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Economia

Export: lapideo e metalmeccanica sono i due pilastri della provincia di Massa Carrara

mercoledì, 17 aprile 2019, 13:02

Per il marmo grezzo è il secondo miglior risultato di sempre, per i lavori il terzo miglior risultato dell’ultimo decennio. Il 2018 si chiude con un valore di esportazioni pari a quasi 1,7 miliardi di euro in calo (-0,6%) rispetto ad un anno prima di 10 milioni di euro. “Spiccioli” se paragonati al triennio precedente dove le perdite erano state rispettivamente del – 8,7% nel 2018, 10,1% nel 2016 e 9% nel 2015. Ma consistenti se paragonati alla propensione all’export a livello regionale (+4,5%) e nazionale (3,1%). Tornano ad aumentare invece le importazioni (+19%).

A fornire un aggiornamento, se pur provvisorio, delle esportazioni sulla base dei dati Istat, è l’analisi puntuale dell’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara che per sostenere l’export è pronta a mettere a disposizione delle imprese lo sportello per l’internazionalizzazione ed un team di tutor. “Il dato è provvisorio e marca – analizza Dino Sodini, Presidente Camera di Commercio – un andamento ancora negativo ma di sostanziale tenuta rispetto allo scorso anno. A trainare le nostre esportazioni sono ormai consolidati marmo e Nuovo Pignone che fanno il bello ed il cattivo tempo. Da soli, questi due comparti, valgono l’80% delle esportazioni complessive. Questo macro dato evidenzia come il nostro export sia in realtà un mondo inesplorato per una grande fetta di imprese che non ha ancora la forza, economica e di risorse umane, per conquistarsi fette di clientela fuori dai confini. La missione della nostra camera è quella di affiancare le imprese in questo percorso progressivo verso l’estero sia fornendo informazioni sia anche con attività più specialistiche come le certificazioni, le procedure doganali, fiscali ed assicurative fino ai finanziamenti comunitari ed internazionali. Con questo nuovo servizio cerchiamo di dotare le imprese di una infrastruttura specializzata che altrimenti non potrebbero permettersi o garantirsi. Aiutiamo le imprese a diventare grandi”.

Ma entriamo nei dettagli dell’analisi. “Rispetto a tre anni fa c’è stato un calo significativo dell’export. – analizza Vincenzo Tongiani, Presidente Isr - E’ significativa la performance del marmo che è settore che, se pur con tante criticità e problematiche, di cui non possiamo fare a meno. Nuovo Pignone sconta invece le difficoltà in ambito internazionale sull’estrazione del petrolio. Hanno dirottato i loro sforzi, in questa fase, su generatori e trasformatori elettrici, apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità. Il dato si sta stabilizzando”.

La metalmeccanica, ovvero macchinari e apparecchiature meccaniche rispetto agli anni passati ha diversificato la categoria economica esportata, ovvero, pur rimanendo sempre all’interno dei macchinari si è confermata la diminuzione piuttosto consistente delle macchine di impiego generale, turbine, pompe, accessori ed altro, ferme nel consuntivo 2018 a 349 milioni di euro, un valore quasi dimezzato (-45%) rispetto a quello dell’anno precedente. Questa dinamica è stata in gran parte compensata dalla crescita di motori, generatori e trasformatori elettrici, apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità, in fortissimo aumento dai soli 5 milioni del 2017 ai 224 milioni di euro di fine 2018. In entrambi i casi si tratta di comunque di attività riconducibili principalmente ad una sola impresa, la Nuova Pignone.

Variazioni negative anche per un’altra componente di rilievo della meccanica, ovvero per le altre macchine di impiego generale, identificabili con macchine ed apparecchiature per industria chimica, petrolchimica e petrolifera, per le quali si è registrata una decrescita del -22,5%, in valore assoluto 35 milioni di euro, per un totale che si stabilizza a 123 milioni di euro di export. Erano stati negativi anche i risultati registrati a consuntivo 2017. Note non soddisfacenti anche per il comparto delle macchine per la formatura dei metalli e altre macchine utensili, riconducibili per la parte utensile anche alla produzione di macchine lapidee da miniera e cava, con un valore di 30 milioni di export, in calo del -4,9% rispetto all’anno precedente, quando il calo era stato addirittura del -19%. Una perdita che nell’ultimo triennio è stato notevole, basti annottare che a fine 2014  si era registrato un valore delle vendite di 60 milioni di euro.

Valori negativi anche per le altre macchine per impieghi speciali che con 21 milioni di euro hanno subito una perdita, in un solo anno, di 5 milioni di euro, a fronte della crescita sostanziosa, 12 milioni di euro, che avevano ottenuto nel consuntivo dell’anno passato, anche in questo comparto sono presenti imprese produttrici di macchinari lapidei.

Per quanto concerne invece il macrosettore lapideo, in specifico il comparto della pietra da taglio o da costruzione, modellate e finite, in sostanza marmo e granito lavorato, dopo un biennio nel quale si erano ottenute solo variazioni negative, in valore assoluto si erano persi circa 27 milioni di euro, possiamo mettere in rilievo che nell’ultimo anno si sono registrate dinamiche più positive. A consuntivo 2018 le vendite all’estero di marmo e granite lavorato da parte delle aziende apuane ha toccato quota 345 milioni di euro, un valore in aumento di quasi 4 milioni di euro rispetto all’anno precedente e che rappresenta il terzo migliore risultato dell’ultimo decennio, esclusi solamente il 2015 con 367 milioni ed il 2016 con 357. Da valutare positivamente anche gli andamenti delle vendite della restante parte lapidea corrispondente a materiale grezzo che, nonostante un lieve calo nell’ultimo anno, circa 1,5 milioni di euro in meno, mantiene un livello di esportazioni elevato, pari a quasi 211 milioni di euro, il secondo miglior risultato di sempre. Da notare che circa il 57% del marmo grezzo venduto ha come destinazione la Cina, un valore di 120 milioni di euro in crescita di circa 6 milioni rispetto all’anno precedente.

Da metter in rilievo inoltre i buoni risultati ottenuti dai prodotti chimicidi baseche migliorano leggermente il trend positivo degli ultimi anni, con un +1,4%,per un totale di 56 milioni di euro di vendite; stessa tendenza registrata anche dagli altri prodotti chimici, cresciuti del +3,2% arrivando a  più di 78 milioni di vendite.

L’Istituto di Studi e Ricerche aveva invece registrato un sensibile calo a consuntivo 2017 da parte della componente riferita alle navi e imbarcazioni, una perdita che dipendeva dalla registrazione contabile delle commesse, difatti, a fine 2018 si manifesta una nuova ripresa delle vendite, con un valore complessivo superiore ai 37 milioni di euro rispetto ai soli 26 dell’anno prima. Infine la performance dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio che hanno avuto un salto notevole dai 10 milioni del 2017 ai 58 di fine anno 2018. Un dato che deve essere valutato con cautela e soprattutto verificato nei prossimi consuntivi.

Rammentiamo infine che alla voce importazioni dopo il livello storico più basso, pari a 351 milioni di euro, ottenuto all’ultimo consuntivo, si registra un’inversione di tendenza con un valore di merci acquistate ed importate nel nostro territorio pari a  417 milioni di euro, incremento di quasi 67 milioni di euro in un solo anno, in percentuale più 19%. Si è trattato in particolare di materiale lapideo (66 milioni di euro), altriprodotti chimici(46 milioni), prodotti della metallurgia (26 milioni di euro) e macchinari e apparecchiature, la voce più consistente con circa 120 milioni di euro di import.

 


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