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Economia

Crisi del commercio, l'analisi di Confesercenti

domenica, 7 luglio 2019, 16:58

La digitalizzazione sempre più al centro dei processi produttivi ma anche commerciali, con forme di acquisto e di vendita sempre più diverse dal tradizionale. Una propensione crescente agli acquisti on line con una impresa su tre che nel prossimo biennio investirà su tecnologie 4.0.

Questa una piccola sintesi del Rapporto Economia 2019 elaborato dall'Istituto degli Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa presentato giovedì scorso in piazza Mercurio. Rapporto che in chiave locale registra un turismo ancora in sofferenza (-1,7 per cento ) e con differenze tra Lunigiana e Costa, una ripresa dell'edilizia (+5,3 per cento ) che dopo molti anni di crisi torna a respirare e dell'industria (+7,9 per cento produzione).

Un focus particolare è stato dedicato al commercio, settore che è stato al centro dell'intervento del presidente regionale di Confesercenti Nico Gronchi. “Il quadro macroeconomico per il nostro settore è purtroppo negativo. Basta citare alcuni numeri emblematici, a cominciare dai 7 miliardi di consumi nel settore abbigliamento e gli 8 miliardi in quello alimentari persi negli ultimi dieci anni a livello nazionale. La Toscana non si sottrae a queste cifre negative. Le imprese in totale sono 353.000, cui 90.000 del commercio per un numero di occupati in questo settore intorno alle 350.000 unità. In dieci anni sono stati chiusi il 5,3% dei negozi tradizionali”.

Una crisi sulla quale si inserisce con forza anche il cambiamento del rapporto tra offerta e domanda. Ancora il presidente regionale di Confesercenti. “A cominciare dal fenomeno dell'e-commercio la cui crescita è travolgente: un settore che nel mondo muoveva nel 2017 2300 miliardi di euro con una proiezione addirittura di 4500 miliardi nel 2021; in Italia il volume del 2017 è stato di 35,1 miliardi con un incremento dell'11% rispetto all'anno precedente. Da qui la necessità da parte del commercio tradizionale di stare al passo con i tempi puntando sull'innovazione soprattutto nel rapporto con il cliente”.

Una sfida che secondo Gronchi deve vedere come protagonisti le aggregazioni dei commercianti a partire dai Centri commerciali naturali. “Ogni anno in Toscana i centri commerciali naturali producono oltre 1000 eventi nel territorio; stiamo parlando di circa 150 le esperienze registrate nella nostra regione fra consorzi, associazioni e gruppi riconosciuti. All'interno del codice del commercio della nostra regione ci sono elementi innovativi per far evolvere queste esperienze verso il modello europeo dei “Town center management”. Si tratta – conclude Gronchi – di esperienze evolute di partnership pubblico privato capaci di investire e attrarre investimenti per riqualificare interi pezzi di città, contenitori dismessi, gestire i servizi, riposizionando infine l'offerta commerciale alla luce delle novità del mercato”.

 


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