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Economia

Le critiche di Amare Marina al water-front

venerdì, 10 agosto 2018, 19:39

Molte le criticità evidenziate dall’associazione Amare Marina sul progetto del water front presentato dalla nuova amministrazione che partono già dallìascolto limitato dei problemi presentati dai membri dell’associazione stessa.  “ Per il lotto 1 la principale criticità sta nell'entrata in porto direttamente posta sulla sponda destra della foce del torrente Carrione. Ad oggi nessun studio esclude che tale opera potrebbe rappresentare una maggiore criticità idrogeologica per tutto l'abitato di Marina di Carrara. Non c’è stato confronto coi cittadini così come è accaduto per il lotto 3.” L’associazione Amare Marina ha riportato le conclusioni derivate da Porto le mie idee, un processo di partecipazione avviato dai membri dell’associazione secondo il quale è evidente “ l’anomalia

della progettazione di una infrastruttura che di fatto rappresenterà una sorta di “invariante” a cui la futura pianificazione urbanistica sarà costretta ad adattarsi. In altre parole si evidenzia come una progettazione che preceda la definizione dei necessari strumenti di pianificazione possa compromettere seriamente la qualità dell'intervento.....pertanto si sottolinea la necessità di una riflessione  “a monte” che immagini una visione coerente e integrata per il futuro del territorio soluzioni puntuali che, secondo la maggior parte dei presenti, non sembrano rispondere ad una visione d’insieme dell’assetto urbanistico del territorio”.

L'eccessiva previsione di più di 14.000 metri cubi di fabbricati  appare come una vera e propria  “chiusura” al mare più che un “fronte sull'acqua”.  Intollerabile che ancora si pensi di aggredire il territorio di Marina di Carrara  con opere che continuano a sfigurare il paesaggio e a depredarlo della sua memoria storica, quale ad esempio il cambiamento direzionale della  via Rinchiosa.

Il piano di riqualificazione del lungo mare e del lungo porto  dovrà essere oggetto di una pianificazione integrata nel territorio e nel paesaggio e dovrà essere supportato da una pianificazione urbanistica coerente delle aree cittadine afferenti, quali le attuali aree retro-portuali e le aree verdi già presenti lungo i viali Colombo e da Verrazzano. Si immagina dunque un water-front da interpretarsi come  sistema di relazioni urbanistiche più che come infrastruttura.

I cittadini consigliavano di: “Evitare la realizzazione di infrastrutture pesanti dall’alto impatto ambientale e paesaggistico, quali muri, sottopassi, tunnel”, e chiedevano di “Realizzare alcune terrazze a raso  in alcuni punti specifici del lungo porto”.

Inoltre rileviamo la scarsa attenzione ai materiali usati per i previsti edifici. Ciò fa pensare a quanto poco importi dotare la marina di manufatti di pregio.

In buona sostanza la realizzazione del Lotto 3, ci appare come una strategica operazione di marketing mirata ad ottenere finanziamenti privati, che risponde a logiche consumistiche e speculative, che proponendo una pseudo riqualificazione del fronte mare  in esame, darà  vita ad una omologazione del quartiere in spregio alla attuale identità ambientale del viale Colombo e della via Rinchiosa.” . L’invito dell’associazione amare Marina è a ripensare il rapporto tra città e mare, calibrando gli interventi con  nuove metodologie ed anche a valutare la  creazione di  una sala cinematografica da dedicare al  “cinema indipendente”. Un cinema svincolato dalle logiche commerciali delle multisale. Altro patrimonio di cui Marina sente fortemente l'esigenza, è una sala convegni dignitosa, che risponda alle moderne esigenze (aria condizionata, posti a sedere connessione ad internet, schermo etc)  liberamente fruibile dai cittadini e associazioni, per organizzare eventi, incontri pubblici, no profit.

 


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