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Cultura

Emozionante e sentita prima per "Il peccato" di Andrei Konchalovsky al Garibaldi

sabato, 30 novembre 2019, 09:22

di donatella beneventi

Tutto esaurito per la prima proiezione del film sulla storia di Michelangelo, diretto dal regista russo Andrei Konchalowski " Il Peccato", una produzione internazionale, che vede anche Rai Cinema e per la distribuzione 01 Distribution e Sony Pictures Russia: un film già presentato al festival del cinema di Roma, del Cairo e al Russia Italia Film Festival e in via di essere portato ad altri appuntamenti internazionaliTantissimi carrarini hanno affollato la sala del cinema, e si respirava un'atmosfera speciale, perchè sullo schermo sarebbe stata anche raccontata uno spaccato della vita dei cavatori e il loro lavoro, fatto di passione, lacrime, sangue e grande conoscenza delle montagne, uno scenario mozzafiato, ancor più suggestivo visto dalla platea.

Prima della proiezione, il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale e l'assessore alla cultura Federica Forti, visibilmente emozionati, hanno dato il benvenuto e ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del film, una grande opportunità per il territorio: il regista, Konchalowski, presente per l'occasione, parlando in italiano, ha speso parole di grande affetto per la città e per i cavatori, co protagonisti nel film e scherzando un pò sui carrarini " Dal carattere difficile" e questa caratteristica tuttavia è stata determinante per la riuscita dell'opera. A lui è stata donata una targa con il ringraziamento della città di Carrara e un boato di applausi ha avvolto lui, parte del cast presente e soprattutto loro, i cavatori, attori non professionisti accolti come star.

In sala, presenti numerose personalità come Il sindaco di Massa Francesco Persiani, Giovanna Bernardini, ex assessore alla cultura di Carrara e il console generale di Russia a Genova Marat Pavlov.Per quanto riguarda direttamente il film, va detto che ha generato, sentimenti e sensazioni molto contrastanti: va riconosciuta un'ottima ricostruzione storica, con un eccezionale Alberto Testone, presente in sala, nei panni del grande artista, veramente somigliante e che ha perfettamente incarnato l'animo tormentato di Michelangelo. D'altronde, il sottotitolo del film è "il furore di Michelangelo" ed è esattamente questo il punto centrale di tutta la storia; ci troviamo di fronte ad un dramma psicologico, con una personalità, quella di Michelangelo, che rasenta la malattia mentale, ossessionato dal denaro, con le allucinazioni, con una condotta di vita portata agli estremi, che non si fa molti problemi a tradire gli amici e committenti per ottenere vanataggi personali, conscio del suo genio, ma mai soddisfatto. Intorno a lui, gravitano i grandi personaggi dell'epoca, da papa Giulio II , a Leone XX per arrivare al marchese Malaspina, interpretato da un grandissimo Orso Maria Guerrini.

Il popolo dei cavatori, viene reso in tutta la loro genuinità: il richiamo al cinema neorealista di Rossellini e a Pasolini, è piuttosto evidente, e il loro ruolo è tutt'altro che decorativo, ma da grandi protagonisti della storia: e se alla popolazione locale, certo è piaciuto il ricorso al dialetto massese e carrarino, viene da pensare se in un ambito internazionale, questo aspetto possa essere gradito o meno, vista l'incomprensibilità delle espressioni adoperate, con dialoghi che spesso ricorrono anche ad un lessico volgare e volutamente popolaresco.
Si può dire che è un film che lascia poco spazio al sogno, ma che racconta con crudezza la storia di un uomo che ha segnato la storia dell'arte e che ha saputo utlizzare il marmo come pochi, rendendolo vivo e plastico.

La scenografia vede passaggi fra Roma, Firenze e l'alta Toscana, non solo Carrara, ma anche e soprattutto le cave Henraux del monte Altissimo a Serravezza, di grande fascino e bellezza.
L'insieme è quello di un film colto e un po cerebrale, ma ciò che conta, e che tutti aspicano, è che Carrara possa avere altre opportunità in futuro come questa, conseguenza della visibilità che l'opera potrebbe portare con se, facendo conoscere non solo la rudezza e la passione del lavoro in cava, ma anche la finezza e il gusto straordinario di tanti artisti che negli anni fino ad oggi, hanno lavorato nei tanti laboratori artistici del territorio, negli straordinari palazzi storici e nella possente bellezza della Cattedrale.


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