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Economia

I misteri del(l’ufficio) marmo

mercoledì, 19 aprile 2017, 16:35

di vinicia tesconi

Il dirigente del settore marmo Criscuolo accetta la fidejussione di una compagnia bulgara di assicurazione che è in documentato deficit patrimoniale

Perché? Difficile scervellarsi per trovare una spiegazione logica.

Per quale motivo il dirigente dell’ufficio marmo del comune di Carrara, Antonino Criscuolo, ha deciso di dare fiducia ad una compagnia assicurativa bulgara fortemente sconsigliata dall’Autorità di Vigilanza bulgara – Financial Supervision Commission (FSC) ? Qual è  o di chi è, l’interesse che sta proteggendo?

Ecco i fatti: il 30 giugno 2016 l’Autorità di Vigilanza Bulgara effettua una verifica sulla stabilità finanziaria  della compagnia di assicurazioni Insurance Company Nadejda AD che è impresa bulgara abilitata ad operare in Italia in regime di libera prestazione di servizi anche nel ramo 15, cioè quello delle cauzioni. I dati emersi da tale verifica vengono resi noti il 3 febbraio 2017  e il responso è che la compagnia in questione è in stato di deficit patrimoniale. Come da prassi, in questi casi, l’’Autorità di Vigilanza ha richiesto l’adozione di misure di risanamento ed ha  invitato gli organi di stampa a dare il massimo risalto al caso oltre ad aver fornito tutta una serie di riferimenti affinchè i clienti della Nadejda AD possano avere tutte le informazioni necessarie per prendere provvedimenti.

Il 14 aprile 2017, cioè cinque giorni fa, il dirigente Criscuolo ha firmato la determinazione numero 28 con la quale ha approvato il piano di dilazione della ditta C.M.V. Marmi s.r.l. che ha sede a Milano in Piazza 4 Novembre e che nell’aprile 2013 è subentrata alla ditta “La Fiordichiara Srl” nell’esercizio della cava n.76 “Fiordichiara B”, facendosi carico nei confronti del Comune di tutti i passivi residui lasciati dalla precedente gestione che ammontano a circa 800000 euro – fatture non corrisposte dal 2005 al 2013 -  e che come garanzia di copertura hanno la fidejussione assicurativa n.1715003070000180 emessa dalla Compagnia di Assicurazioni “INSURANCE COMPANY NADEJDA AD sottoscritta dalla ditta C.M.V.Marmi srl a garanzia del pagamento dell’importo dovuto risultante dal piano di dilazione predisposto.

Il caso della  C.M. V. Marmi non è nuovo all’amministrazione comunale di Carrara. Un anno dopo essere subentrata alla Fiordichiara srl, anche la C.M.V., come già accaduto a chi l’aveva preceduta, finì sull’elenco delle cave morose e fu oggetto dell’aperture di un iter di caducazione – la procedura normalmente obbligatoria per chi non paga i canoni di concessione. Venne tuttavia “perdonata” dal comune già nel 2015 perché provvide a pagare il debito relativo alla sua parte di gestione della cava mentre il debito ereditato dal concessionario precedente, cioè quello per il quale aveva garantito l’impegno al saldo al fine di poter ottenere la concessione a lavorare la cava numero 76, restava ancora inevaso.

E per rinfrescare la memoria all’ufficio marmo c’è stata anche un’interpellanza della consigliera Claudia Bienaimè datata 27 febbraio 2017  che aveva già posto l’attenzione su alcune incongruenze  relative ai procedimenti di decadenza  della concessione di agri marmiferi. Faceva notare Bienaimè: “Le date sono importanti : l’istanza  è stata presentata in data 12 gennaio 2017 dalla CMV Marmi che chiede alla giunta di procedere in autotutela alla sospensione di una sua delibera la 651/2016 sia per motivi di natura giuridica, sia per i danni che ne avrebbe di natura economica e contabile nel contenzioso civile presso il tribunale di Massa nell’udienza del 13/01/2017. Lo stesso giorno, cioè il 12 gennaio, l’ufficio marmo del comune dichiara di non essere in grado di valutare quanto sostenuto dalla Ditta ma per evitare contenziosi consiglia di adottare un procedimento di sospensione  che la giunta esegue. La stessa ditta è stata oggetto di provvedimenti di decadenza e di ritiro degli stessi provvedimenti, ma la stessa efficienza e solerzia si riscontrano nella tempestività con cui si è concesso ad una ditta morosa il trasferimento di “diritti di competenza” richiesta fatta nel 2013 e subito autorizzata non per tutti è così altri sono stati caducati perché morosi e non hanno potuto trasferire i loro “diritti di competenza” insieme ai debiti.” La richiesta che Bienaimè a fronte di queste argomentazioni, aveva avanzato presso il sindaco e lo stesso dirigente Criscuolo era stata proprio quella di fare le doverose verifiche sulla situazione contabile della C.M.V. Marmi.

Ad informarsi sulla serietà della compagnia assicurativa che garantiva per la C.M.V. Marmi è stata ancora la Bienaimè che ha poi pubblicato sulla sua pagina Facebook i dati relativi alla compagnia bulgara ed ha sollevato lo stesso irrisolto quesito sulla scelta operata dal dirigente del settore marmo: perché?

 


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