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Cultura

I colori dell’Africa e i tagli occidentali: fanno centro i modelli dello stilista Bakary Oullarè

lunedì, 9 settembre 2019, 09:20

di vinicia tesconi

Moda donna, uomo e bambino: non manca nulla  alla creatività di Bakary Oullarè, trentaseienne stilista originario della Costa d’Avorio che ieri sera ha presentato la sua prima collezione italiana nell’evento Oullarè Fashion Africa organizzato dalle associazioni Casa Betania e Migrantes. La sfilata, inserita negli eventi collaterali di Con-vivere, avrebbe dovuto tenersi in Piazza delle Erbe a Carrara ed invece  è stata spostata nel salone della parrocchia della Santissima Annunziata di Marina di Carrara a causa   dell’allerta meteo presente sulla città, ma il cambio di location non ha penalizzato l’evento che ha avuto una larga partecipazione di spettatori. Ad aprire l’evento è stata la performance di Jasmine Lazzoni, giovane promessa del musical, formata alla Clacsonbeauty,  nota e premiata scuola di arti performative  di Carrara, che ha interpretato con la sua voce possente :The circle of life, la canzone più celebre della colonna sonora del Re leone.

Stella Volpi ha introdotto la sfilata e raccontato la storia di Bakary Oullarè, che è uno dei richiedenti asilo seguito da Casa Betania: “ Bakary è arrivato in Italia nel 2016 – ha detto la Volpi – a seguito di conflitti etnici che lo hanno costretto a lasciare il suo paese e il suo lavoro. Era, infatti, uno stilista già affermato in Costa d’Avorio,  al quale si rivolgevano le ragazze che volevano partecipare al concorso di Miss Africa.  Come lui stesso racconta ha imparato prima a cucire e poi a leggere perché, appartenendo a una famiglia povera, sin da bambino venne mandato ad imparare il mestiere di sarto.”. Stella Volpi ha  poi ricordato la mission di Casa Betania che ha portato l’associazione a sostenere il progetto della sfilata: “ L’integrazione passa anche da abiti da indossare per arrivare a restituire la dignità  a chi ha dovuto lasciare  la propria terra. Un proverbio africano dice: <Mille passi cominciano sempre con uno>. Questo è un primo passo che Casa Betania ha voluto fare per aiutare Bakary a riprendere il suo percorso.”.

E poi finalmente, sul red carpet della passerella centrale, hanno cominciato a sfilare i modelli accolti con calorosi applausi dal pubblico presente. Cotoni fiorati, geometrie optical , inserti in pizzo macramè  e in paillettes, con accostamenti di colore audaci, dal forte richiamo africano, perfettamente combinati in linee tipicamente occidentali:  tailleur pantalone, tubini aderenti con sopra gonne  a coda removibili, abiti lunghi  con ampi spacchi, combinati top e gonna lunga per la moda femminile; tuniche tre quarti su pantalone  slim fit  realizzati con inserti di tessuti diversi per la moda uomo e bambino; abitini con gonna a ruota e  sopra gonna in tulle per le bambine.

Scelte stilistiche non banali e  di sicuro interesse: gli abiti disegnati e realizzati da Bakary Oullarè hanno convinto e divertito, riscuotendo moltissimi applausi.

A portare in passerella le creazioni dello stilista ivoriano sono stati i volontari di Casa Betania ed alcuni ospiti delle strutture di accoglienza: tutti indossatori alla loro prima esperienza che, tuttavia, hanno saputo valorizzare al meglio gli abiti che gli erano stati assegnati.

Emozionatissimo, alla fine, è uscito Oullarè. Intervistato da Stella Volpi, ha spiegato: “ Sono molto contento di questa serata e voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato a realizzare la sfilata. Avevo perso tutto e poi la vita mi ha portato qui in Italia e Casa Betania mi ha dato l’opportunità di potermi esprimere e di vedere ancora vita davanti a me. Ho voluto combinare le stoffe africane con quelle europee perché  vorrei che si potessero indossare in tutto il mondo abiti che siano africani e occidentali allo stesso tempo.”. Oullarè ha ricevuto i complimento di Fabrizio Spinetti e Laura Danesi, che sono i suoi insegnanti al corso di cucito organizzato dal Cna che lo stilista ha deciso di frequentare per specializzarsi sempre di più, i quali lo hanno definito un allievo speciale, molto più abile e  preparato di tutti gli altri. Sul red carpet è salita anche Yvonne Tonarelli, in rappresentanza dell’Associazione Migrantes che ha dato a Oullarè la notizia  che a breve una troupe di Rai Uno  verrà a Carrara per intervistarlo. Infine Sara Vatteroni di Casa Betania  ha concluso: “ Quando ho conosciuto Bakary sono rimasta molto colpita dal fatto che lui dicesse di essere venuto qui per imparare ma soprattutto  per dare ciò che sapeva fare.”.

Il primo di quei mille passi che riporteranno Bakary Oullarè a lavorare nel mondo della moda è stato compiuto.


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