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Economia

Apuana Corporate, il sogno geniale di Claudio Morelli vince il premio Premio Sustainable Stone Best Innovation 2016

sabato, 21 maggio 2016, 21:14

di vinicia tesconi

"A noi di Apuana Corporate l'attuale sistema economico non piace, siamo qua per cambiare le regole del gioco. Lo slogan del giorno è: I sogni non sono in vendita!”. Claudio Morelli ha aperto così i suoi cinque minuti di intervento nello Start up Elevetor Pitch, la presentazione cronometrata dei progetti in concorso da parte delle otto Startup partecipanti,  attraverso  il quale è stato  assegnato  il premio  “Sustainable Stone – Best Innovation 2016”, premio del valore di 1.500 euro istituito grazie al supporto della Regione Toscana, per la startup più innovativa e ecosostenibile della STARTUP ARENA di CarraraMarmotec 2016. Da incosciente, sognatore o semplicemente da pazzo come lui stesso si definisce. Ma, ancora una volta, la sua follia visionaria ha avuto ragione ed ha sbaragliato la concorrenza costituita da CATALYST Srl Firenze, Ark3p design​, Apuana Corporate, AReA_Caviasca, Recycled stones, MUSIVE™, Be-different srls, Best One S.rl. Unip.

La giuria internazionale era composta da Perla Gianni Falvo, Presidente di ADI Toscana (Associazione per il Disegno Industriale), David Castellucci Presidente MIA+BSI (Marble Insititure of America + Building Stone Institute) e presieduta dal Sottosegretario di Stato alla Giustizia Cosimo Maria Ferri e puntava ad individuare nei progetti presentati l’utilità dell’innovazione nel favorire la transizione del settore lapideo verso un’economia circolare, la radicalità dell’innovazione e l’ impatto sociale. Il premio conferito a Morelli è stato accompagnato dalla seguente motivazione: La Commissione ha valorizzato l’idea di un modello organizzativo finalizzato a creare rete fra diversi soggetti e che guarda allo sviluppo ed al coinvolgimento di tutte le maestranze. E’ piaciuta l’idea di dare voce e un progetto comune, con una ricaduta ampia sull’economia e sulla valorizzazione del territorio quindi mercato a tutti, anche a chi non ha mezzi di comunicazione e non ha competenze specifiche per valorizzare ciò che produce. Si valorizza così il know-how di ciascuno evitando che vada disperso,  creando sinergie e condividendo.” 

Il “ pazzo” Claudio Morelli esulta e quasi non ci crede: “Poco prima di salire sul palco per iniziare la mia presentazione ho scambiato due chiacchiere con un designer inglese, rappresentante di una mentalità che è razionalità allo stato puro cioè la condizione più distante che si possa immaginare dalla creatività italica, il quale mi ha detto: "Benvenuto, ti nomino membro ad honorem del club degli innocenti". Forse mi stava solo prendendo in giro o forse no ma probabilmente mi ha portato fortuna! Sono felice di aver vinto soprattutto perché siamo riusciti a creare un gruppo. Abbiamo vinto solo perchè avevamo già vinto prima di vincere: l'ultima settimana è stata massacrante. A cinque giorni dall’inizio della fiera non avevamo ancora niente di pronto, tantomeno di funzionante,  ma poi la sinergia che sta alla base del modello Apuana Corporate ha funzionato alla perfezione e siamo arrivati in tempo sotto tutti gli aspetti, vincendo anche sugli imprevisti sgradevoli come la rottura di un tavolo da esporre proprio a ridosso dell’inaugurazione di Marmotec.”

Claudio Morelli non è nuovo a premiazioni che riconoscono la genialità con la quale ha reinventato la sua attività di piccolo artigiano del marmo con la produzione di pregiatissime stampe fotografiche su marmo grazie alla macchina che stampa ad acqua da lui stesso brevettata. Alcune sue produzioni sono attualmente esposte all’interno della mostra fotografica Magnolia Metaporphosis di Regine Corngold, ospitata nei locali della Tekè Gallery di Carrara. Ma la sua creatura più innovativa è il progetto che gli è valso quest’ultimo riconoscimento: “La fabbrica diffusa”, l’idea di un nuova strada dalle infinite possibilità di declinazione, che valorizzi e preservi realmente il valore delle piccole e preziose realtà artigianali portandole a competere da pari con i giganti della produzione industriale: “Il principio che sta alla base della fabbrica diffusa - spiega Morelli - e che mettiamo in atto noi di Apuana Corporate, è quello della valorizzazione delle competenze che ha come obiettivo la qualità del prodotto e non il prezzo. Il processo di creazione di questo tipo virtuoso di sinergia avviene con la disintegrazione verticale della struttura aziendale e la sua ricomposizione con modalità simbiotica sul territorio. In pratica ognuno fa ciò che sa fare meglio nell’ambito delle varie fasi di creazione di un prodotto ed ogni settore distribuisce poi le sue competenze su tutti i membri del gruppo. Ad esempio, all’interno della fabbrica diffusa ci sono ditte che si occupano solo dell’amministrazione o solo del marketing strategico per conto di tutti gli altri ed in riferimento al prodotto finale che nasce dalla somma delle varie abilità. Una collaborazione di questo tipo permette poi una distribuzione a grandi livelli che mantiene intatto il pregio della lavorazione locale e artigianale ma che accede di pari diritto ai circuiti della produzione delle grandi aziende. I rapporti, inoltre, all’interno del gruppo sono assolutamente fluidi e non vincolati da contratti o penali. Se qualcuno decide di continuare il suo percorso singolarmente può farlo in ogni momento.”

 

 

 

 


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