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Cultura

Flamingo Art Gallery: a Carrara la nuova galleria d’arte di Paola Galeotti

giovedì, 16 gennaio 2020, 11:08

di vinicia tesconi

Ha aperto da pochi giorni in via Don Minzoni, a Carrara, la nuova galleria  Flamingo Art Gallery: appena ai limiti della periferia del centro, per quanto le piccole dimensioni della città uniscano in un continuum le due aree tanto da farne un unico centro che, per i problemi di degrado e desertificazione abitativa e commerciale, assomiglia sempre di più ad un’unica periferia. Scelta, quindi coraggiosa, quella di Paola Galeotti, appassionata d’arte che ha spiegato le motivazioni della location e gli interessi della sua galleria: “Ho scelto di chiamarla Flamingo perchè il fenicottero è un animale solare estivo che considero il mio spirito guida: un animale che sa stare in equilibrio su una zampa e che mi ricorda la mia continua ricerca di un equilibrio con me stessa e con il mondo.

La location è in una zona di passaggio defilata rispetto al passeggio classico della città, ma per me è  il luogo giusto per una galleria, sotto i portici di un palazzo, in centro città ma periferico . Mi ha fatto pensare  alle gallerie inserite dei grandi mercanti e galleristi di metropoli e grandi città  italiane e straniere. D’altra parte anche Carrara ormai è periferica al mondo, per questo la mia sfida a investire proprio qui! Per gli interni  ho scelto un arredo minimalista, neutro ed industriale con grate rugginose, tubi a vista e bidoni in latta come basi espositive.  E’ una cornice che può risultare adatta ad ogni stile artistico e soprattutto è divertente perché vorrei che fosse il divertimento la prima ed assoluta spinta che farà  funzionare la galleria. Il mio stesso impegno come gallerista nasce infatti con lo spirito del gioco e non con la modalità stressante del lavoro. Ho aperto la galleria perché voglio divertirmi e stare bene.”

La Flamingo Art Gallery ha, quindi, un programma molto varia che spazierà da mostre collettive e personali a presentazioni di prodotti tecnologici, enogastronomici e culturali. “La struttura portante della galleria sarà la formazione di un gruppo di artisti che promuoverò e sponsorizzerò anche al di fuori della galleria stessa, attraverso mostre e fiere in location importanti – ha spiegato Paola Galeotti - Userò il portfoglio  di architetti londinesi e israeliani costruito nei  molti anni della mia professione di     . Inoltre  ho avviato collaborazioni con gallerie italiane e straniere: in questa prima mostra, infatti, avrò la collaborazione di Sabina Melesi. Ad aprile porterò il gruppo di artisti della galleria al Fuori Salone di Milano. Ovviamente, poi ci saranno anche mostre su artisti famosi e storicizzati.”

Al momento la Flaminfo Art Gallery ospita la mostra “Crossing and jamming: l’ attraversare per incontrarsi” “ Si tratta di una  jam session – ha spiegato la Galeotti -  in cui  gli artisti presenti, eclettici e diversissimi fra loro,”attraversano” (crossing), con le loro opere, stili e temi contrapposti, dissonanti, per incontrarsi tutti ritmicamente insieme, sull’ incrocio dell’istinto e della sensualità, che non si esaurisce nella semplice raffigurazione di ciò che vediamo rappresentato da una scultura o in un’immagine su tela , sia essa di derivazione pop: Espi, Aurelè,Cella, o dada: Jacopin o concettuale: Marchetti, Pelosini, Raynaude, Malware, Pasqua o  figurativa:Bonnefoit, Ambrosini, Zatta.  E’ da una lettura più profonda che emerge il senso intimistico del significato che esprimono, si percepisce il pulsare del cuore dell’artista, la sua interiorità; riflettendo così anche l’anima di chi sta contemplando l’opera in quel momento. Tutti i dodici artisti, partono dalla materialità del mondo:  un indiano d’America, una pantera, un metro per sarto, una lavagna, pinocchio, un teschio, una sub galleggiante nell’aria, un pezzo di latta da riciclare, delle manette da sexy shop, un vaso di fiori da riempire, un cane abbandonato o una stessa donna abbandonata su un divano, facendo un’azione di “crossing”, di attraversamento di questa stessa materialità, ma tutti come in un’orchestra ben diretta, si incontrano (jamming) in un “suono” etereo, fatto di emozione e distaccato dalla materia stessa rappresentata. Non a caso non ho parlato di collettiva di artisti vari ma di una Jam session artistica:  artisti di tutti i livelli sia per notorietà che anzianità, si sono riuniti nella mia galleria privata, per scambiare idee emesse dalle loro opere come fossero suoni musicali, senza che esse siano preordinate, ma improvvisate su temi conosciuti. Un concerto di quadri e sculture che mi auguro intrattengano piacevolmente lo spettatore.”.

Ecco i nomi degli artisti presenti alla Flamingo Art Gallery per la mostra  “ Crossing and jamming”: Makawee: L’indiano e il derviscio (tempera su legno); Gianni Cella :Pinocchio (resina); Gianni Cella :Omaggio a Boetti( resina); Paolo  Pelosini Squalo (latta riciclata); Mimmo  Jacopino Made in italy black (tecnica mista su tela); Mimmo  jacopino Metri per sarti ( tecnica mista su tela); Robot City Bidoni (marmo e onice); Robot City Labbra (marmo); Jak  Espi Pinky love ( onice); Jak  Espi Apple ( resina dipinta); Auréle Lost dog (marmo statuario); Jean-Pierre Raynaud Vase ( marmo carrara); Daniela Marchetti Numero di caduti (tecnica mista su lavagna);  Daniela Marchetti Cupido a riposo (olio su tela); Alain Bonnefoit Donna pop (acciaio);  Alain Bonnefoit Donna nuda  (olio su tela); Consuelo  Zatta  Sub (carta acciaio colore);Consuelo  Zatta Bagnante con salvagente (carta); Marco Ambrosini Condom (marmo statuario); Marco Ambrosini Manette (marmo nero belgio);  Philippe  Pasqua Posacenere-teschio (marmo e onice).


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