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Cultura

La fotografa Cristina Maioglio tra i finalisti del contest di "Wiki Loves Monuments"

martedì, 20 ottobre 2020, 09:53

di vinicia tesconi

“Una foto non scattata è un ricordo che non c’è”: con questa frase e con uno dei suoi soliti mirabili scatti dedicati a Carrara, la “nostra” Cristina Maioglio, fotografa della Gazzetta di Massa Carrara, è stata inserita tra i finalisti del contest WikiLovesMonuments, il più grande e importante concorso fotografico internazionale dedicato ai monumenti. 

Il WLM nacque nel 2010 ad opera di Wikimedia Netherlands e fu circoscritta solo ai monumenti dell’Olanda. Già la prima edizione fece registrare un numero notevole di immagini inviate:  ben 12500 che vennero poi surclassate dal numero impressionante delle foto partecipanti alle edizioni successive estese anche agli altri paesi.   Nel 2011 il WLM è entrato nel Guiness dei primati  come il più grande concorso fotografico del mondo con 168.208 immagini e più di cinquemila partecipanti. Record battuto nel 2014 con oltre un milione di foto provenienti da 37 paesi del mondo, mentre il record dei paesi partecipanti è stato battuto nel 2013 quando sono stati 53. Il concorso che ha lo scopo di raccogliere immagini del patrimonio culturale mondiale,si svolge ogni anno nel mese di settembre. I partecipanti devono fotografare uno dei monumenti o siti presenti nelle liste individuate dall'organizzazione del concorso, che sono compilate utilizzando fonti governative nazionale o di altri enti. Per partecipare è necessario caricare la fotografia del monumento su Wikimedia Commons con una licenza libera. Ogni fotografia partecipa ad una delle edizioni nazionali del concorso in base al monumento ritratto, ossia le fotografie partecipano al concorso del paese che comprende il monumento nelle sue liste.  Dal 2011 ogni concorso nazionale  seleziona dieci foto vincitrici che parteciperanno di diritto  alla fase internazionale dalla quale vengono scelte dieci fotografie vincitrici.

Tra le dieci foto italiane di quest’anno c’è, dunque, quella di Cristina Maioglio a cui WikiLoves Monument ha dedicato questa pagina che è anche un grande omaggio alla bellezza e alla storia di Carrara:  “ Una foto non scattata è un ricordo che non c’è e noi di WikiMedia non possiamo che essere d’accordo con lei. Ed è chiaro che si tratta di una persona appassionata del suo territorio, con una instancabile volontà di cogliere ogni dettaglio dei paesaggi che la circondano e di raccontare, narrare ed emozionare. Una delle foto che ha voluto condividere con noi, mostra una delle più suggestive fontane di marmo bianco della città dove risiede: Carrara, città toscana arroccata ai piedi delle Alpi Apuane.

Una fontana legata a un momento particolare della città, l’arrivo del colera nel 1884. L’esercito stringe cordoni sanitari attorno alle località colpite, ma il morbo si estende rapidamente in Liguria. In un mese arriva a Carrara, poi a La Spezia, Genova, Bergamo, Parma, Veneto.  E nei primi mesi del 1884 ci si dedica all’approfondimento di una serie di questioni igenico-sanitarie legate, in particolare, alle quasi inesistenti reti fognarie della città. “I pubblici lavatoi – si legge negli scritti di Leandro Caselli, l’allora ingegnere capo dell’Ufficio Tecnico del Comune di Carrara – sono indispensabili per agevolare la nettezza generale e per togliere lo sconcio e gli inconvenienti che attualmente si verificano pel fatto che le lavandaie o le donne di casa si recano a lavare i panni in mezzo all’abitato e lungo i canali irrigatori, il cui regime ne soffre”.

La fontana del Boccalone si rivela uno dei punti strategici e difatti, viene aggiunto dietro un lavatoio, perché le “done” (donne) possano risciacquare il loro bucato giornaliero e stenderlo nell’aia retrostante.  Questa fontana, detta in dialetto “mascròn” (“mascherone”) è la fontana del Boccalone e raffigura un uomo dalla bocca larga. La leggenda vuole che un anonimo, spaventato dall’aspetto minaccioso della fontana, l’abbia regalata al comune di Carrara.”.

Un magnifico riconoscimento alla città e un grande motivo di orgoglio per la redazione della Gazzetta di Massa Carrara: brava Cri!


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