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Cultura

I maestri del '700 al Carmi: Carrara riparte con l'arte

venerdì, 11 giugno 2021, 21:03

di donatella beneventi

Più di cinquanta dipinti di artisti italiani e internazionali, che raccontano i generi artistici della pittura nel settecento, negli anni in cui visse Giovanni Antonio Cybei, primo direttore dell'Accademia di Belle Arti di Carrara: questa è "Goya, Boucher, Ricci Batoni e i maestri del '700 nelle città del Cybei", che ha aperto i battenti al Museo Carmi, nella splendida Villa Fabbricotti alla Padula, sotto la direzione di Marco Ciampolini.

La mostra, che sarà aperta dal 11 giugno al 10 ottobre, segna la ripartenza del mondo dell'arte e della cultura in città, dopo la lunga pausa per la pandemia , non solo, ma anche la prima mostra che "osa" proporre opere di respiro più ampio rispetto a esposizioni passate, in cui predominante era l'elemento locale.

Una mostra di pittura che accompagna , a corollario e completamento, la scultura di Cybei, che sarà presente nella mostra a lui dedicata " Giovanni Cybei e il suo tempo", curata da Gerardo De Simone: entrambi gli eventi sanciscono le celebrazioni per i 250 anni dell'Accademia di Belle Arti, la più antica d'Italia.

Il percorso museale, si snoda in due sale al piano terra e offrono una panoramica sui generi pittorici in voga dalla metà del '700 agli albori del 1800, periodo di transizione, dal punto di vista artistico: è il periodo del rococò, evoluzione del barocco, dai colori più tenui,più ingenuo, forse più frivolo ma che indica comunque la fine di un'epoca, sancita irrimediabilmente dalla rivoluzione francese e dall'avvento di Napoleone Bonaparte. Gli artisti presenti nella mostra, si muovevano fra il Ducato di Modena , di cui faceva parte il Principato di Carrara e il resto d'Italia da Roma a Torino. da Pisa a Napoli, che sono state anche le città frequentate dallo scultore. Si va dalla pittura a tema religioso , come la Sacra Famiglia di Pompeo Batoni e due importanti tele di Giovanni Battista Tempesti- Lot e le sue figlie e San Ranieri in preghiera, quest'ultima notevole per le sapienti cromie e il grafismo che potrebbe essere assimilabile ad un'opera più vicina al nostro tempo. La moda del periodo era anche quella di riprodurre vedute di rovine romane e dell'epoca classica, complici le ricerche archeologiche compiute in quel tempo ad opera di Winckelmann: ed ecco la stupefacente tela di Giovanni Paolo Pannini e il suo capriccio di rovine romane. Fra i pittori internazionali, spicca il parigino Francois Boucher, con i suoi paesaggi arcadici e due preziosi autoritratti di Francisco Goya, eseguiti in due periodi diversi della sua vita e messi a confronto, uno accanto all'altro.

Altrettanto significativa la parte ritrattistica, che offre anche spunti di osservazione per esempio, per quello che riguarda i vestiti e i tessuti di moda nell'epoca, nonchè la bellissima natura morta di Carlo Magini, che brilla del rame della brocca, della luce della ceramica all'italiana e della carnosità della frutta ritratta. Tutte opere che accompagnano il clima culturale in cui operò Cybei presso le grandi corti europee.

Una mostra gradevole e accessibile, che porta alla ribalta un periodo artistico poco conosciuto ai più, ma molto apprezzato dagli estimatori e che vale la pena di essere rivalutato: estremamente soddisfatti sia il curatore Marco Ciampolini, che l'assessore alla cultura Federica Forti, che hanno sottolineato l'importanza della mostra nel suo valore artistico e nel suo significato sociale, per la riapertura degli spazi espositivi della città.

Per ragioni di sicurezza, le visite sono su prenotazione dal martedì alla domenica 9.30-12.30; 17.00- 20.00. Per info contattare 3351047450 o inviare una email a museo.carmi@comune.carrara.ms.it


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