proprio a lei e nella finale nazionale di Bologna, una settimana fa è arrivata l’ennesima riconferma per la diciottenne artista carrarese: vincitrice  nella categoria performer individuale donna  semi professionista e vincitrice assoluta della categoria.

Jasmine mi accoglie in casa sua, ad Avenza, dove vive con i genitori e i due amatissimi fratelli più piccoli: un po’ impacciata all’idea di affrontare un’intervista esclusiva in cui si parli solo di lei, tanto da avermi chiesto, quando l’ho contattata di chiamare anche  tutti i ragazzi della Clacsonbeauty. Un po’ assonnata, senza un filo di trucco e soprattutto senza un filo di una più che giustificabile boria per il recente successo conseguito.

Che tipo di competizione è la Coppa Italia metodo Pass?

Esiste da circa quattro anni ed è stata creata dalle scuole di musical. E’ una gara che permette l’accesso agli Europei  di arti performative del metodo Pass che comprende tutte le discipline dello spettacolo dal canto alla danza, alla recitazione fino anche alle arti circensi. Io ho gareggiato nella categoria del performer completo che richiede un’esibizione in una delle discipline del Pass insieme ad almeno il venti per cento di un’altra  o più di due altre discipline artistiche.  La sezione è divisa in tre livelli da amatori, semi professionisti e professionisti ognuna delle quali ulteriormente suddivisa in tre fasce di età.   Io ho portato un pezzo di Frankstein junior nel quale interpreto il personaggio di Frau Blucher  quindi una performance combinata di canto e recitazione. Ho gareggiato nella categoria semiprofessionisti e nella fascia d’età più alta perché essendo nata nel 2000 sono stata compresa negli over 19 anche se non li ho ancora compiuti. Mi sono ritrovata quindi in una categoria con tantissimi partecipanti molti dei quali anche trentenni, con tantissima esperienza in più rispetto a me.

Ti aspettavi di vincere?

No, assolutamente. Sono stata completamente sorpresa dal risultato. Innanzitutto eravamo tantissimi, quindi c’era molta competizione. Dei ventotto iniziali che si sono esibiti, ne sono passati dodici che hanno ottenuto l’accesso agli Europei. Dopo due giorni i dodici finalisti sono stati richiamati sul palco e la giuria ha indicato i primi tre nelle sezioni uomini e le prime tre nella sezione donne che avrebbero dovuto esibirsi di nuovo.  Sono stata chiamata nei tre e già qui ero sconvolta dal risultato tanto che quando mi sono esibita ho anche dimenticato un pezzo di canzone. Ero convinta fosse andata male  ma comunque ero già molto felice perché pensavo di arrivare terza e mi pareva un ottimo piazzamento. E invece alla fine mi hanno proclamato vincitrice sia nella sezione donne sia nella classifica generale finale. Nel video della premiazione infatti si vede la mia faccia stupitissima quando hanno annunciato il vincitore. Quando rivedo quelle immagini mi vengono ancora le lacrime agli occhi. E’ stata un’emozione fortissima.

Dopo la serie di successi che hai riportato in quest’anno, che cosa succederà? Hai capito qual è la tua strada?

L’avevo già capito, in realtà. Sin da piccola ho sentito il fascino dello spettacolo. Ricordo che da piccolissima mi portarono a vedere il musical “ Notre Dame de Paris” ed  ero rimasta a bocca aperta. Fra l’altro durante la finale di Coppa  Italia a Bologna ho conosciuto l’attore che faceva Febo in “Notre Dame de Paris”  ed è stato molto emozionante. Ho cominciato a fare danza da bambina  prima classica poi hip hop. Ho studiato anche canto e  poi ho avuto un periodo di pausa nel quale ho capito che quello che volevo fare era il musical e infine tre anni fa sono arrivata alla  Clacsonbeauty e ho trovato l’ambiente giusto per me. E’ stato come entrare in una dimensione che già mi apparteneva. Sapevo già che quello era il mio posto e l’accoglienza che ho ricevuto me lo ha confermato.  Loro mi hanno notato subito e così sono entrata subito nel meccanismo delle performance.

Quanto allenamento fai con la Clacson?

Circa tre ore ogni giorno, dalle sette alle dieci di sera. Sempre, anche in estate.

Riesci a conciliare la tua vita sociale con l’impegno artistico?

Ammetto che è difficile, sarei ipocrita a dire il contrario. E’ difficile conciliare tutto anche con la scuola. Io ho avuto la maturità quest’anno al liceo delle scienze umane e sono riuscita a suddividere il mio tempo tra studio e allenamento. Ci sono stati alti e bassi però sono riuscita a recuperare ed è andata bene, alla fine.

Adesso che hai preso la maturità, cosa vuoi fare?

Sabato prossimo avrò un’audizione per entrare nell’Accademia Bernstein di Bologna che è una delle più importanti d’Italia. Porterò un monologo tratto dall’Antigone di Sofocle, due canzoni e un balletto. In realtà io sarei già stata accettata  all’Accademia di Roma con una borsa di studio ma in questo ambito è molto importante scegliere bene l’Accademia in cui ci si vuole formare. Sono tutte accademie private e il mondo dello spettacolo è molto complicato.

Hai vinto anche una borsa di studio a Broadway alle regionali di Coppa Italia. Quando pensi di usarla?

Di sicuro non adesso. Ho bisogno di studiare e prepararmi molto più prima di fare quell’esperienza. Ecco perché sto cercando di entrare nell’accademia giusta. Sono tre anni di studio che però sono molto importanti. Per questo non ho neppure intenzione di cominciare a fare provini per spettacoli teatrali. Devo ancora imparare molto prima di fare quelle esperienze.

Il talento e lo studio nel mondo dello spettacolo hanno davvero valore?

Io credo di sì anche se per poter prepararsi ad alti livelli in questo settore ci vogliono molti soldi. Le Accademia sono costose. Per entrare nel mondo del musical poi ci vogliono anche le conoscenze ma la preparazione conta. Sto cercando di  entrare nell’Accademia di Bologna perché è la più importante d’Italia e quando sul curriculum hai scritto che esci da lì hai sicuramente la possibilità di essere presa da qualche parte. Ritengo che a volte succeda che il talento non vada avanti rispetto alla facile notorietà che oggi tanti raggiungono senza aver alcuna specifica capacità, ma in genere il talento, se c’è, non può non venir fuori. Mi ha colpito molto una frase che mi detto  Fioretta Mari  a Coppa Italia: “ Il talento è un fiume che prima o poi sbocca nel mare”. Secondo me oggi il talento è ancor più diffuso cioè sono tanti i giovani che lo hanno e che tentano la strada dello spettacolo. Questo è positivo perché rafforza la competitività di ognuno.”

Canto, recitazione, ballo: quale delle discipline è quella che senti più tua?

Veramente mi piacciono tutte e tre. L’unire queste tre arti insieme mi fa sentire completa. Ovviamente c’è sempre quella in cui sei più bravo e quella in cui devi migliorare.

Come affronti i sacrifici che impone una scelta come la tua?

A me non pesano più di tanto, ad essere sincera. Questo è quello che voglio fare nella vita. Finora con la Clacsonbeauty  è stato facile perché loro sono anche gli amici con cui mi piace stare, sono praticamente la mia seconda famiglia,  quindi tra fare le prove e stare con gli amici, la scelta non si è mai posta. Certo ci sono sacrifici ma comunque ci sono anche le occasioni  di vita sociale. Basta saperle cogliere.

Sogni di diventare una star nel mondo dello spettacolo? A quali modelli o idoli ti sei ispirata?

Diventare una star è una cosa che non decide tu, la decide chi ti guarda. O anche  i produttori e una serie di perone che non sei tu. Certo mi piacerebbe diventare una star ma non è a questo che penso. Quello che so è che voglio lavorare in questo ambiente, cioè nel musical. Le arti sono tante ma la figura del performer, cioè colui che fa musical è completo e  le comprende quasi tutte. Una volta che sei diventato un attore, un ballerino e un cantante poi puoi fare qualsiasi cosa. Per quanto riguarda gli idoli devo dire che non ne ho. Ci sono musical che adoro, come Notre Dame de Paris, che la Clacsonbeauty ha fatto ma quando ancora io non ero entrata da loro. Ci sono anche cantanti e attori che mi piacciono ma non c’è nessuno che sia un vero punto di riferimento per me. Con l’Accademia della Clacsonbeauty ho potuto conoscere gli artisti più importanti del musical come Lena Biolcati,  Andrea  Virzì, Silvia di Stefano e  Stefano Bontempi che sono dei veri pilastri  del settore e con i quali è bellissimo lavorare.

Hai interpretato la Donna barbuta in  The greatest Showman: una scelta coraggiosa e non facile  anche dal punto di vista estetico sia per un’attrice sia per una ragazza della tua età. Cosa hai pensato quando te l’hanno proposta?

E’  il mio. E’ la mia parte. Sempre nel musical mi affascina e mi fa sentire bene potermi scoprire in maniera diversa in ogni personaggio perché se entri completamente in un personaggio, questo ti rimane un po’ nella tua quotidianità. Il personaggio della donna barbuta si avvicina molto a me: io sono molto freak, sono molto donna barbuta nella vita reale. Mettermi nei panni di lei mi ha aiutato a dare un messaggio ancora più forte a certi stereotipi fondamentali per la mia generazione: quella non era lei, ero io. Nella mia quotidianità sono così. Non ho paura di indossare una barba, non ho paura di dire la verità, non ho paura di essere grassa, perché sono vera. Questo mi sono portata dietro dalla donna barbuta: la verità e il coraggio con cui affronta le ingiustizie che le riserva la via. Sono stata molto felice di interpretarla.

Hai mai incontrato nella tua vita qualcuno che abbia cercato di sminuirti?

Tutti nella vita incontriamo persone che cercano di sminuirci. Anzi, i primi a farlo, spesso siamo noi stessi. Sì ne ho incontrate di persone così, ma in realtà ero io che volevo sminuirmi. Gli altri, alla fine, non sono così importanti. Se sei convinto di saper fare qualcosa nella tua vita, non ha importanza  quello che ti dicono gli altri. Quando ho creduto a chi  mi diceva di non valere nulla era perché in quel momento lo pensavo io di me stessa,  ma poi sono arrivata a capire che il problema ero io.

Sai che per proseguire il tuo percorso nel mondo del musical adesso dovrai lasciare la tua casa, la tua famiglia, la tua città e la Clacsonbeauty…

Sarà durissima. Lasciare la Clacson così come lasciare la mia famiglia e mio fratello e mia sorella, che sono ancora piccoli e a cui sono legatissima, sono le cose che mi fanno più paura. Sarà un distacco difficile ma ne sono consapevole e per questo spero di poterlo affrontarlo nel modo migliore.


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